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            <description>Le ultime notizie di liguria.usb.it</description>
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                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:51:46 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:51:46 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 19:17:49 +0200</pubDate>
                        <title>HANNO QUALCOSA IN COMUNE IL FANTOMATICO PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E IL NUOVO OSPEDALE GALLIERA?</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>HANNO QUALCOSA IN COMUNE IL FANTOMATICO PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E IL NUOVO OSPEDALE GALLIERA?</p>
<p>Chi segue le dinamiche governative saprà già l'infinita e ultratrentennale storia del fantomatico ponte sullo stretto di Messina. Dopo circa 40 anni, e miliardi di euro spesi, la “stupefacente opera sospesa” nello stretto non è stata ancora realizzata ma continua a produrre prebende agli addetti ai lavori. Quelli nominati dai vari governi di turno. Ovviamente parliamo di miliardi di fondi pubblici spesi e derivanti dal sistema della tassazione generale a carico dei cittadini contribuenti!</p>
<p>Ora da circa venticinque anni si parla di un nuovo ospedale Galliera. Il primo “spot” risale all'anno 2001. Allora, come risulta dalla documentazione dell'epoca, l'ospedale della Duchessa aveva attivi circa 600 posti letto. Ed erano gli anni in cui il Galliera era stato oggetto di un significativo piano di ristrutturazioni dei padiglioni ottocenteschi (veniva definito il progetto Galliera 2000). Un lavoro eccellente che ancora oggi è visibile e soprattutto è servito per mantere attivi e funzionali diversi reparti e ambulatori nei vari padiglioni storici. Peccato che, appena è partita la campagna (soprattutto mediatica) sul nuovo ospedale, i lavori di ristrutturazione e di mantenimento della struttura ottocentesca sono rimasti fermi al palo! Nel 2008 viene pubblicato un primo “plastico” inerente il nuovo Galliera. Ma dopo qualche anno, essendo il primo disegno molto impattante sull'area dove verrebbe realizzato, viene pubblicato un nuovo progetto che rimane valido sino a qualche giorno fa. Ma ora si cambia! Dopo anni di legittimi ricorsi giudiziari e dopo numerosi contenziosi legali, tutt'ora non conclusi, i vertici aziendali in pieno periodo ferragostano hanno deciso che il nuovo ospedale, così come ci era stato propinato, non si farà più! Ma allo stesso tempo iniziano nuovamente a “pianificare” un nuovo padiglione! Incredibile ma vero! La notizia diffusa dagli organi d'informazione lascia basiti e increduli tantissimi lavoratori e tutta la cittadinanza che segue questo tema scottante. Ma noi dell'USB Liguria eravamo convinti, fin dal primo minuto, che l'operazione nuovo Galliera non aveva le fondamenta per poter essere realizzata. L'avevamo denunciato pubblicamente e a più riprese con comunicati stampa. I motivi erano/sono diversi e tutt'ora rimangono validi! Però ora molto sommessamente ci chiediamo. Chi restituirà i milioni di euro di fondi pubblici spesi per gli incarichi di consulenza, per la progettazione e per tutto l'iter avviato oltre 17 anni fa con diversi professionisti e con aziende specializzate??? E i soldi spesi per i contenziosi legali che sono ancora attivi? Ma soprattutto ci chiediamo. Ma veramente pensano di ripartire con un nuovo iter procedurale per realizzare un nuovo padiglione dopo aver già speso milioni di euro per il progetto precedente? Ma è concepibile continuare a mantere in disuso il famoso padiglione C, soprattutto dopo aver speso milioni di euro di fondi pubblici per mantenerlo adeguato e ristrutturato nel corso degli anni? Ma in un paese civile può essere tollerato il fatto che ancora decine di pazienti vengono ricoverati in reparti ottocenteschi dove mancano i servizi minimi essenziali come la privacy, come il microclima, come la carenza di un numero adeguato e selezionato di servizi igienici per uomini e donne, come la sicurezza antincendio (mancano le vie di fuga secondarie e la compartimentazione in diversi reparti) e come il gravissimo rischio di contaminazione crociata e di diffusione di infezioni correlate all'assistenza (ICA) a causa dell'eccessivo affollamento in un unico ambiente? Perchè nei padiglioni con i soffitti alti, privi di separazione ambientale (che può esporre i pazienti alla contaminazione biologica dell'aria e alla reciproca trasmissione di eventuali agenti patogeni) e con un impianto microclimatico senza un adeguato ricambio d'aria i rischi sopra citati sono una tristissima realtà!</p>
<p>Ai posteri l'ardua sentenza.</p>
<p>USB P.I. Liguria Genova, 18 agosto 2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 07:26:40 +0200</pubDate>
                        <title>IL LAVORO AGILE NELLA CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: LE ASSURDITÀ DEL CONCETTO DI “PREVALENZA “</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL LAVORO AGILE NELLA CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: LE ASSURDITÀ DEL CONCETTO DI “PREVALENZA “</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono questioni irrisolte che rimangono seppellite sotto la sabbia per molto, troppo tempo.</p>
<p>Si creano quindi zone grigie che sono lasciate alla completa discrezionalità. È in queste zone che vige l’arbitrio più sfrenato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il problema è che poi queste questioni scoppiano, proprio quando meno ci si aspetta, creando cortocircuiti assurdi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una di queste riguarda il lavoro agile, in particolare in merito le giornate concesse compatibilmente con l’annosa questione della “prevalenza”. Il famigerato art. 5 del Regolamento sul Lavoro Agile della Città Metropolitana, infatti, recita: “<em>In caso di assenze </em><em><strong>a qualsiasi titolo</strong></em><em>, deve essere garantito normalmente il rispetto della prevalenza effettiva del servizio in presenza.</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa frase discende direttamente dalla normativa nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma cosa significa “prevalenza”? E ha davvero senso quel “a qualsiasi titolo”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono arrivate segnalazioni di lavoratrici e lavoratori che, con tutta la buona volontà, proprio non riescono a rispettarla questa regola: visite mediche, congedo parentale, ferie arretrate (c’è da chiedersi perché, visto che smaltire le ferie è un obbligo), L.104 … sono tutti diritti.</p>
<p>Senza contare la malattia, che quando arriva arriva; non è che si può prevedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di tutto, <strong>secondo il regolamento la prevalenza va considerata su </strong><u><strong>base mensile</strong></u>, ma sulla base di disposizioni successive, il calcolo è diventato magicamente su base settimanale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordiamo sempre che il lavoro agile è frutto di un accordo individuale tra lavoratrice/lavoratore e dirigente e formalmente ogni giorno di lavoro agile deve essere autorizzato<strong>. Ma tutto ha un limite: il lavoro agile non può diventare puro esercizio di potere.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con due giorni alla settimana autorizzate scoppiano le più grandi contraddizioni: il dipendente deve rinunciare ad una giornata di lavoro agile se ha necessità di usufruire di un giorno di 104 o di una visita medica importante, ad un giorno di congedo parentale o, addirittura, a giorni di malattia? Chiunque con po’ di sale in zucca capisce che questa sarebbe una <strong>discriminazione</strong> in base a condizioni già per sé stesse fragili o particolari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tutto ciò si aggiunge una regola non scritta, ma applicata in modo ferreo (e anche un po’ miope) da dirigenti e direttori, che riguarda l’obbligatorietà della presenza in ufficio del 50% del personale, colpendo in particolare i dipendenti di uffici piccoli (es. in un ufficio di quattro dipendenti, se uno è in ferie e l’altro si ammala, gli altri due non possono mai prendere giornate di lavoro agile).</p>
<p>Ed ecco un’altra discriminazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo problema si manifesta in particolare in questo periodo estivo, in cui ferie e congedi parentali (giustamente fruiti proprio quando i bambini non hanno altra copertura) “scopre” un po’ di più gli uffici per forza di cose, anche laddove sono stati costruiti piani ferie coerenti con la necessità di presenza fisica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giova ricordare che il lavoro agile è da considerare lavoro a tutti gli effetti, che viene svolto per conciliare condizioni di vita e di lavoro. Chiedere ad una lavoratrice o ad un lavoratore di rinunciarvi deve avere delle ragioni organizzative precise e circostanziate.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mero <strong>esercizio del potere</strong> non solo non funziona, ma produce un cortocircuito che deve essere superato considerando la presenza in ufficio <u>al netto</u> dei dipendenti non presenti (riprendendo l’esempio del piccolo ufficio, è più giusto che i due dipendenti rimasti che si alternino nel lavoro agile, ma non che vengano richiamati quando gli spetterebbe in base all’accordo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è mai stato chiarito dall’amm.ne come ci si comporta in tutti i casi precedentemente descritti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’USB chiede risposte concrete su come deve essere considerata la prevalenza, perché è evidente che non può portare ad una rinuncia ai diritti, né tanto meno, discriminazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’USB chiede all’amm.ne che questi aspetti vengano discussi con l’RSU al più presto al fine di non creare disuguaglianze e discriminazioni nell’applicazione del Regolamento. </strong></p>
