UN INSULTO A GENOVA, UN TRADIMENTO AI LAVORATORI

Genova -

UN INSULTO A GENOVA, UN TRADIMENTO AI LAVORATORI

Dopo giorni di mobilitazione, presidi, incontri istituzionali e una straordinaria dimostrazione di unità tra lavoratori, sindacati, città e istituzioni, nella notte arriva l'ennesima provocazione.

I commissari di Acciaierie d'Italia in Amministrazione Straordinaria, gli stessi che appena pochi giorni fa avevano garantito continuità produttiva e lavorativa per il sito di Genova, hanno inviato una procedura per l'aumento della cassa integrazione che coinvolgerebbe quasi la totalità dei lavoratori.

Un atto vergognoso.

Non è soltanto una decisione industriale sbagliata: è un tradimento nei confronti di chi in queste settimane ha lottato, resistito e difeso il proprio lavoro. È uno schiaffo ai lavoratori che hanno presidiato i cancelli, alle famiglie che vivono nell'incertezza, ad una città intera che si è schierata in difesa della sua storia industriale.

È un insulto a Genova.

Un insulto alle istituzioni, al Comune, alla Regione, alla Curia, alle forze politiche e sociali che, al di là delle appartenenze, hanno compreso che difendere l'acciaio significa difendere occupazione, dignità e futuro.

Ma c'è una responsabilità che non può più essere nascosta.

Questa situazione è il risultato di anni di rinvii, promesse mancate e scelte politiche fallimentari. Il Governo non può continuare a limitarsi al ruolo di spettatore. Chi governa il Paese ha il dovere di assumersi fino in fondo la responsabilità di garantire il futuro della siderurgia italiana, degli stabilimenti e dei lavoratori.

Il tempo delle parole è finito.

Se qualcuno pensa di scaricare sui lavoratori il prezzo delle proprie incapacità e delle proprie contraddizioni, troverà una risposta ferma e determinata.

La lotta di questi giorni non è stata un episodio. È l'inizio di una mobilitazione che non si fermerà davanti a decisioni prese nelle stanze del potere e comunicate nel cuore della notte come se i lavoratori fossero numeri e non persone.

Genova non si piega.

Genova ha costruito navi, acciaio, lavoro e sviluppo per questo Paese. Nessuno pensi di poter cancellare questa storia con una PEC inviata di notte.

Lunedì mattina i lavoratori siderurgici si ritroveranno davanti ai cancelli della fabbrica per decidere insieme le iniziative di lotta necessarie a difendere occupazione, salario e futuro.

Perché senza lavoro non c'è dignità.

Perché senza industria non c'è futuro.

Perché chi colpisce gli operai colpisce Genova.

Ora basta

Coordinamento USB Adiinas GENOVA

Federazione USB Genova