HANNO QUALCOSA IN COMUNE IL FANTOMATICO PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E IL NUOVO OSPEDALE GALLIERA?

Genova -

 

HANNO QUALCOSA IN COMUNE IL FANTOMATICO PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E IL NUOVO OSPEDALE GALLIERA?

Chi segue le dinamiche governative saprà già l'infinita e ultratrentennale storia del fantomatico ponte sullo stretto di Messina. Dopo circa 40 anni, e miliardi di euro spesi, la “stupefacente opera sospesa” nello stretto non è stata ancora realizzata ma continua a produrre prebende agli addetti ai lavori. Quelli nominati dai vari governi di turno. Ovviamente parliamo di miliardi di fondi pubblici spesi e derivanti dal sistema della tassazione generale a carico dei cittadini contribuenti!

Ora da circa venticinque anni si parla di un nuovo ospedale Galliera. Il primo “spot” risale all'anno 2001. Allora, come risulta dalla documentazione dell'epoca, l'ospedale della Duchessa aveva attivi circa 600 posti letto. Ed erano gli anni in cui il Galliera era stato oggetto di un significativo piano di ristrutturazioni dei padiglioni ottocenteschi (veniva definito il progetto Galliera 2000). Un lavoro eccellente che ancora oggi è visibile e soprattutto è servito per mantere attivi e funzionali diversi reparti e ambulatori nei vari padiglioni storici. Peccato che, appena è partita la campagna (soprattutto mediatica) sul nuovo ospedale, i lavori di ristrutturazione e di mantenimento della struttura ottocentesca sono rimasti fermi al palo! Nel 2008 viene pubblicato un primo “plastico” inerente il nuovo Galliera. Ma dopo qualche anno, essendo il primo disegno molto impattante sull'area dove verrebbe realizzato, viene pubblicato un nuovo progetto che rimane valido sino a qualche giorno fa. Ma ora si cambia! Dopo anni di legittimi ricorsi giudiziari e dopo numerosi contenziosi legali, tutt'ora non conclusi, i vertici aziendali in pieno periodo ferragostano hanno deciso che il nuovo ospedale, così come ci era stato propinato, non si farà più! Ma allo stesso tempo iniziano nuovamente a “pianificare” un nuovo padiglione! Incredibile ma vero! La notizia diffusa dagli organi d'informazione lascia basiti e increduli tantissimi lavoratori e tutta la cittadinanza che segue questo tema scottante. Ma noi dell'USB Liguria eravamo convinti, fin dal primo minuto, che l'operazione nuovo Galliera non aveva le fondamenta per poter essere realizzata. L'avevamo denunciato pubblicamente e a più riprese con comunicati stampa. I motivi erano/sono diversi e tutt'ora rimangono validi! Però ora molto sommessamente ci chiediamo. Chi restituirà i milioni di euro di fondi pubblici spesi per gli incarichi di consulenza, per la progettazione e per tutto l'iter avviato oltre 17 anni fa con diversi professionisti e con aziende specializzate??? E i soldi spesi per i contenziosi legali che sono ancora attivi? Ma soprattutto ci chiediamo. Ma veramente pensano di ripartire con un nuovo iter procedurale per realizzare un nuovo padiglione dopo aver già speso milioni di euro per il progetto precedente? Ma è concepibile continuare a mantere in disuso il famoso padiglione C, soprattutto dopo aver speso milioni di euro di fondi pubblici per mantenerlo adeguato e ristrutturato nel corso degli anni? Ma in un paese civile può essere tollerato il fatto che ancora decine di pazienti vengono ricoverati in reparti ottocenteschi dove mancano i servizi minimi essenziali come la privacy, come il microclima, come la carenza di un numero adeguato e selezionato di servizi igienici per uomini e donne, come la sicurezza antincendio (mancano le vie di fuga secondarie e la compartimentazione in diversi reparti) e come il gravissimo rischio di contaminazione crociata e di diffusione di infezioni correlate all'assistenza (ICA) a causa dell'eccessivo affollamento in un unico ambiente? Perchè nei padiglioni con i soffitti alti, privi di separazione ambientale (che può esporre i pazienti alla contaminazione biologica dell'aria e alla reciproca trasmissione di eventuali agenti patogeni) e con un impianto microclimatico senza un adeguato ricambio d'aria i rischi sopra citati sono una tristissima realtà!

Ai posteri l'ardua sentenza.

USB P.I. Liguria Genova, 18 agosto 2026