<p><strong>Il presente comunicato viene inviato via pec all’amm.ne e l’USB-PI Città Metropolitana di Genova resta in attesa di risposta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB – PI Città Metropolitana di Genova </strong><strong>10-8-2026</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:57:17 +0200</pubDate>
                        <title>E.O. OSPEDALI GALLIERA .  CESSIONE RAMO D&#039;AZIENDA CENTRO TRASFUSIONALE  UN DISASTRO ANNUNCIATO!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E.O. OSPEDALI GALLIERA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CESSIONE RAMO D'AZIENDA CENTRO TRASFUSIONALE</p>
<p>UN DISASTRO ANNUNCIATO!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fin dalle prime avvisaglie, era il mese di dicembre 2024, periodo in cui era emersa la volontà della giunta regionale di acconsentire al trasferimento di ramo d'azienda del Centro Trasfusionale del Galliera al policlinico San Martino, l'Unione Sindacale di Base (USB) della Liguria ha iniziato a contrastare e denunciare pubblicamente un'operazione di smantellamento di un eccellente servizio di Medicina Trasfusionale. Oggi i fatti ci danno ragione. Non poteva andare diversamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con un VERBALE/CONFRONTO tra i vertici dell'AOM, dell'E.O. Ospedali Galliera e con le ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLE DUE AZIENDE, alla fine del confronto i soggetti sopra menzionati hanno CONCORDATO al punto 1 “sulla cessione della S.S.D, Immunoematologia e Trasfusionale e del relativo personale dall'E.O.Ospedali Galliera a IRCCS AOM a far data 01/05/2026”. L'accordo sindacale era stato richiesto e sottoscritto esplicitamente dalle sigle sindacali della CISL e dai delegati UIL/RSU.</p>
<p>Al Galliera, i delegati RSU della UIL per dare più “valore” al verbale sottoscritto, hanno messo una nota a verbale a nome della RSU senza aver mai convocato una riunione della stessa RSU. Pertanto l'intero organismo rappresentato dagli eletti di tutte le sigle sindacali non ha potuto esprimersi nel merito! L'arroganza dei delegati eletti UIL in RSU li spinge a disconoscere il regolamento funzionale della RSU approvato alla prima riunione. Decidono loro per tutti, senza convocare e senza chiedere il parere dell'assemblea degli eletti in RSU!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma cosa è accaduto immediatamente dopo la cessione del personale del Centro Trasfusionale del Galliera all'AOM?</p>
<p>Premesso che fino al 30 aprile il Centro Trasfusionale della Duchessa, oltre a mantenere in maniera eccellente una propria autonomia organizzativa/gestionale, attraverso una formale convenzione supportava quotidianamente anche l'Ospedale Evangelico Internazionale di Voltri. Ed in passato supportava anche il centro trasfusionale dell'ospedale Villa Scassi attraverso una convenzione stipulata con la ex ASL 3 Genovese.</p>
<p>Con il trasferimento del personale all'AOM, dal 1° maggio 2026 la dotazione organica del centro Trasfusionale del Galliera è stata tagliata drasticamente. Quattro tecnici sanitari di laboratorio biomedico, in base a quanto concordato nel verbale/confronto, sono rimasti alle dipendenze del Galliera e quindi sono stati trasferiti ad altro laboratorio. Stesso criterio applicato a tre infemieri rimasti alle dipendenze del Galliera. Pertanto, dal 1° maggio 2026, il Centro Trasfusionale del Galliera ha proseguito l'attività con 4 Tecnici e 3 infermieri in meno.</p>
<p>Con i tagli sopra descritti l'organizzazione del lavoro è stata destrutturata e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. L'aumento dei carichi di lavoro e lo stress lavoro correlato a carico dei lavoratori era più che scontato! Ed era talmente evidente che, nel giro di qualche mese, sono diminuite le mole di attività che venivano evase fino al 30 aprile 2026. Ma queste decisioni assurde e scellerate hanno causato un problema ancora più grave e preoccupante. Da oltre 15 giorni il Centro Trasfusionale è chiuso nel servizio notturno per carenza di personale Tecnico. Un disastro annunciato perchè era tutto facilmente prevedibile!</p>
<p>Ed ora cosa comporta la chiusura del Centro Trasfusionale di notte? Innanzitutto i rischi per i pazienti che necessitano di trasfusioni urgenti, Perchè i tempi di attesa ora dipenderanno dal Centro Trasfusionale del Policlinico San Martino che ha già avviato un protocollo operativo a cui dovranno attenersi tutti i sanitari di tutti i reparti all'interno del Galliera. E i ritardi o gli errori umani potranno fare la differenza tra la vita e la morte di un paziente bisognoso di trasfusione.</p>
<p>A questo punto ci chiediamo come intende agire la giunta regionale davanti a questo disastro organizzativo/gestionale. Perchè siamo consapevoli che la risposta non potra mai arrivare da chi ha causato/ideato tutto ciò.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Ospedale Galliera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genova, 8 agosto 2026</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 18:22:26 +0200</pubDate>
                        <title>La Spezia. Problematiche relative alla segnalata presenza del virus legionella negli impianti idrici della Prefettura </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>All’Amministrazione Provinciale</p>
<p>Al Segretario / Dirigente Dott.ss MicheliniPaola</p>
<p>Al Capo Servizio Personale Dott. Romano Riccardo</p>
<p>p.c. Ai Componenti RSU Cgil - Cisl - Uil</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: problematiche relative alla segnalata presenza del virus legionella negli impianti idrici della Prefettura – richiesta documentazione relativa a verifiche degli impianti provinciali (idrico e di climatizzazione e ricircolo dell’aria) in base alle normative vigenti – disorganizzazione nell’allertamento del personale ed impreparazione all’attivazione del Lavoro Agile, quantomeno per il personale fragile (mancanza della regolamentazione) – mancata informazione alla RSU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Preso atto che, in base alle informazioni in nostro possesso, in data di venerdì 31 luglio scorso emergeva la problematica del riscontro del virus della legionella negli impianti della Prefettura;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerato che in data di sabato 1° agosto circolavano su diverse chat comunicazioni riguardo la chiusura d’ufficio per “disagi ed interruzione dell’acqua sanitaria” (senza specificare ancora nulla relativamente a quanto emerso in Prefettura in relazione alla Legionella) con ferie obbligatorie o a recupero per il giorno di ieri lunedì 3 agosto;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerato altresì che in data di ieri 3 agosto perveniva al personale, sempre via chat, Circolare con le indicazioni prudenziali da tenersi per il rientro del personale in data odierna 4 agosto 2026, con istruzioni per l’utilizzo dei bagni, la disifenzione delle mani con gel in sostituzione dell’acqua dei rubinetti, e l’indicazione di evitare di bere l’acqua dei rubinetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto quanto sopra visto e considerato, preso anche atto del fatto che in un recente passato siamo già stati interessati da un caso “analogo” che ha portato alla eliminazione di tutti i boiler/scaldabagno dai bagni dell’Ente;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scrivente componente RSU – USB chiede:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• copia della documentazione sui controlli periodici in base alle normative vigenti sulla sicurezza dei posti di lavoro D. Lgs. 81/2008 ed in particolare al D. Lgs. 102/2025 sulla sicurezza delle acque;</p>
<p>• copia dei controlli effettuati a seguito di quest’ultima problematica emersa e certificazione dell’eseguita sanificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si fa inoltre presente che, a nostro giudizio, sarebbe stato opportuno programmare il rientro del personale a sanificazione avvenuta onde evitare di esporre il personale anche solo ad ipotetici rischi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si coglie l’occasione per ricordare che nei recenti tavoli di trattativa ed anche con specifica richiesta si è chiesto l’installazione di distributori automatici per la fornitura di acqua refrigerata in bottiglia ed altre bevande o snacks e che ad oggi, ad oltre un anno dalla prima richiesta formulata, detti distributori non sono ancora stati installati dicendoci che “nei bagni era presente l’acqua potabile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto attiene al sistema di allertamento del personale e alle eventuali procedure di attivazione del Lavoro Agile, si fa presente che la problematica emersa ha evidenziato l’impreparazione dell’Ente ad agire nell’organizzazione del lavoro e del personale, diversamente da quanto avvenuto, come riportato sulla stampa, per il personale della Prefettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A nostro parere il Lavoro Agile doveva essere attivato nell’immediato, quantomeno per il personale fragile e/o con patologie a rischio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si fa presente inoltre che la RSU non è stata informata di quanto stava avvenendo, soprattutto in relazione alla chiusura d’ufficio e alle ferie obbligatorie per il personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Spezia, 04/08/2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>____________________________</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Provincia della Spezia – Fabio Carassale</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-156174</guid>
