Salario minimo contro lavoro povero, basta salari da fame! Martedì 8 marzo ore 18 corteo da piazza Caricamento

L'8 marzo manifestiamo contro il lavoro povero diffuso soprattutto nelle categorie dove è prevalente il lavoro femminile, migrante e giovanile.

 

Genova -

 

Nelle scorse settimane abbiamo assistito ad una sfilata di esperti e professori chiamati a consulto dal Ministro Orlando, che hanno chiarito che una lavoratrice e un lavoratore su quattro in Italia sono in condizioni di povertà, percepiscono cioè salari da fame.

E l’OCSE ha recentemente chiarito che siamo l’unico Paese che negli ultimi trent’anni ha visto diminuire il salario medio.

Eppure stiamo ancora discutendo se e come intervenire. Anzi, il tavolo per discutere di una legge che stabilisse un salario minimo orario al di sotto del quale non si possa scendere non c’è più, o se c’è è ristretto a quei sindacati e a Confindustria che si sono sempre dichiarati contrari ad una legge sul salario minimo!

La proposta a quel tavolo allora era di 9 euro, quando i prezzi erano fermi. Oggi i prezzi di tutti i beni di prima necessità sono fortemente in rialzo, aumentano le bollette, la benzina e il gas. Si tratta di rincari molto pesanti. Solo i salari sono fermi. Per questo la nostra proposta è di 10 euro l’ora sui minimi tabellari, un “pavimento” al di sotto del quale nessuno stipendio possa mai andare e nessun contratto possa essere stipulato, con una spinta al rialzo di cui tutti i lavoratori potrebbero beneficiare.

Cgil, Cisl e Uil dicono di voler difendere la contrattazione: ma i contratti sono tutti al ribasso da anni e le loro piattaforme sulla parte salariale sono vergognose (anche sul resto, in verità).

Lavoratrici e lavoratori del pulimento, della vigilanza, della cooperazione sociale, del commercio, del turismo e della ristorazione, braccianti, lavoratrici e lavoratori in appalto dai multiservizi alla cultura, rider e stagionali, della logistica e dell’industria: siamo alla frutta.

Nei fondi del PNRR vediamo centinaia di miliardi devoluti al sistema delle grandi imprese: ma siamo noi che mandiamo avanti il paese, senza di noi tutto si fermerebbe.

Lo sappiamo bene che aumentare la paga oraria non basta a risolvere la nostra condizione: occorre intervenire per contrastare il part time involontario, bisogna fermare il sistema degli appalti, limitare il lavoro a tempo determinato, combattere il grigio e il nero. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare: alzate i salari.

L’8 marzo è una data importante, la giornata dello sciopero generale femminista e transfemminista transnazionale, alla quale aderiamo e partecipiamo come sempre.

La mattina ci sarà una grande manifestazione a Roma sotto la sede del Ministero del Lavoro, ma in tutte le piazze, in tutte le città portiamo la rivendicazione del 

SALARIO MINIMO CONTRO LAVORO POVERO! BASTA SALARI DA FAME

              

MARTEDI8 MARZO PARTECIPIAMO E INVITIAMO LAVORATRICI E LAVORATORI A PARTECIPARE AL CORTEO ORGANIZZATO DA NUDM  GENOVA       

CORTEO H 18 PIAZZA CARICAMENTO 

USB LIGURIA