ADUNATA DEGLI ALPINI: LA "SCHENGEN MILITARE" INVADE GENOVA. SERVIZI AL COLLASSO, LAVORATORI RECLUTATI.
ADUNATA DEGLI ALPINI: LA "SCHENGEN MILITARE" INVADE GENOVA. SERVIZI AL COLLASSO, LAVORATORI RECLUTATI.
Mancano pochi giorni alla 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, che dall'8 al 10 maggio trasformerà Genova in una città blindata. Mentre il Comune parla di "festa" e di "indotto", la realtà è servizi pubblici al collasso, lavoratori reclutati a forza per servire la macchina dell'evento, pronto soccorso a rischio e una città consegnata ai militari.
Ma questa operazione non si spiega da sola. È il tassello locale di un disegno europeo che ha un nome preciso: Military Mobility. Un programma concreto dell'Unione Europea il cui scopo dichiarato è facilitare lo spostamento rapido di truppe e mezzi attraverso il continente. Genova ne è un nodo cruciale: il Corridoio ferroviario Reno-Alpino, che collega il nostro porto direttamente a Rotterdam, è stato finanziato con milioni di euro proprio per essere adeguato al trasporto di merci, armi e truppe. Bloccare la città per tre giorni, gerarchizzare la circolazione, testare la tenuta dei servizi essenziali sotto pressione: è esattamente ciò che serve per verificare, in condizioni reali, la capacità di gestire la mobilità in uno snodo logistico così delicato.
E mentre la città è paralizzata dalla sfilata, la riconversione industriale prosegue a ritmi serrati. La presenza di Leonardo a Genova e gli investimenti negli "hub logistici multimodali" stanno facendo del nostro territorio un centro nevralgico per il trasporto militare. L'Adunata non è che la facciata folkloristica di questa trasformazione strutturale.
Città blindata e gerarchia militare della circolazione. Due maxi "Aree Pedonali Alpine" chiuderanno centro storico, Foce, Caricamento, corso Buenos Aires e Borgo Pila. Dentro questi perimetri, divieto totale di circolazione e sosta con rimozione forzata. Le uniche deroghe: mezzi di soccorso, corpi militari dello Stato, logistica notturna e veicoli con contrassegno "ANA 2026". Mentre i bus vengono deviati e i capolinea spostati, i cittadini restano ostaggio di una viabilità che cancella il diritto alla mobilità.
Sanità al collasso: l'intera macchina ospedaliera viene forzata per reggere l'urto. L'arrivo di 400 mila persone in più impone un piano emergenziale senza precedenti: pronto soccorso con turni raddoppiati, tre postazioni mediche avanzate attive 24 ore al Porto Antico, in piazza De Ferrari e in piazza della Vittoria, decine di ambulanze aggiuntive distribuite su tutto il territorio. Ma questo è solo lo strato più visibile. Perché un ospedale non è soltanto il pronto soccorso. Per reggere tre giorni di pressione straordinaria in una città paralizzata, è stata mobilitata l'intera organizzazione sanitaria, in ogni sua articolazione.
Sono stati chiamati a rapporto tutti i servizi minimi essenziali, ben oltre i reparti di emergenza. Il personale delle portinerie, che normalmente garantisce i presìdi secondo turni consolidati, è stato forzato a modificare la propria presenza: lavoratori e lavoratrici a cui è stato chiesto di venire in servizio la domenica, spezzando il proprio riposo settimanale, con la prospettiva di dover comunque tornare in ospedale il lunedì. Non solo. È stato mobilitato anche il personale tecnico, quello degli uffici tecnici che si occupa di manutenzione, impianti, continuità dei servizi: perché durante l'Adunata non dovrà esserci guasto che tenga, non dovrà mancare l'acqua, non dovranno fermarsi gli ascensori, non dovranno saltare i sistemi informatici. L'intera struttura ospedaliera – dal pronto soccorso alla portineria, dal reparto di rianimazione all'ufficio tecnico – è stata messa in tensione, come se la città si preparasse non a una festa ma a un'emergenza di protezione civile.
Tutto questo avviene mentre il presidio Galliera, uno dei tre ospedali di riferimento cittadini, si trova letteralmente dentro la "zona rossa" dell'Area Pedonale Alpina. Come potranno i mezzi di soccorso farsi largo tra le strade sbarrate e la folla? Come potranno i lavoratori raggiungere il proprio turno? E l'unica "sanità" sbandierata dalla macchina propagandistica è l'Ospedale da Campo dell'ANA: propaganda bellica, non cure per i cittadini.
Scuole chiuse, parchi off limits, mercati cancellati. Scuole di ogni ordine e grado serrate l'8 e il 9 maggio "per garantire mobilità e sicurezza". USB Scuola Liguria ha già denunciato: "Una resa totale della città a quella che è una componente delle forze armate. Un Comune che sacrifica l'istruzione per favorire i festeggiamenti di un reparto dell'esercito dichiara con i fatti quali siano le proprie priorità". Parchi storici chiusi dal 7 all'11 maggio per "prevenire danni al patrimonio paesaggistico". Mercati di via Tortosa e Terralba cancellati il 9 maggio: operatori senza lavoro e senza reddito, decisione presa "senza alcuna preventiva forma di confronto".
Palazzo Reale: ferie negate, lavoratori sacrificati. Nei Musei Nazionali, già al 45% del personale, il direttore ha vietato di fatto le ferie nei giorni clou dell'Adunata: lavoratori obbligati a turni estenuanti per garantire aperture straordinarie imposte dalla macchina propagandistica. USB ha proclamato lo stato di agitazione: il Ministero non assume, il direttore nega i diritti, e la retorica militare occupa anche la cultura.
Tutto questo non è una festa. È un'operazione politica. L'assessore Ferrante ha dichiarato che l'Adunata sarà gestita con "il Coc, il Centro operativo comunale che si convoca per le emergenze" e che "l'arrivo di 400.000 persone equivale praticamente al raddoppio della popolazione residente". Se lo dice il Comune, sappiamo cosa aspettarci. Intanto il governo vara 32,4 miliardi per le spese militari e l'UE costruisce la "Schengen militare". L'Adunata è il volto sorridente di questa macchina da guerra?
USB PUBBLICO IMPIEGO LIGURIA Genova 5-5-2026