                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:11:04 +0200</pubDate>
                        <title>BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICE</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/borse-agli-studenti-palestinesi-cio-che-unige-non-dice-0918.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo letto su alcuni quotidiani l’annuncio, in particolare attraverso le parole della Prorettrice all’internalizzazione (Prof.ssa Dameri) del pagamento da parte dell’Università di Genova del viaggio agli studenti Palestinesi che beneficeranno di quattro Borse di Studio finanziate dalla Fondazione Carige.</p>
<p>La governance dell’Ateneo non ha tuttavia risposto ad alcuni quesiti posti dal nostro sindacato e, in Senato Accademico, da una rappresentante degli studenti: in particolare, in merito alla scelta di non aderire, diversamente da quanto fatto da molte altre Università italiane, alla prima edizione del Progetto IUPALS (che avrebbe garantito già a diversi studenti palestinesi di beneficiare di Borse) e di non finanziare con fondi propri altre Borse, come fatto da altri Atenei.</p>
<p>Considerando il fatto che l’Ateneo genovese ha sempre respinto l’adozione di provvedimenti significativi volti a interrompere (o riconsiderare) le collaborazioni scientifiche con Israele e con industrieil cui coinvolgimento in attività direttamente riconducibili al genocidio in corso è ritenuto ampiamente documentato, sostenendo (almeno nelle dichiarazioni di alcuni Senatori) che l’operato dell’Ateneo non debba essere guidato da motivazioni ideologiche, abbiamo anche chiesto, senza ricevere risposta, se questo sostentamento minimale agli studenti palestinesi non sia, in realtà, una scelta ideologica opposta.</p>
<p>Ci uniamo a chi ha chiesto che vengano fornite indicazioni operative e adottato soluzioni efficienti perché gli studenti possano effettivamente usufruire delle Borse; auspichiamo infine che vi sia un’azione politica forte affinché gli auspicati finanziamenti da parte di privati arrivino il più rapidamente possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. UNIGE 20-7-2026</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:03:56 +0200</pubDate>
                        <title>LA SALUTE NON VA IN FERIE: SERVONO REGOLE CHIARE E NON DISCREZIONALI PER TUTELARE LAVORATRICI E LAVORATORI</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA SALUTE NON VA IN FERIE: SERVONO REGOLE CHIARE E NON DISCREZIONALI PER TUTELARE LAVORATRICI E LAVORATORI </strong></p>
<p>Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense. Non si tratta più di eventi eccezionali, ma di una nuova realtà con cui lavoratori, amministrazioni e datori di lavoro devono confrontarsi.</p>
<p>Il <strong>D.Lgs. 81/2008</strong> stabilisce che il datore di lavoro ha il dovere di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza e di adottare le misure necessarie per prevenirli.</p>
<p><strong>La salute</strong>, secondo la legge, non è soltanto assenza di malattia, ma <strong>uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.</strong></p>
<p>Per questo motivo, <u>il rischio da caldo non può essere affrontato esclusivamente con consigli comportamentali o con la climatizzazione degli ambienti</u>. Occorre anche ripensare l'organizzazione del lavoro.</p>
<p><strong>Oggi esiste una lacuna organizzativa e una confusione nel sistema delle allerte.</strong></p>
<p>Il <strong>Ministero della Salute</strong> emette ogni estate i bollini di allerta per le ondate di calore.</p>
<p>La <strong>Regione Liguria</strong> ha adottato importanti misure di tutela per i lavoratori esposti all'aperto.</p>
<p>Tuttavia, per il personale che svolge attività d'ufficio pienamente remotizzabili, <u>non esistono oggi indirizzi organizzativi chiari</u> che colleghino le allerte caldo alle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.</p>
<p>Di fatto, ogni struttura decide autonomamente, con differenze anche all’interno dello stesso ente, se ricorrere o no al lavoro agile, con inopportune discrezionalità di trattamento nei confronti dei lavoratori, anche quelli fragili, che svolgono attività analoghe.</p>
<p>Chiediamo quindi di collegare tre sistemi che oggi operano separatamente: il sistema di <u>allerta sanitaria</u> del Ministero della Salute, gli <u>obblighi di tutela</u> del datore di lavoro e gli strumenti del <u>lavoro agile</u> già presenti nei regolamenti delle amministrazioni.</p>
<p><strong>Lo smart working non è un privilegio: è uno strumento di prevenzione</strong></p>
<p>Quando le mansioni possono essere svolte efficacemente da remoto, il lavoro agile può contribuire a:</p><ul> 	<li> 	<p>ridurre gli spostamenti nelle ore più calde;</p> 	</li> 	<li> 	<p>limitare l'esposizione a condizioni climatiche estreme;</p> 	</li> 	<li> 	<p>diminuire l'affollamento degli uffici;</p> 	</li> 	<li> 	<p>favorire il benessere psicofisico dei lavoratori;</p> 	</li> 	<li> 	<p>garantire continuità ed efficienza dei servizi.</p> 	</li> </ul><p>Non chiediamo che il lavoro agile diventi automatico. Chiediamo che venga <strong>valutato seriamente come misura di prevenzione</strong>, al pari di altre misure organizzative già previste dal Testo Unico sulla salute e sicurezza.</p>
<p><strong>Una proposta concreta per il Comune e la Città Metropolitana di Genova:</strong></p>
<p>chiediamo l'apertura di un confronto con le Amm.ni per definire, attraverso regolamenti, circolari o accordi integrativi, <u>criteri trasparenti e condivisi</u> che prevedano:</p><ul> 	<li> 	<p>la valutazione del ricorso prevalente e non discrezionale al lavoro agile nelle giornate caratterizzate da <strong>bollino rosso</strong> del Ministero della Salute, per le attività compatibili;</p> 	</li> 	<li> 	<p>la possibilità di adottare misure organizzative flessibili già in presenza di <strong>bollino arancione</strong>, con particolare attenzione ai lavoratori più esposti o in condizioni di maggiore vulnerabilità (donne incinte, lavoratori disabili o con problemi di salute, over 60, che abitano lontano dalla sede di lavoro);</p> 	</li> 	<li> 	<p>la <strong>rimodulazione degli orari di lavoro </strong>quando il lavoro agile non sia praticabile;</p> 	</li> 	<li> 	<p><strong>indicazioni uniformi per tutti i dirigenti,</strong> evitando disparità di trattamento tra uffici diversi, all’interno dello stesso ente e direzione;</p> 	</li> 	<li> 	<p>il coinvolgimento del <strong>Servizio di Prevenzione e Protezione</strong>, del <strong>Medico Competente</strong> e del <strong>Comitato Unico di Garanzia</strong> nella valutazione delle misure più appropriate.</p> 	</li> </ul><p><strong>Una proposta sostenibile</strong></p>
<p>Si tratta semplicemente di utilizzare uno strumento già previsto dai regolamenti sul lavoro agile per <u>rafforzare la tutela della salute</u> quando le condizioni climatiche lo rendano opportuno.</p>
<p><strong>La salute si tutela anche organizzando meglio il lavoro</strong></p>
<p>Il cambiamento climatico impone <u>un'evoluzione dell'organizzazione del lavoro</u>.</p>
<p>Così come in passato sono stati introdotti strumenti per affrontare altri rischi emergenti, che hanno garantito il buon andamento dell’azione amministrativa, oggi è il momento di costruire <u>regole chiare, uniformi e condivise</u> anche per le ondate di calore.</p>
<p><u><strong>La tutela della salute non è un costo.</strong></u></p>
<p>È un investimento sulle persone, sulla qualità del lavoro e sull'efficienza della pubblica amministrazione.</p>
<p><strong>Per questo chiediamo alla Sindaca del Comune di Genova e della Città Metropolitana di Genova, Silvia Salis, di aprire un confronto con le rappresentanze dei lavoratori per definire un protocollo condiviso sulle misure organizzative da adottare durante le ondate di calore, valorizzando il lavoro agile per le attività remotizzabili come strumento di prevenzione e tutela della salute.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Funzioni Locali Liguria Genova 20-7-2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 18:18:17 +0200</pubDate>
                        <title>COMUNICATO USB P.I. FUNZIONI LOCALI LIGURIA CIRCA L’ADESIONE AL PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL COMUNE DI GENOVA, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E LA RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO USB P.I. Funzioni Locali LIGURIA CIRCA L’ADESIONE AL PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL COMUNE DI GENOVA, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E LA RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA</strong></p>
<p>Ieri pomeriggio si è svolta un’ampia discussione tra i lavoratori del Comune di Genova iscritti e simpatizzanti del nostro Sindacato. Nel corso del confronto si sono analizzate approfonditamente le implicazioni derivanti dal percorso che verrà avviato dal Protocollo di intesa tra il Comune di Genova, le Organizzazioni sindacali e la RSU del Comune di Genova e rispetto al contenuto del quale sono emerse sia valutazioni positive che criticità (soprattutto derivanti dalla insufficienza degli impegni presi da parte dell’Amministrazione in merito alla modifica del PIAO, con particolare riferimento al turn over, e all’assenza di prese di posizione volte ad interrompere il progressivo processo di deterioramento ed esternalizzazione dei servizi). Al termine della discussione, USB – l’Unione Sindacale di Base – ha deciso di sottoscrivere il Protocollo suddetto e partecipare ai vari tavoli tematici che si susseguiranno nei prossimi 90 giorni.</p>
