Salviamo l’Istruzione Pubblica. Giovedì 24 e venerdì 25 sciopero e corteo anche a Genova

Genova -

Dopo una estate passata a rassicurare tutti i cittadini, i lavoratori e gli studenti, la scuola in Italia e nella nostra Regione riparte in condizioni pessime.

Nonostante l’impegno profuso da chi lavora nei singoli istituti, mancano aule e spazi, mancano docenti e personale.

A differenza di quanto promesso da Governo e Ministri, non ci sono spazi aggiuntivi (se non quelli ricavati per iniziativa autonoma di qualche istituto) ma soprattutto manca il personale docente.

Per rispettare le norme di sicurezza era necessario diminuire l’affollamento nelle classi e invece il numero dei docenti è, in questo momento, ancora minore di quello negli anni precedenti.

I numeri delle assunzioni che sono stati propagandati dal Governo sono una presa in giro. I precari sono sempre di più, a loro si affiancheranno i cosiddetti “docenti Covid” che non avranno neppure la possibilità di restare al lavoro fino a giugno in quanto verranno licenziati in caso di blocco delle attività.

Per il personale la situazione è difficilissima ma non va assolutamente meglio né per gli studenti né per le famiglie che si troveranno a gestire ancora le lezioni a distanza (soprattutto negli istituti di secondo grado) rendendo la didattica ancora più povera dovendo gestire insieme lezioni on line e in presenza.

Ma non è solo un problema per le scuole dall’infanzia alle superiori. Anche l’Università riparte a singhiozzo e in alcuni casi, come a Genova, gli atenei non sono in grado di garantire che una piccolissima percentuale di lezioni in presenza.

Questa situazione generale impatterà quindi fortemente su tutto il comparto dell’istruzione.

Aggravando le difficoltà di tutti ma in particolare delle famiglie e degli studenti più deboli.

Trasformando sempre di più la scuola e l’istruzione in un ente di gestione servizi del tutto simile agli istituti privati.

Il problema reale è quello delle risorse. Il Governo Italiano non le ha trovate e oggi ci troviamo alla resa dei conti.

I soldi non arriveranno dagli accordi in sede europea (visto che saranno soprattutto prestiti e, se arriveranno, sarà a metà del 2021) e quindi vanno ricavati in altro modo.

Non certo continuando a sprecarli investendo solo in tecnologie private per la didattica a distanza, non certo continuando a finanziare le scuole private. Ma ricavandole spostando risorse da rendite e padroni verso il settore pubblico, dell’Istruzione ma anche per sanità e trasporti.

Lo sciopero del 24 e 25 settembre che abbiamo indetto come USB in accordo con altre forze del sindacalismo di base è quindi sacrosanto. Sappiamo che sarà uno sciopero non facile, sappiamo che il personale sta facendo uno sforzo incredibile per cercare di salvare un minimo di possibilità per continuare il proprio lavoro educativo. La nostra funzione in questo momento è fondamentale per garantire la possibilità di tenere aperto. Sappiamo però che non è possibile continuare in questo modo facendoci prendere in giro, senza neppure avere la possibilità di far sentire la nostra voce e quella degli studenti e delle famiglie.

Per questo invitiamo a scioperare il 24 settembre (sciopero che interesserà anche il personale educativo esterno come gli OSE) e il 25 settembre.

A Genova sosteniamo, partecipiamo e invitiamo a partecipare al corteo studentesco del 25 settembre dalle ore 9,30 in Piazza Fanti d’Italia (metro Principe) indetto dal coordinamento studentesco ComestudioGenova e fatto proprio dall’assemblea “E’ già settembre” formata da personale, docenti, studenti e genitori.

Come lavoratori e utenti dell’Istruzione pubblica, dagli studenti al personale dobbiamo rispondere uniti, dobbiamo rifiutare la logica del ricatto tra salute e diritto alla formazione, dobbiamo rifiutare la logica della lotta tra istituti, tra personale a tempo indeterminato e precario.

Dobbiamo allargare la lotta portandola fuori dalle aule con i lavoratori della sanità, con i lavoratori dei trasporti con tutti coloro che hanno perso il lavoro, con coloro che non lo trovano. Con tutti coloro che quotidianamente vedono in noi della scuola una delle poche speranze per un riscatto futuro.

Perché vogliamo studiare e imparare, vogliamo muoverci in sicurezza, vogliamo il diritto alla cura e alla prevenzione. E sappiamo che questi sono diritti inalienabili, soprattutto per la parte più debole della società, che devono rimanere pubblici e universali.

Ci vediamo in piazza il 25 settembre.

 

USB Scuola Liguria

15-9-2020

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