AL GALLIERA RIPRENDONO I SALDI DI FINE STAGIONE...
AL GALLIERA RIPRENDONO I SALDI DI FINE STAGIONE...
Come era ampiamente prevedibile (noi lo denunciavamo puntualmente e pubblicamente da qualche decennio, ma la reazione della dirigenza dell'epoca era sempre persecutoria/minatoria nei confronti dei sindacalisti dell'USB!), dopo oltre venti anni di gestione/organizzazione fallimentare, ora i nodi vengono tutti al pettine. Intorno agli anni 2009/2010, tra gli altri servizi di eccellenza sanitaria, al Galliera c'era il Centro di Medicina della Procreazione. Poichè era un centro specializzato nel panorama sanitario ligure, gli amministratori avevano deciso di trasferire il servizio (con personale al seguito) all'ospedale Evangelico Internazione. Dopo pochi anni un'altra eccellenza sanitaria e di ricerca (che portava ingenti finanziamenti pubblici e privati all'ospedale della Duchessa) veniva trasferita definitivamente all'Istituto Giannina Gaslini. All'inizio asserivano che era un trasferimento momentaneo, mentre nei fatti è diventato un trasferimento definitivo. Da notare che queste dismissioni vengono “partorite” con l'avvio dell'iter procedurale per la costruzione del nuovo Galliera. Entrambe le decisioni non erano una casualità. L'intento era proprio quello di ridimensionare l'Ente Ospedaliero. Tutti i vertici dell'epoca, CdA e amministratori al seguito, percorrevano a testa bassa il loro unico obiettivo. La realizzazione del nuovo ospedale! Il nuovo Galliera che a distanza di sedici anni è sempre più un'utopia. E sulle spese legate alla progettazione, alla logistica e a tutto l'iter stendiamo un velo pietoso. Milioni di euro di fondi pubblici, ad oggi, spesi inutilmente (ancora pagano l'affitto dei container - pad. P1 e P2 -). Ma il fatto ancora più grave è che, nel frattempo, già dal 2005 al Galliera avevano smesso di fare la manutenzione, il mantenimento e la messa a norma (antincendio e servizi alberghieri) dei padiglioni ottocenteschi. Oggi il degrado strutturale è sotto gli occhi di tutti! Ma qui si apre un capitolo assurdo e paradossale. Perchè i solerti amministratori lavoravano quasi esclusivamente per portare a termine la realizzazione del nuovo Galliera ma contemporaneamente spendevano milioni di euro (per le manutenzioni) nell'oramai tristemente famoso Padiglione C. Il padiglione destinato alla completa demolizione con l'avvio dei lavori per il nuovo Ospedale. Tutti si chiedevano qual'era il senso logico di quella operazione dispendiosa (spendi milioni di euro in un padiglione che vuoi demolire...). Un mistero ancora oggi rimasto agli annali.
Ma ora arriviamo ai giorni nostri.
Poco più di un anno fa (dicembre 2024) avevamo denunciato nuovamente il tentativo di un altro trasferimento. Il Centro Trasfusionale del Galliera al Policlinico San Martino. L'ennesima eccellenza Ligure oggetto di dismissione all'interno di un Ente riconosciuto come ospedale di 1° livello. In questo caso ci sarebbe anche la violazione di un Decreto Ministeriale. Al Comma 1 PUNTO 2.3 del DECRETO 2 APRILE 2015, N.70 si esplicita che, un DEA di 1° livello, tra le altre specialità debba avere il servizio di immunotrasfusionale. Un'ovvietà medica normata proprio per evitare ripercussioni negative (tragiche) a carico dei pazienti. Ma gli attori in campo fanno orecchie da mercanti e ignorano la norma! E il colmo sta per arrivare!