<p>Parteciperemo, quindi, con lo spirito che ci ha animato e contraddistinto in ogni nostra iniziativa sindacale, ossia per dare al conflitto sindacale forza propulsiva, interpretando le istanze dei lavoratori del Comune di Genova, chiaramente emerse nell’Assemblea sindacale del 15 giugno e rispetto alle quali gli impegni propugnati dall’Amministrazione paiono un mero palliativo e non una cura ai vari mali che attanagliano, ormai da tempo, gli stessi lavoratori e, di conseguenza, i cittadini che da essi debbono poter ricevere servizi adeguati.</p>
<p>Ci proponiamo di riportare ai lavoratori, periodicamente, quanto realmente si riuscirà ad ottenere, valutandolo con equilibrio e senza enfatizzazioni e, qualora necessario, criticandolo aspramente, ravvivando il confronto e, se del caso, il conflitto. Non possiamo non essere scettici rispetto agli impegni prefigurati dall’Amministrazione che, tra l’altro, ha, fin da sùbito, tentato di rivendicarli quali soluzioni sufficienti e capaci di annullare definitivamente il conflitto emerso con la proclamazione dello stato di agitazione.</p>
<p>Ebbene, insieme alle altre OO.SS., ci proponiamo di verificare che tali impegni, intanto, siano effettivamente implementati e soprattutto di denunciare la loro insufficienza, auspicando che siano solo un primo passo verso la soluzione delle molteplici problematiche portate all’attenzione dell’Amministrazione e dell’opinione pubblica dall’Assemblea plenaria delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente. Non accetteremo accordi al ribasso!</p>
<p>Infine, ci preme comunicare ai suddetti lavoratrici e lavoratori che non potremo prescindere da una loro partecipazione attiva a tale percorso, nonché da una loro valutazione finale sull’esito dello stesso, espressa con metodo democratico in una Assemblea unitaria che deciderà sull’eventuale prosecuzione del conflitto.</p>
<p>Sicuri del fatto che la nostra postura conflittuale non possa che beneficiare alla lotta sindacale, contemperando atteggiamenti che, a volte, abbiamo giudicato un po’ troppo remissivi, restiamo a disposizione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del Comune di Genova per qualsiasi chiarimento e per recepire le istanze che vorranno comunicarci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Funzioni Locali Liguria</p>
<p>liguria.pubblicoimpiego@usb.it&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Genova 10-7-2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:56:06 +0200</pubDate>
                        <title>Aziende sempre più lontane e servizi pubblici a rischio: serve un cambio di rotta in IREN</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i Blackout a Torino&nbsp; anche nelle sedi IREN di Genova sta emergendo una situazione sempre più critica che riguarda direttamente non solo le condizioni di lavoro, ma anche la&nbsp;qualità e l’affidabilità dei servizi pubblici erogati ai cittadini. Non si tratta di episodi isolati, ma di segnali che fanno pensare a&nbsp;criticità strutturali&nbsp;che richiedono attenzione immediata da parte dell’azienda e degli enti azionisti.</p>
<p>Condizioni operative e qualità del servizio</p>
<p>Negli uffici si registrano da anni problemi rilevanti legati al microclima: temperature non controllate, qualità dell’aria inadeguata e ambienti di lavoro difficili da gestire. Particolarmente preoccupante è il fatto che tali problematiche riguardino anche una sede di recente costruzione, realizzata con investimenti molto significativi e che avrebbe dovuto rappresentare un modello di efficienza.</p>
<p>Sul piano operativo, alcune scelte organizzative stanno incidendo direttamente sulla qualità del servizio. L’introduzione del&nbsp;mono-operatore sugli impianti&nbsp;dove andrebbe garantito il controllo a vista degli addetti comporta:</p>
<p>maggiori rischi per la sicurezza, minore efficacia negli interventi, tempi di risposta potenzialmente più lunghi</p>
<p>Elementi che possono tradursi in un peggioramento concreto dei servizi per cittadini e territori.</p>
<p>Situazione degli impianti e del sistema di depurazione</p>
<p>Emergono criticità anche nel settore della depurazione. In particolare, il depuratore DAC di Genova e l’intero sistema necessitano di maggiore trasparenza e verifica. È fondamentale chiarire:</p>
<p>quanti impianti siano pienamente operativi, in quali condizioni vengano gestiti, se siano rispettati adeguati standard ambientali e sanitari in particolare in ambienti a rischio biologico.</p>
<p>Questi aspetti hanno un impatto diretto su ambiente, salute pubblica e qualità del servizio idrico.</p>
<p>Anche gli strumenti tecnologici&nbsp;non sempre risultano all’altezza: i sistemi di geolocalizzazione, pensati per migliorare l’efficienza, mostrano frequenti malfunzionamenti, rallentando le attività invece di supportarle. Parallelamente, si osserva una crescente pressione organizzativa che incide sui tempi e sulle modalità di lavoro, con effetti indiretti sulla qualità delle prestazioni erogate.</p>
<p>Nemmeno l’area commerciale e dei servizi al cliente&nbsp;è esente da problemi.<br /> Negli ultimi periodi si sta assistendo a un processo di&nbsp;internalizzazione di attività precedentemente affidate in appalto, che però non è accompagnato da adeguate assunzioni. Il risultato è un&nbsp;ulteriore aumento dei carichi di lavoro sul personale già presente, con possibili ricadute sulla qualità del servizio; a questo si aggiunge un modello organizzativo frammentato, caratterizzato da:</p>
<p>procedure suddivise a comparti stagni che rallentano la gestione delle pratiche, un sistema di lavoro eccessivamente parcellizzato, che riduce l’efficienza complessiva; difficoltà nel fornire risposte rapide e complete agli utenti.</p>
<p>Parallelamente, il sistema degli&nbsp;“store” sul territorio, pur garantendo una presenza diffusa e accessibile ai cittadini, appare sempre più orientato a logiche commerciali e di vendita. Questo approccio rischia di allontanarsi progressivamente dalla funzione originaria di una multiutility pubblica: la gestione di servizi essenziali con criteri di qualità ed equità, piuttosto che con finalità prevalentemente commerciali.</p>
<p>Carenza di personale e perdita di competenze:&nbsp;Sul territorio si registrano segnali preoccupanti:</p>
<p>carenza di organico, progressiva perdita di competenze, riduzione delle figure specializzate. La gestione delle reti (acqua, gas ed energia) con personale ridotto e meno specializzato comporta il rischio di un&nbsp;progressivo indebolimento del servizio pubblico, proprio in settori strategici per la vita quotidiana dei cittadini. In pochi anni spariscono meccanici, elettricisti, manutentori, conduttori, saldatori, cordisti… ridotti ad un ruolo unico di “operaio”</p>
<p>A fronte di queste criticità operative, emerge una contraddizione evidente: l’azienda continua a garantire&nbsp;elevati livelli di remunerazione al management, mentre sul territorio si riducono risorse, competenze e investimenti operativi.</p>
<p>Per una multiutility a controllo pubblico, questo pone una questione chiara: quali sono&nbsp;oggi&nbsp;le reali priorità?</p>
<p>la qualità e l’affidabilità dei servizi essenziali, la sicurezza delle attività operative, oppure un equilibrio economico-finanziario orientato principalmente alla distribuzione degli utili? Vincere le gare gas o monetizzare i ristori (VIR e RAB)?</p>
<p>La situazione descritta richiede una riflessione urgente ed è necessario: garantire maggiore trasparenza sulla gestione degli impianti, rafforzare gli investimenti nelle strutture e nel personale operativo, migliorare l’organizzazione dei servizi al cliente, riportare al centro la qualità del servizio pubblico, assicurare condizioni operative adeguate per chi ogni giorno gestisce servizi essenziali</p>
<p>I servizi gestiti da IREN — acqua, gas, energia e ambiente — sono&nbsp;beni fondamentali per la collettività.</p>
<p>Per questo è indispensabile che cittadini e Comuni azionisti esercitino pienamente il proprio ruolo di controllo e indirizzo, affinché tali servizi siano gestiti con criteri di qualità, sicurezza e reale interesse pubblico.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:34:06 +0200</pubDate>
