CPI E SERVIZI DISABILI INCONTRO CON REGIONE E PROVINCIA

Genova -

CENTRI PER L'IMPIEGO E SERVIZI PER DISABILI:

INCONTRO CON REGIONE E PROVINCIA

ANCORA PROROGHE MA IL FUTURO E' TUTTO DA SCRIVERE

 

Appalto + proroga. Così da 12 anni. “Solo” da 12 anni. Nell’aprile del 2002 nacquero i nuovi Centri per l’impiego della provincia di Genova. Eravamo giovani e, alcune e alcuni di noi, molto giovani. Ora abbiamo superato gli anta e qualcheduno si è pure permesso di fare dei figli. Che impudente! Siamo stati l’interfaccia pubblico per migliaia di disoccupati, cassaintegrati, lavoratrici in mobilità. Abbiamo gestito servizi di ogni tipo: orientamento, incrocio domanda offerta, numero verde, corsi a catalogo e sul mercato libero, progetti di auto-impresa, servizi di mediazione per soggetti disabili, giovani in obbligo formativo... E non parliamo dei progetti: delle decine di progetti. Alcuni condivisibili, altri molto meno. E abbiamo raccolto molto altro: rabbia, disperazione, tensioni, pianti, sorrisi, strette di mano. Abbiamo parlato lingue diverse. E i nostri curriculum dovevano essere accreditati: mica pizza e fichi.

 

Ora, nuovamente, come delle mozzarelle qualsiasi siamo in scadenza. Per i centri per l’impiego ordinari si parla del 30 settembre. Dopo una splendida estate. Per la mediazione disabili il 28 febbraio del prossimo anno. Dopo un magnifico inverno.

 

Ci siamo incontrati in Regione, lo scorso giovedì. Con la Regione, appunto, e con la Provincia. Ci hanno detto che chiederanno per noi, per tutti noi, una proroga, sino al giugno 2015. Condizioni governative permettendo. Ma solo un mese prima che scadano gli appalti. Con una riduzione del 5%, perché la legge così impone.  Forse riempiranno il buco del 5%, ma, se così non fosse, verremo prorogati con meno soldi, che tradotto significa con meno salario per svolgere le identiche mansioni.

 

E poi il futuro. Il nuovo liberismo di marca trans-europea imporrebbe di mettere in concorrenza i futuri servizi di orientamento, di ricollocazione… Parlavano di reti, di pubblico-privato. Non si capiva molto, se non che, finita l’epoca aurea degli appalti più proroghe, ci sarà una nuova epoca del ferro in cui diversi soggetti si scanneranno per ottenere servizi pubblici destinati a disoccupati. Pagati a risultati: questo significa che si punterà solo sui cavalli vincenti e per gli altri, per quelli che non ce la fanno (età, studi, esperienze professionali…) qualche progettino, se va bene. Nuova precarietà del lavoro a fronte di nuovi precari dei servizi: più ricattabili di oggi.

 

Chiediamo l’opposto, esattamente l’opposto. Chiediamo che i servizi per l’impiego siano pubblici, territoriali e universalistici. Chiediamo che le lavoratrici e i lavoratori, dopo 12 anni di appalti e proroghe, vengano stabilizzati nel pubblico. Perché è giusto.

 

 

Genova, 20/5/2014

 

                                                                                                          Usb lavoro privato Genova

                                                                                                         

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