INPS IMPERIA: gestione incompetente o gestione criminale?

Imperia -

INPS IMPERIA: gestione incompetente o gestione criminale?

 

 

La gestione di una Sede in un’emergenza di tale portata è senza dubbio cosa assai complessa. Tuttavia è proprio la situazione di particolare difficoltà a mettere a nudo e palesare quelle carenze organizzative che negli anni abbiamo sempre segnalato.

Ci riferiamo, ad esempio, al modo in cui buona parte della dirigenza vive la fase del controllo di gestione. Troppi dirigenti vivono appesi a dei numeri, ancora lontani dalla realtà che ambiscono a valutare nonostante alcune migliorie degli ultimi anni, e spesso reagiscono con decisioni organizzative irrazionali, frutto di una nevrosi legata alla frustrazione di non essere i migliori o, peggio, di non poter vantare la più alta retribuzione di risultato.

In questa fase di emergenza, i vertici dell’Istituto si sono lucidamente espressi nella direzione di una sterilizzazione della verifica di produzione per tutto il periodo, ma, forse, troppo tardivamente. “Ai confini dell’Impero”, quando tutta Italia, o quasi, era in smart working, ad Imperia si ragionava ancora di non concedere il lavoro agile a chi non era in grado di garantire il famigerato standard 124, maggiorato addirittura del 20%.

Ora non vogliamo credere che siano questi i motivi che hanno indirizzato la gestione dell’emergenza da parte della direzione Inps di Imperia, ma un velato sospetto rimane. Come mai sono stati fatti trascorrere ben nove giorni dalla presenza del contagiato in Sede alla richiesta di chiarimenti all’ASL?

Come mai l’OdS n. 8/2020 riporta la decisione del medico competente senza alcuna presa di responsabilità del direttore della Sede?

Come mai il datore di lavoro non ha fornito i necessari chiarimenti al Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza?

Come mai si continua a strumentalizzare il diritto alla privacy e si ha tanta paura nell’assumersi le responsabilità previste dalla legge?

Il diritto alla riservatezza è una conquista civile di grande rilevanza, che però cede il passo di fronte ad un diritto fondamentale, inalienabile e costituzionalmente garantito come il diritto alla salute. Questi concetti sono fondamentali e non possono essere ignorati, vieppiù in una situazione così delicata come quella che stiamo vivendo.

Non ci si può neppure nascondere dietro un parere dell’ASL, tra l’altro piuttosto generico, in risposta ad una richiesta di chiarimenti che non solo non è stata divulgata ai lavoratori, alla RSU ed alle OO.SS., ma neppure alle figure della sicurezza previste ai sensi del Dlgs. 81/2008.

L’impegno profuso dai lavoratori che in un momento così importante sono chiamati ad uno sforzo straordinario per garantire il miglior servizio pubblico all’utenza, meriterebbe ben altra accuratezza da parte del datore di lavoro.

E’ per questo che USB Liguria ha depositato in data odierna un esposto in Procura su tale vicenda, non certo per aggiungere ulteriori dannose tensioni, bensì per offrire ai lavoratori una maggior tutela, nella misura di una migliore garanzia di verifica di ogni decisione.

Riteniamo che una chiusura totale della Sede INPS di Imperia, perlomeno fino al 24 marzo, così come indicato dal medico competente, sia un provvedimento a titolo precauzionale doveroso, non solo per chi ha cura dei propri lavoratori, ma anche di una migliore e corretta organizzazione nell’erogazione del servizio pubblico.

La professionalità è richiesta a tutti, invece il senso di umanità, così come il coraggio di manzoniana memoria, chi non ce l’ha non se lo può dare.

 

 

Genova, 20 marzo 2020 Coordinamento USB P.I. Liguria

 

 

 

 

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