                        <title>SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 13 Giugno come USB, alle ore 10.30 in Piazza Santa Fede a Genova e in molte città d'Italia, saremo in presidio per denunciare il nuovo regolamento europeo sull'immigrazione, l'ennesimo tassello nell'attacco sistematico ai diritti delle persone migranti.<br /> <br /> Dietro la retorica della &quot;gestione dei flussi&quot; e della &quot;sicurezza&quot; si nasconde un progetto chiaro: più detenzione amministrativa, più espulsioni, più respingimenti, più sfruttamento della forza lavoro migrante. Un modello che trasforma esseri umani in numeri da selezionare, trattenere o scartare in base alle esigenze del mercato e agli interessi delle classi dominanti. Un presidio che vuole alzare la voce anche per ricordare la strage avvenuta solo pocchi giorni fa ad Amendolara.<br /> <br /> Su questi temi cade ogni finta contrapposizione tra destra e sinistra istituzionale. Le differenze di facciata lasciano il posto a una sostanziale convergenza sulle politiche securitarie e repressive. Lo dimostra il dibattito sui CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, veri e propri luoghi di detenzione amministrativa dove migliaia di persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato.<br /> <br /> Da una parte Vannacci e la destra alimentano quotidianamente paura, razzismo e repressione; dall'altra, anche figure che vengono presentate come l'alternativa, come Silvia Salis, finiscono per accettare il terreno imposto dalle politiche emergenziali e securitarie, intervenendo sul tema dei CPR senza mettere realmente in discussione l'impianto complessivo di controllo, detenzione e selezione che caratterizza le politiche migratorie europee.<br /> <br /> La verità è che il nuovo Patto europeo sull'immigrazione non rappresenta una rottura con le politiche del passato, ma la loro piena istituzionalizzazione. Un sistema che esternalizza le frontiere, finanzia governi autoritari affinché blocchino le partenze, militarizza il Mediterraneo e criminalizza chi fugge da guerre, fame, devastazione ambientale e sfruttamento.<br /> <br /> Rivendichiamo diritto all'accoglienza, chiusura immediata dei CPR, permesso di soggiorno svincolato dal contratto di lavoro e piena uguaglianza di diritti per tutte e tutti.<br /> <br /> Invitiamo lavoratrici, lavoratori, studenti, realtà sociali e cittadinanza a partecipare al presidio di&nbsp;domani.<br /> <br /> Unione Sindacale di Base - Federazione del Sociale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 12:24:01 +0200</pubDate>
                        <title>Provincia della Spezia. Ieri si è tenuto il tavolo di trattativa.</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/provincia-della-spezia-ieri-si-e-tenuto-il-tavolo-di-trattativa-1225.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Provincia della Spezia. Ieri si è tenuto il tavolo di trattativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri ( 12-6-2026) si è tenuto il tavolo di trattativa, è stata una riunione veramente stancante, anche fisicamente, non esiste una RSU indipendente ed unitaria ma ognuno tira l'acqua al suo mulino. Si prende coscienza che le decisioni vengono prese su altri tavoli, non esiste confronto preventivo, non c'è la volontà di informare/far decidere preventivamente i lavoratori attraverso l'istituto deputato a questo ovvero l'assemblea generale dei lavoratori.</p>
<p>La discussione si è aperta sull'articolo delle Peo dove l'Amministrazione ha portato al tavolo una nuova versione obbligata dalla recente vittoria dei dipendenti ricorrenti contro la Provincia per l'annualità Peo 2024. La proposta è irricevibile, mantiene ancora in piedi il vecchio regolamento in attesa delle motivazioni sulla sentenza e della possibilità di fare appello a Genova.</p>
<p>Oltre a ciò non hanno voluto inserire né il requisito dei 4 anni, ne la premialità per chi non ottiene l'assegnazione da oltre sei anni, tutto rimandato al... vecchio regolamento &quot;eventualmente modificabile&quot; non è stata accettata nemmeno la maggiorazione per l'abilitazione professionale, &quot;questione di equilibri&quot; dice la Segretaria. Roba da far ribollire il sangue... come in effetti è successo. Sulla questione economica, nel breve tempo passato dalla precedente riunione, siamo stati &quot;scippati&quot; di circa 25.000 euro a favore delle E.Q. ex P.O. e delle P.R. (3.000).</p>
<p>Sulla questione Reperibilità, insostenibile in base alle attuali risorse umane in applicazione del contratto nazionale, solo qualche balbettio da parte dell'Amministrazione ( devono capire meglio come è organizzata...). Poi si è discusso anche di altri temi, ma il problema di fondo è l'atteggiamento succube dei sindacati confederali soprattutto dei rappresentanti provinciali che sovrastano anche i loro stessi delegati; CISL sempre in posizione genuflessa di plauso e adorazione UIL a traino senza una sua identità, CGIL fintamente soccombente.</p>
<p>Come in passato, anche in questo caso, fra chi deve trattare ci sono P.O. e P.R., come possono mettersi contro al verbo dell'Amministrazione se sono palesemente in torta e in conflitto di interessi? Con la proposta di riorganizzazione si passerà a questa configurazione: 5 dirigenti, 12 P.O. , 24 P.R. oltre all'ufficio di staff del Presidente... Tutto ciò per un Ente di poco più di 100 dipendenti. Una follia! Centinaia di migliaia di euro per sostenere questa organizzazione, poi la miseria contrattuale di 150 euro annui per quei pochi lavoratori che hanno l'abilitazione professionale &quot;è una questione di equilibri&quot;. Roba da matti...</p>
<p>Ne ridiscuteremo in una nostra assemblea aperta a tutti, purtroppo, molto probabilmente, a giochi fatti perché lunedì immagino sigleranno già la preintesa e ancora una volta le altre sigle sindacali hanno negato la convocazione di una assemblea unitaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa la cruda realtà altroché &quot;rose e fiori&quot; come cercheranno di farvi credere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai lavoratori liberi che non hanno condizionamenti economici dico informatevi, partecipate e prendete posizione perché i soldi del salario accessorio che vengono spartiti sono anche i vostri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fabio Carassale RSU – USB</p>
<p>USB P.I. Liguria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 08:20:42 +0200</pubDate>
                        <title>USB P.I. Provincia della Spezia. Prime valutazioni sulla bozza di Contratto Decentrato 2026/208 – Parte Giuridica</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Provincia della Spezia</p>
<p>All’Amministrazione Provinciale</p>
<p>Alle componenti RSU CGIL – CISL-UIL</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prime valutazioni sulla bozza di Contratto Decentrato 2026/208 – Parte Giuridica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come da bozza presentataci all’ultimo Tavolo di Trattativa, e in seguito allo svolgimento di una assemblea dedicata alla tematica, siamo con questo documento, a rappresentare i punti della bozza sui quali occorrerà affrontare una discussione approfondita, anticipando anche qualche indicazione relativamente alla parte economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel dettaglio:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• ART. 8:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come già chiesto in sede di contrattazione 2025, siamo a ribadire la necessità di uno spazio fisico dimensionato al nostro Ente dove possano trovare collocazione le bacheche della RSU e delle sigle Sindacali rimarcando la disponibilità già presente prima della recente ristrutturazione del quarto piano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In detto spazio fisico rimarchiamo anche la necessità dell’istallazione di distributori automatici per snacks e bevande, in particolar modo per la distribuzione di acqua potabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Detta necessità si sposa anche con il rispetto del benessere lavorativo e con la tutela della salute e sicurezza sul lavoro in relazione alla necessità di effettuare una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di attività continuativa per i videoterminalisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In alternativa chiediamo di causalizzare la pausa di 15 minuti (una per la sessione antimeridiana ed una per la sessione pomeridiana) tramite timbratore in modo da autorizzare l’uscita da palazzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rammentiamo che la pausa essendo esigenza psico fisica del lavoratore rappresenta tempo effettivamente lavorato e retribuito.</p>
<p>• ART. 13:</p>
<p>a fronte dei ricorsi sulla tematica dei differenziali stipendiali (ex PEO) relativi alle annualità 2023 e 2024, da noi sostenuti, e, preso atto anche della recente vittoria dei ricorrenti sull’annualità 2024, considerato inoltre anche ulteriori situazioni potenzialmente pendenti, si propone di eliminare il riferimento alla attuale e contestata regolamentazione, dando atto della necessità attuativa di redigere una nuova regolamentazione per l’annualità 2026 e seguenti.;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>inoltre chiediamo di inserire in normativa giuridica l’estensione a 4 anni di mancata assegnazione del differenziale/peo quale requisito per partecipare al bando in modo da garantire l’accesso alla più ampia platea possibile. Per quanto attiene alla parte economica chiediamo l’impegno a verificare una proiezione di assegnazione dei differenziali/peo su 4 annualità consecutive, per avere un quadro completo delle risorse necessarie;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>applicazione della maggiorazione di punteggio per il personale che da oltre 6 anni non ottiene l’assegnazione del differenziale /peo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>applicazione della maggiorazione economica prevista per gli iscritti agli albi professionali e/o detentori di abilitazione professionale.</p>
<p>• ART.15:</p>
