Resoconto incontro con assessore ai servizi sociali R. Papi del 27/07.

Genova -

Presenti per il Comune Sartori  e Maimone, per Rdb /USB Cardino, Rimassa, Battaglia (Agorà), Rebecchi (CRESS).

L’incontro è stato chiesto per esaminare la situazione del settore in relazione alla manovra finanziaria del governo. Le cifre circolate in questi giorni sui tagli complessivi nei trasferimenti al Comune (75 milioni di euro) e in particolare al settore dei servizi sociali (ca. 10 milioni di euro) devono ancora essere definite nei dettagli, ma sono comunque molto vicine a quella che sarà la realtà definitiva. La prospettiva dunque è che si abbatta sui servizi un taglio senza precedenti, con le immaginabili ricadute occupazionali e la chiusura ed il ridimensionamento di molti servizi.

In considerazione delle ripetute dichiarazioni di forte critica e di volontà di contrasto degli effetti deleteri della manovra fatte dal Sindaco e da esponenti della giunta, abbiamo dunque chiesto quali iniziative intende assumere il Comune. Purtroppo la risposta dell’assessore e dei funzionari è stata estremamente deludente. Ai propositi battaglieri non corrisponde una volontà altrettanto determinata. Al contrario colpisce l’inerzia del Comune. I tagli ci saranno, non c’è niente da fare. Il Comune sceglie un approccio burocratico. Tot soldi in meno, tot tagli. Nessun piano, nessuno sforzo straordinario, niente. Anche rispetto alle sinergie con gli altri enti locali, tutto è fermo. Al massimo si busserà alla porta della Regione e della ASL per chiedere qualche spicciolo. Considerato quello che hanno dato in questi anni (nulla), non è proprio il caso di essere ottimisti. Anche se è evidente a tutti che senza uno sforzo coordinato di tutti gli enti locali non si va proprio da nessuna parte. (E già lo vediamo Burlando correre in soccorso della amata Vincenzi !!).

Dalle parole dell’assessore invece abbiamo avuto conferma dei nostri timori. Si utilizzerà la manovra per ristrutturare un settore che da tempo il Comune intende ridimensionare pesantemente. Sarà anche l’occasione per rimescolare le carte e magari favorire  soggetti più malleabili, docili, collaborativi e ovviamente anche più economici di quelli attuali. Non è un caso che voci di chiusura riguardano servizi da tempo nel mirino (A.g.a., centri socioeducativi): mentre non si sa nulla di priorità ed obbiettivi dell’amministrazione, già si immagina dove tagliare.

All’assessore ovviamente abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà ad un simile approccio, ricordando altresì che la manovra di Berlusconi e Tremonti è solo l’ultima di una serie di attacchi allo stato sociale che accomuna tutti gli ultimi governi di questo paese. Abbiamo promesso una forte opposizione a qualunque taglio o ridimensionamento dei servizi, in un settore già in difficoltà da tempo e caratterizzato da condizioni di lavoro molto negative (qualcuno si ricorda ancora della questione degli adeguamenti contrattuali ?).

 

Uno scenario complesso, come si vede. Il pericolo maggiore ci sembra però la  rassegnazione dei lavoratori del settore, l’idea che i tagli sono inevitabili. NON E’ COSI’. Fermare i tagli non solo è doveroso, ma  è anche possibile. Da settembre lavoreremo per  rompere il nostro isolamento, rendere visibili a tutti gli effetti della manovra iniqua del governo, dell’inerzia degli enti locali e della loro volontà di pesante ristrutturazione del settore. Inviteremo ovviamente tutti coloro che hanno dichiarato la loro opposizione alla manovra ed alle ricadute sui servizi, a costruire la più ampia mobilitazione del settore. In ogni caso, noi ci muoveremo per dire no ai tagli, difendere l’occupazione e rilanciare i servizi sociali.

 

                                                                                                          USB Liguria

                                                                                             

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