Nuovo Felettino La Spezia, USB Sanità risponde al direttore generale dell'ASL5 Cavagnaro

La Spezia -

“Non dimentichiamo che questo territorio ha un numero di posti letto per acuti inferiore alla norma di riferimento – ricorda a tutti sui media Paolo Cavagnaro, direttore generale ASL5 -. Il nuovo Felettino sarà più capiente rispetto al Sant'Andrea e di conseguenza i costi di gestione saranno maggiori per questa voce. Ma d'altra parte, se avremo più risorse disponibili oltre che più personale, diminuiranno le fughe fuori regione. Credo sia una cosa dovuta al territorio che l'ASL non può sostenere il costo del canone, all'infuori della manutenzione, prendendolo dal fondo sanitario a lei destinato. Giusto che il MEF faccia le sue richieste, ma ci deve essere la coscienza che il nuovo ospedale garantirà 200 letti in più”.

Alcune riflessioni su queste dichiarazioni sono d’obbligo:

- Finalmente qualcuno che riconosce quanto andiamo denunciando da anni. Ovvero che il nostro territorio è pesantemente sottostimato in termini di posti letto per acuti. Ma non si dice quanti posti letto intendono attivare nell'ASL 5

- Ai 510 del Felettino sono da aggiungere i 250 del San Bartolomeo di Sarzana? Perché non si dice?

Se così fosse i posti letto diventerebbero 760, ben 100 in più di quanto stabilito dalle norme;

- il “se avremo più risorse disponibili e più personale, diminuiranno le fughe fuori regione” sottintende che queste risorse non ci sono, ma, d’altra parte, neppure sono garantite in qualche documento di programmazione a medio termine che traguardi le “chiavi in mano” della struttura per poterla rendere pienamente operativa;

- anche l’affermazione “Il nuovo Felettino sarà più capiente rispetto al Sant'Andrea e di conseguenza i costi di gestione saranno maggiori per questa voce”, pur nella sua scontatezza, deve fare riflettere: abbiamo la certezza che aumenterebbero i costi di gestione che andrebbero a sommarsi ai debiti “puri” dovuti allo stratosferico ed inconcepibile rimborso del “finanziamento a prestito” ottenuto dal privato che, oramai è assodato, preleva un mutuo da CDP a meno dell’1%, lo gira alla ASL5 e ne riceve in cambio dieci volte tanto in ragione d’anno per 25 anni.

 

Ora valutiamo la situazione attuale:

- la nostra ASL ha circa 420 posti letto attivi per acuti (in tempi precovid) compreso quelli privati in convenzione;

- il personale attualmente in organico non basta neppure per coprire i servizi dei 400 posti dei due ospedali Sant’Andrea e San Bartolomeo messi insieme;

- solo il blocco operatorio del nuovo Felettino conta 12 sale operatorie che sono più di quelle dei due attuali ospedali messi insieme;

- nel nuovo ospedale è prevista l’applicazione della parte del famigerato decreto Balduzzi che sottrarrebbe al territorio molti reparti e servizi.

 

Ecco che, se non si parte già da ora con un piano di riequilibrio del personale ci troveremo con questo scenario:

- Un nuovo ospedale di 510 posti letto impossibile da utilizzare per mancanza di personale, se non, comunque in parte, trasferendo là tutti i servizi attualmente presso l’ospedale San Bartolomeo di Sarzana con tutti gli operatori. E forse è proprio per questo che l’ospedale di Sarzana è sparito da qualsiasi discussione e programmazione.

Ed anche in questo caso non sarebbe possibile utilizzare circa 120 posti letto del nuovo Felettino e una parte delle sale operatorie, anche solo per mancanza di medici anestesisti.

In merito, fa specie sapere che la Regione Toscana ha recentemente avviato un concorso per assumere a tempo indeterminato 124 anestesisti, mentre la nostra ASL non solo non si preoccupa della già attuale grave carenza, ma neppure sembra prevedere di tamponare le prossime, sicure, defezioni.

- il decreto Balduzzi che, pur “mitigato ed ammorbidito” con accorgimenti, sottrarrebbe comunque al territorio numerosi servizi in parte accorpandoli con la ASL 4 ed in parte previsti nell’unico bacino d’utenza abbastanza capiente, ovvero il genovese o genovese/savonese, coi cittadini costretti ad aumentare le migrazioni verso queste mete sanitarie alternative o cercare a pagamento alternative per le relative prestazioni, in tutto o in parte.

- l’ospedale di Sarzana, svuotato, di cui non si sa assolutamente nulla circa il suo futuro.

Finirà come tanti altri prima svuotati e poi concessi ai privati con innumerevoli forme di gestione, se non direttamente venduto?

 

p. Coord. USB Sanità Liguria

Valter Chiappini

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