<p>a fronte della prima applicazione dell’Istituto delle Particolari Responsabilità era stato concertato un importo economico massimo pari a € 33.500 che negli anni è stato ampiamente superato arrivando ad un impegno per il 2026 di € 51.000. In diverse riunioni/assemblee di carattere sindacale avvenute in passato si era già preso atto della necessità di rivedere il quadro complessivo per evitare che si ripeta quanto già “sofferto” in passato quando le P.O. pescavano dallo stesso fondo del salario accessorio riducendone le disponibilità;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>per questa ragione chiediamo sia inserita una norma, possibilmente anche retroattiva, che vada in automatico a far cessare la particolare responsabilità per chi ha fruito del passaggio verticale dalla precedente categoria C alla D. Ciò peraltro sarebbe dovuto avvenire di default essendo cessata la precedente posizione lavorativa. Riteniamo infatti che la “particolare responsabilità” esercitata da un istruttore, in linea di massima, dovrebbe essere già ricompresa fra le nuove responsabilità del profilo da funzionario. Ricordiamo infine che la particolare responsabilità deve essere assegnata al ruolo e non al singolo dipendente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nuova quantificazione dell’impegno per questo Istituto dovrà comunque essere rivalutata, soprattutto alla luce della precedenza al piano quadriennale di differenziali stipendiali/peo.</p>
<p>• ART. 17:</p>
<p>per quanto attiene alla Reperibilità, ribadiamo quanto da tempo sosteniamo, non abbiamo personale sufficiente per garantire un servizio secondo i dettami del contratto nazionale e di sicurezza dei lavoratori; le deroghe attuali che prevedono maggiori giorni di turnazione e maggiore orario di copertura del servizio giornaliero sono in evidente conflitto con quanto riportato nella bozza e si scontrano inequivocabilmente anche con il limite massimo giornaliero della prestazione lavorativa stabilito in 10 ore;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Amministrazione dovrebbe quindi riorganizzare il servizio secondo le risorse disponibili, con particolare riferimento a quelle umane; considerato anche l’attuale sistema di allertamento di “protezione civile”, adottato a seguito del Libro Blu della Regione Liguria, con il quale vanno a computarsi ulteriori giornate extra di reperibilità per il personale, sistema del quale occorrerebbe rivalutarne l’applicazione soprattutto in funzione della dubbia obbligatorietà applicativa e competenza da parte del nostro Ente in seguito alla riforma Del Rio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• ART. 29:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto attiene alla novità relativa al “Welfare Aziendale”, prendiamo atto dell’inserimento anche in relazione alla nostra proposta sul Decentrato 2025, proponiamo però che, nel caso di attivazione dell’Istituto, lo stesso venga applicato esclusivamente in base al dato della sola presenza in servizio, senza ulteriori valutazioni e/o graduatorie, ovvero sia effettivamente disponibile per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ipotesi attuativa potrebbe essere quella di un voucher da poter spendere su alcuni filoni relativi ad esempio a spese di trasporto, benessere/fitness, vacanze, attività culturali, ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in questo caso, la nuova quantificazione dell’impegno per questo Istituto dovrà comunque essere rivalutata, soprattutto alla luce della precedenza al piano quadriennale di differenziali stipendiali/peo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• PEV – Progressioni Verticali ordinarie ed in deroga:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La bozza di decentrato non tiene conto di questo Istituto, occorre inserire la normativa riprendendo quella attuale, già utilizzata nell’annualità 2025, per quanto attiene alle progressioni in deroga e rimandare alla predisposizione di una nuova regolamentazione per le progressioni ordinarie per l’annualità 2026 e seguenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si chiede altresì di ricertificare il limite dato dallo 0,55% del monte salari relativa all’anno 2018 per verificare l’eventuale ulteriore spazio relativo alle progressioni verticali in deroga in vista della futura scadenza della deroga stessa al 31/12/2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cordiali saluti.</p>
<p>La Spezia, 11/06/2026</p>
<p>Fabio Carassale – Componente RSU USB</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:54:12 +0200</pubDate>
                        <title>*SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO*</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/salis-e-vannacci-le-stesse-soluzioni-mobilitiamoci-contro-la-remigrazione-e-il-nuovo-patto-europeo-1755.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>*SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO*<br /> <br /> Domani come USB, alle ore 10.30 in Piazza Santa Fede a Genova e in molte città d'Italia, saremo in presidio per denunciare il nuovo regolamento europeo sull'immigrazione, l'ennesimo tassello nell'attacco sistematico ai diritti delle persone migranti.<br /> <br /> Dietro la retorica della &quot;gestione dei flussi&quot; e della &quot;sicurezza&quot; si nasconde un progetto chiaro: più detenzione amministrativa, più espulsioni, più respingimenti, più sfruttamento della forza lavoro migrante. Un modello che trasforma esseri umani in numeri da selezionare, trattenere o scartare in base alle esigenze del mercato e agli interessi delle classi dominanti. Un presidio che vuole alzare la voce anche per ricordare la strage avvenuta solo pocchi giorni fa ad Amendolara.<br /> <br /> Su questi temi cade ogni finta contrapposizione tra destra e sinistra istituzionale. Le differenze di facciata lasciano il posto a una sostanziale convergenza sulle politiche securitarie e repressive. Lo dimostra il dibattito sui CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, veri e propri luoghi di detenzione amministrativa dove migliaia di persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato.<br /> <br /> Da una parte Vannacci e la destra alimentano quotidianamente paura, razzismo e repressione; dall'altra, anche figure che vengono presentate come l'alternativa, come Silvia Salis, finiscono per accettare il terreno imposto dalle politiche emergenziali e securitarie, intervenendo sul tema dei CPR senza mettere realmente in discussione l'impianto complessivo di controllo, detenzione e selezione che caratterizza le politiche migratorie europee.<br /> <br /> La verità è che il nuovo Patto europeo sull'immigrazione non rappresenta una rottura con le politiche del passato, ma la loro piena istituzionalizzazione. Un sistema che esternalizza le frontiere, finanzia governi autoritari affinché blocchino le partenze, militarizza il Mediterraneo e criminalizza chi fugge da guerre, fame, devastazione ambientale e sfruttamento.<br /> <br /> Rivendichiamo diritto all'accoglienza, chiusura immediata dei CPR, permesso di soggiorno svincolato dal contratto di lavoro e piena uguaglianza di diritti per tutte e tutti.<br /> <br /> Invitiamo lavoratrici, lavoratori, studenti, realtà sociali e cittadinanza a partecipare al presidio di domani.<br /> <br /> Unione sindacale di base - federazione del sociale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:19:23 +0200</pubDate>
                        <title>Genova. AMIU: RESOCONTO INCONTRO CON SALIS ED AZIENDA</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/genova-amiu-resoconto-incontro-con-salis-ed-azienda-1620.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>AMIU: RESOCONTO INCONTRO CON SALIS ED AZIENDA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avviato il confronto sul futuro dell’azienda, ma per i lavoratori nessun miglioramento a breve</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo le insistenti richieste di aprire il confronto sul futuro di AMIU, si e’ tenuto oggi l’incontro con la Sindaca , presenti il vice Terrile , l’assessora Pericu ed i vertici aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salis ha espresso la volontà dell’amministrazione di avviare un progetto industriale complessivo che dia risposte ai cronici problemi di AMIU ed ha fornito alcune indicazioni importanti sulle intenzioni dell’amministrazione, annunciando al contempo l’avvio di un confronto costante con le oo.ss. sulle scelte che verranno messe in campo, con un nuovo incontro gia’ fissato per meta’ luglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I punti piu’ rilevanti riguardano:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• la decisione di far concorrere AMIU alla costruzione di un termovalorizzatore, se il bando della Regione andra’ in porto, insieme a un partner industriale. Una decisione che apre scenari delicati per le ricadute che potrebbe avere sul mantenimento dell’azienda pubblica e sul peso reale che avra’ AMIU in questa operazione;</p>
<p>• l’incremento delle risorse per AMIU , cui verra’ destinato l’ammontare della tassa di soggiorno e, se possibile, della futura tassa sugli imbarchi;</p>