Nella seduta della Giunta Regionale (N.3960 del 08/01/2026) lo stesso ente regionale approva il “Protocollo di intesa per la disciplina dell'erogazione coordinata e unificata dell'assistenza ospedaliera nell'area metropolitana genovese tra Regione Liguria e E.O. Ospedali Galliera”. In diversi passaggi del protocollo d'intesa, alla voce gestione del personale si parla esplicitamente di “integrazione funzionale e/o messa a disposizione”. Una supercazzola senza precedenti! Provate a chiedere a lor signori e nessuno sa spiegare il senso tecnico e giuridico di tali affermazioni applicate. Ed infatti, nonostante gli impegni presi da entrambe le parti in causa (art. 3 comma 3 del protocollo sopra richiamato), si esplicita che prima della convenzione tra il Galliera e l'AOM, “le Parti si impegnano a non porre in essere atti o iniziative che determinino effetti irreversibili sull'asseto funzionale dell'Ente”. Ora, siccome ci sono amministratori che sono in grado di smentire ciò che hanno sottoscritto, il 20 gennaio 2026 il Galliera invia una e-mail istituzionale per chiedere/informare i tecnici sanitari di laboratorio biomedico se fossero disponibili ad andare in comando presso l'IRCCS AOM (un posto). Andando deserto l'avviso al personale, dopo sollecito delle RSU aziendali, il commissario straordinario dell'Ente comunica alle OO.SS. che nelle more della difinizione degli accordi tra I.R.C.C.S. AOM e l'Ente Ospedaliero è in fase di stipula una convenzione per la messa a disposizione, a favore di IRCCS AOM di n. 3 tecnici di laboratorio e di n. 2 infermieri, attualmente in servizio presso la S.S.D. Servizio di Immunoematologia e trasfusionale dell'Ente. E vorrebbero attivare questa mobilità forzata attraverso l'istituto contrattuale del servizio fuori sede, ex art. 90 CCNL del 2 novembe 2022. Ma qui nasce l'equivoco. Il servizio dell'invio in trasferta è applicabile esclusivamente per la stessa azienda di appartenenza. In questo caso l'attività svolta sarebbe esterna all'azienda di appartenenza e le conseguenze potrebbero inficiare in un vero e proprio abuso da parte di entrambe le aziende sanitarie. Ed infatti, come un qualsiasi autista privo di patente arriva l'inversione a U rispetto alle intenzioni manifestate nelle scorse settimane. In data odierna il commissario straordinario del Galliera e il direttore generale dell'IRCCS AOM convocano le organizzazioni sindacali per essere informati delle loro decisioni. Tutto il personale del centro trasfusionale del Galliera verrà trasferito all'IRCCS AOM con decorrenza 1 maggio 2026.
Dopo quanto sopra esposto ci permettiamo di porre una legittima domanda alle parti in causa (Galliera in primis).
• A cosa serve la vostra difesa (ostinata!!!) dell'autonomia organizzativa e gestionale dell'Ente Ospedaliero? Qual'è il reale obbiettivo che volete perseguire?
Perchè dai fatti narrati (e dimostrabili in ogni sede) è evidente a chicchessia che la gestione del nosocomio negli ultimi 20 anni è fallimentare. Si potrebbero scrivere dei libri sulla gestione economica e organizzativa del nosocomio. Oggi è palesemente evidente il fatto che l'ospedale, da un punto di vista delle norme in materia di sicurezza, da un punto di vista dei servizi alberghieri e l'intera gestione/organizzazione lascia a desiderare. Le cicliche fughe dei professionisti verso altre aziende sono inarrestabili!
• Mentre alla Giunta Regionale, al Direttore Generale dell'IRCCS AOM e alla stessa direzione del Galliera vorremmo chiedere se abbiano valutato adeguatamente il fatto che, il trasferimento del centro Trasfusionale del Galliera, non metta seriamente a rischio la salute dei pazienti. Perchè un ospedale di 1° livello (con un DEA già quotidianamente in sofferenza) senza un Centro Trasfusionale mette a rischio i pazienti che necessitano di trasfusioni urgenti e non procrastinabili da una futura riorganizzazione che appare delirante e diseconomica (soprattutto per l'Ente Galliera)
USB P.I. Sanità
Genova, 24 febbraio 2025