<p>• l’incremento delle azioni per il recupero della TARI non pagata e per rafforzare controlli e sanzioni sull’abbandono dei rifiuti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Sindaca ha inoltre confermato il regolare pagamento della produttivita’ a luglio a fronte di voci che indicavano difficoltà dovute ai conti aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo infine sentito definire l’operazione dei bilaterali “un fallimento completo”: una amara soddisfazione per noi, unica organizzazione sindacale che critico’ apertamente tale scelta costata decine di milioni di euro ed i cui effetti peseranno molto a lungo su AMIU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono invece mancate risposte alle nostre domande su quali saranno i primi interventi concreti per migliorare da subito la difficile situazione dei lavoratori alle prese con un servizio ed una organizzazione del lavoro mai cosi’ inadeguati come oggi. Questa assenza di indicazioni ci preoccupa molto perche’ significa che al momento non ci saranno miglioramenti visibili per i lavoratori ed il servizio, visto anche la conferma della riduzione dello straordinario e soprattutto del blocco delle assunzioni che penalizza decine di precari in attesa di conferma e causa un aumento della mole di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancor di piu’ ci preoccupa il silenzio dell’azienda all’incontro: alla Sindaca e all’amministrazione abbiamo fatto presente che non permetteremo che il rilancio dell’azienda avvenga sulla pelle dei lavoratori, come sembrano indicare alcuni progetti aziendali quali la riduzione degli equipaggi da 3 a 2 operatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, possiamo dire che a un anno di distanza dall’insediamento della giunta Salis, ci aspettavamo di piu’ e ci sembra si sia perso tempo. Apprezziamo comunque la disponibilità al confronto con il sindacato così come abbiamo apprezzato le parole della Sindaca sulle inaccettabili ricadute negative sui dipendenti dei disservizi dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora pero’ servono segnali immediati per migliorare le condizioni di lavoro e dimostrare che non si tratta di parole o promesse come ne abbiamo sentite tante in questi anni. In caso contrario la nostra disponibilità al dialogo ed al confronto si esaurira’ rapidamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genova , 8/6/2026 Usb Lp Genova / Usb Lp AMIU</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 12:30:03 +0200</pubDate>
                        <title>Enzo Corrente ci ha lasciato. Un’altro pezzo della storia di classe in questa città se ne andato.</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>CIAO ENZO<br /> Enzo Corrente ci ha lasciato. Un’altro pezzo della storia di classe in questa città se n'è andato.<br /> Da sempre iscritto prima in RdB e poi in USB.&nbsp;<br /> Da sempre in prima fila.&nbsp;<br /> Da sempre presente a tutte le manifestazioni, &nbsp;fino all'ultimo momento, anche già malato.<br /> Ti salutiamo a pugni chiusi, Enzo, &nbsp;con le bandiere al vento, come piaceva a te.<br /> Non dimenticheremo i tuoi insegnamenti.&nbsp;<br /> Il dolore della tua famiglia è il nostro dolore.<br /> Ciao Enzino.</p>
<p>La cerimonia sarà sabato 6 alle 12 al Tempio Laico cimitero di Staglieno<br /> USB Liguria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 18:17:48 +0200</pubDate>
                        <title>Crisi ricambi AMT, corse saltate e sicurezza del personale.  USB Trasporti denuncia</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/crisi-ricambi-amt-corse-saltate-e-sicurezza-del-personale-usb-trasporti-denuncia-1819.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><br /> <br /> Crisi ricambi AMT, corse saltate e sicurezza del personale.</p>
<p>USB Trasporti denuncia: “Cittadini esasperati e autisti sotto tiro. La responsabilità è solo della politica e dell’ azienda.”<br /> Genova, 27/05/26 – La scrivente Organizzazione Sindacale USB Lavoro Privato – Comparto Trasporti esprime profonda e crescente preoccupazione per la grave situazione in cui versa il servizio di trasporto pubblico locale gestito da AMT, &nbsp;oltre alle decine di corse che saltano ogni giorno a Genova nel servizio urbano &nbsp;i disservizi si stanno allargando a macchia d’olio ai bacini della Valpolcevera (Genova Bolzaneto, Pontedecimo, Isoverde) e del Tigullio (Sestri Levante, Moneglia,Casarza e relative frazioni ) E la situazione peggiora giorno per giorno.<br /> Nelle ultime settimane si sta assistendo a un taglio drastico e incontrollato delle corse quotidiane. Come USB teniamo a chiarire che questa situazione non è figlia dell’assenteismo o della mancanza di volontà dei lavoratori, ma è la diretta conseguenza del blocco e del forte rallentamento nella fornitura dei pezzi di ricambio da parte dei fornitori dell’azienda. Le criticità finanziarie legate ai ritardi nei pagamenti e la prospettiva di veder saldato solo il 50% delle spettanze dovute hanno spinto i fornitori a ridurre al lumicino, se non ad azzerare, le consegne dei componenti necessari alla manutenzione dei bus.<br /> Il risultato è drammatico: decine di mezzi restano fermi nelle officine e un numero inaccettabile di corse salta quotidianamente, lasciando a piedi utenza scolastica, pendolari e fasce deboli, specialmente nelle zone collinari e nelle frazioni più isolate, dove il mezzo pubblico rappresenta l’unico collegamento con i centri urbani.<br /> TUTELA DEI LAVORATORI E SCARICO DI RESPONSABILITÀ<br /> Come USB Trasporti intendiamo scaricare fermamente e totalmente i lavoratori da qualsiasi responsabilità per i disservizi in atto. Il personale viaggiante &nbsp; è vittima di questa gestione fallimentare: ci troviamo quotidianamente in prima linea a dover gestire l’esasperazione e la rabbia sacrosanta di un’utenza stremata.<br /> “Come sindacato di base non possiamo tollerare che le tensioni sociali causate da inadempienze aziendali &nbsp;e istituzionali ricadano sulle spalle degli autisti. Il rischio che la frustrazione dei passeggeri sfoci in aggressioni verbali o fisiche è ormai altissimo. I lavoratori stanno svolgendo il proprio dovere con professionalità in condizioni di stress inaccettabili.”<br /> APPELLO ALL’UTENZA E RICHIESTA DI INTERVENTO<br /> Ci rivolgiamo ai cittadini e ai comitati degli utenti affinché comprendano che il conducente del bus è un alleato, non il colpevole. Chiediamo fermamente di canalizzare la protesta esclusivamente verso i vertici aziendali e le istituzioni competenti, Comuni e città metropolitana non possono fare finta di nulla.<br /> Al contempo, USB chiede a gran voce &nbsp;ad AMT e agli organi politici del territorio un intervento immediato e straordinario per sbloccare la crisi dei fornitori e garantire la sicurezza dei lavoratori sui mezzi.&nbsp;</p>
<p>Segreteria USB L.P.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 18:07:02 +0200</pubDate>
                        <title>Genova. Museo MEI: La lotta dei lavoratori e delle lavoratrici paga!</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/genova-museo-mei-la-lotta-dei-lavoratori-e-delle-lavoratrici-paga-1810.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Museo MEI: La lotta dei lavoratori e delle lavoratrici paga!<br /> Salvaguardati i salari e l’apertura del Museo MEI<br /> La mobilitazione e la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative sociali in appalto al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) hanno dato i loro frutti.&nbsp;</p>
<p>Grazie alla pressione esercitata da USB insieme ai lavoratori è stato raggiunto un importante risultato per il periodo estivo: con l’intervento &nbsp;economico della Fondazione Mei ,da giugno a settembre, il museo rimarrà aperto 5 giorni alla settimana.Questo garantirà &nbsp;la piena continuità occupazionale e, cosa fondamentale, permette ai lavoratori di non perdere il proprio stipendio.&nbsp;</p>
<p><br /> Esprimiamo un ringraziamento all’Assessorato per l’ascolto e l’impegno profuso nel trovare una mediazione che tutelasse il servizio &nbsp;e l'occupazione.</p>
<p>Tuttavia, questo traguardo non rappresenta la fine del nostro percorso. Se da un lato l'emergenza estiva è stata tamponata, dall'altro restano ancora diversi nodi strutturali da sciogliere. Per questo motivo, USB continuerà a farsi sentire con forza e a vigilare su tutte le questioni rimaste in sospeso durante l’ultimo incontro.</p>
<p>USB LP cooperative sociali</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 15:27:38 +0200</pubDate>
                        <title>USB P.I. Provincia della Spezia      ASSEMBLEA DEI LAVORATORI</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-provincia-della-spezia-assemblea-dei-lavoratori-1529.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB P.I. Provincia della Spezia</p>
<p>ASSEMBLEA DEI LAVORATORI</p>
<p>DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE</p>
<p>(aperta a tutti, iscritti e non iscritti)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>venerdì 5 giugno 2025</p>
<p>presso la sala multimediale “Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”</p>
<p>dalle ore 11.00 a fine turno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ordine del giorno:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• Contrattazione decentrata 2026;</p>
<p>• Piao e nuova organizzazione dell’Ente;</p>
<p>• Varie ed eventuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la partecipazione all’assemblea sarà attivata la libertà sindacale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FAI SENTIRE LA TUA VOCE,</p>
<p>ISCRIVITI AL SINDACATO USB – PUBBLICO IMPIEGO Funzioni Locali Liguria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 19:11:42 +0200</pubDate>
                        <title>GENOVA. MUSEI CHIUSI E STIPENDI CHE SALTANO: LA GIUNTA SALIS DIA RISPOSTE</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/genova-musei-chiusi-e-stipendi-che-saltano-la-giunta-salis-dia-risposte-1917.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>GENOVA. MUSEI CHIUSI E STIPENDI CHE SALTANO: LA GIUNTA SALIS DIA RISPOSTE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Conferenza stampa con i lavoratori e le lavoratrici- martedì 26 maggio ore 14.00- Palazzo Tursi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apprendiamo che il Comune si appresta a votare domani una delibera che prevede una drastica riduzione dell’orario di apertura del Museo dell’Emigrazione Italiana nei mesi estivi, con il passaggio da 6 a 3 giorni di apertura settimanale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa scelta avviene senza che vi sia stato alcun confronto con i lavoratori e le lavoratrici, né con il sindacato. Venerdì abbiamo inviato come Unione Sindacale di Base una richiesta urgente all'assessore Montanari per avere garanzie su occupazione e salari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fino ad adesso abbiamo ricevuto solo silenzio. Siamo stanchi di essere soggetti alla l. 146/90 ed essere obbligati a rispettare le procedure di sciopero per i servizi essenziali, quando poi le amministrazioni aprono e chiudono a proprio piacimento i siti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domani saremo sotto il comune a rivendicare salario e dignità!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB - LIGURIA&nbsp; cooperative sociali</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 18:48:04 +0200</pubDate>
                        <title>CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: SINDACALISTI PIÙ REALISTI DEL RE E LAVORATORI SENZA DIRITTO DI PAROLA</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/citta-metropolitana-di-genova-sindacalisti-piu-realisti-del-re-e-lavoratori-senza-diritto-di-parola-1849.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: SINDACALISTI PIÙ REALISTI DEL RE E LAVORATORI SENZA DIRITTO DI PAROLA</strong></p>
<p>Il 21 maggio si è svolto il primo di una serie di incontro tra RSU e amm.ne. In tale incontro l’amm.ne ha preso visione della proposta dell’RSU.</p>
<p>Giova ricordare che l’RSU contiene diverse “anime”, o “sensibilità” che dir si voglia. Queste posso avere visioni anche molto differenti.</p>
<p>Un punto sempre dolente sono le “valutazioni”, che servono incontrosia per la produttività, sia per le progressioni orizzontali.</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base ha idee ben precise in merito.</p>
<p>Ricordiamo un interessante seminario, “<strong>L’elefante nella cristalleria. Dibattito con Mauro Boarelli, autore del libro “contro l’ideologia del merito” del 10 febbraio 2024” </strong>ed un bellissimo convegno dal titolo “<strong>VALUTAZIONE: MERITO O ARBITRIO? Del 13 aprile 2025”.</strong></p>
<p>Di entrambi è possibile vedere le registrazioni (intranet -&gt; bacheca sindacale -&gt; usb -&gt; …) ed apprezzarne la elevata qualità.</p>
<p>Perché vi diciamo questo, come premessa? Semplice: per non perdere la bussola.</p>
<p>Infatti, tutto ciò porta l’USB ad assumere una posizione chiara rispetto alle valutazioni: fare in modo che il maggior numero possibile di lavoratrici e lavoratori abbia una progressione in un determinato numero di anni. Fare in modo, insomma, che la quota di <u>valutazione</u> legata al “merito”, cioè alla discrezionalità del dirigente sia ampiamente compensata da fattori oggettivi. L’<u>anzianità nella categoria</u> (chiamiamola così per semplicità, precisando che è diversa dall’età anagrafica) è uno di questi perché rappresenta il tempo che un/una dipendente rimane in una categoria prima di poter rientrare nuovamente negli “aventi diritto”, cioè tra coloro che posso concorrere ad una nuova progressione. L’<u>esperienza professionale</u> è legata invece all’anzianità di servizio, ma aumenta per tutti con il tempo e comunque contribuisce solo in quota parte al punteggio. Mai e poi ma deve essere un motivo di scontro generazionale.</p>
<p>Si può dire, sempre semplificando, che la combinazione dell’anzianità nella categoria (che si azzera al momento di una progressione economica), della media delle ultime tre valutazioni e dell’anzianità di servizio dà origine ad un parametro che indica approssimativamente la probabilità che ha un dipendente di beneficiare di una progressione (o differenziale stipendiale).</p>
<p>Per quanto riguarda l’anzianità nella categoria, va’ da sé che più tempo un dipendente resta in una categoria, più spazi di possibilità di avere una progressione si apre per tutti gli altri, <u>a parità di tutti gli altri fattori</u>.</p>
<p>Per quanto riguarda le valutazione, quanto più peso si dà alla valutazione, sottraendo peso al all’esperienza professionale, tanto più ci si sbilancia verso l’arbitrio (detto anche “merito”).</p>
<p>Non è possibile fare calcoli precisi perché l’amm.ne non ha mai fornito all’RSU le graduatorie, anche anonimizzate, nonostante le molteplici richieste. <u>Tentare di fare simulazioni senza dati si chiama </u><u><strong>stregoneria</strong></u>.</p>
<p>Il contratto prevede l’anzianità nella categoria sia di tre anni, che possono essere ridotti a due o aumentati a quattro. Fino ad oggi, l’amm.ne e l’RSU si erano accordati su tre. Un buon compromesso. Ricordiamo che, da un calcolo matematico, con due anni solo il 50 % dei lavoratori riesce a beneficiare delle progressioni e ad ogni ciclo sono quasi sempre gli stessi, con 3 anni riescono a beneficiarne il 70% , con 4 anni si arriva quasi al 90% .</p>
<p>Anche l’equilibrio tra quota da valutazione e quota di anzianità, variabile da area ad area (operatori esperti, istruttori e funzionari) era buon compromesso.</p>
<p>Improvvisamente però, l’<strong>RSU in quota cgilcisliuil</strong> ha scelto di ridurre a due e sbilanciare il suddetto equilibrio verso la valutazione, <strong>perché (UDITE UDITE!!!) “</strong><em><strong>così passano i più bravi</strong></em><strong>”! </strong> E questa posizione è stata portata come proposta di decentrato, davanti ad una <strong>attonita e sbigottita delegazione trattante</strong>. Dirigenti e direttori che si stanno chiedendo che ci stanno a fare, visto che a decidere chi sono i più “meritevoli” lo decidono i sindacati (complici).</p>
<p><strong>All’USB sono cadute le braccia e ha precisato che la posizione dell’RSU non era unanime.</strong></p>
<p>Da qui lo scambio di ruoli: l’amm.ne ha più e più volte chiesto: “Siete sicuri? Sicuri sicuri? <strong>Con due anni di permanenza nella categoria passeranno sempre gli stessi</strong>. Siatene consapevoli!”. E, ricordiamoci, l’amm.me i dati li ha, l’RSU no.</p>
<p>Il segretario generale ha anche asserito “la meritocrazia prima di tutto!”, con tono vagamente canzonatorio.</p>
<p>Infine, i direttori e dirigenti della delegazione trattante hanno chiesto, comprensibilmente, se l’RSU aveva per caso in mente di fare un’assemblea, evidentemente preoccupati che l’informazione, dovuta alle lavoratrici e ai lavoratori, fosse stata fornita. Paradossale!</p>
<p>Significativo anche il fatto che l’amm.ne abbia preso deltempo per decidere.</p>
<p>L’USB, non essendo rappresentativa nelle Funzioni Locali, non può convocare un’assemblea, ma ritiene che sia fondamentale ascoltare i dipendenti. Oltretutto non fare assemblee vuol dire regalare ore all’amm.ne, visto che ogni lavoratore ha diritto a 12 ore all’anno di assemblea.</p>
<p>Vi invitiamo quindi a partecipare ad un brevissimo sondaggio. Tieni in comunicato a portata di mano quando rispondi. Di seguito il link:</p>
<p><u><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeqDXUaw-03Z2bl2TSJvgdwy3hQ8IlXux203LM40v69ukaBFw/viewform?usp=header" target="_blank" rel="noreferrer">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeqDXUaw-03Z2bl2TSJvgdwy3hQ8IlXux203LM40v69ukaBFw/viewform?usp=header</a></u></p>
<p><strong>L’Unione Sindacale di Base è </strong><u><strong>sempre</strong></u><strong> dalla parte dei lavoratori!</strong></p>
<p>Iscriviti contattando i delegati oppure online sul nostro sito!</p>
<p>USB -PI Funzioni Locali - Città Metropolitana di Genova, 25/05/2026</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 11:23:10 +0200</pubDate>
                        <title>Gruppo Iren: quando la malattia costa salario</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/gruppo-iren-quando-la-malattia-costa-salario-1124.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premio di risultato e assenze: un’ingiustizia che colpisce sempre gli stessi</strong></p>
<p>Il Gruppo IREN è oggi l’unica tra le grandi multiutility del settore a legare il <strong>Premio di Risultato (PDR)</strong> alle assenze per malattia.</p>
<p>Se davvero questo meccanismo servisse a ridurre l’assenteismo, le aziende che lo applicano dovrebbero registrare livelli più bassi di assenze. Ma i dati dimostrano il contrario.</p>
<p>Abbiamo analizzato un tasso medio di assenteismo tra il <strong>3,5% e il 5,5%</strong>, pari a circa <strong>7–12 giorni annui per lavoratore</strong>. In questo contesto IREN si colloca con <strong>8–12 giorni</strong>, quindi <strong>non performa meglio</strong> rispetto ad aziende come <strong>Italgas (7–10 giorni)</strong>, che <strong>non legano il premio alle assenze</strong>.</p>
<p>Il dato è chiaro: <strong>il sistema IREN non riduce l’assenteismo.</strong></p>
<p><strong>Una contraddizione con i valori dichiarati</strong></p>
<p>Nel proprio Codice Etico, il Gruppo IREN afferma di promuovere:&nbsp;<strong>inclusione,&nbsp;&nbsp; tutela della persona, valorizzazione delle diversità.&nbsp;</strong>Eppure, nelle politiche retributive emerge una forte contraddizione.</p>
<p>Il premio legato alle assenze <strong>non colpisce tutti allo stesso modo</strong>.<br /> Penalizza soprattutto: chi ha <strong>patologie croniche</strong>, chi ha <strong>fragilità sanitarie</strong>, chi segue <strong>terapie continuative, </strong></p>
<p>Persone che: lavorano, garantiscono servizi essenziali, mantengono competenze e professionalità … ma <strong>perdono salario perché si ammalano</strong>.</p>
<p><strong>Un meccanismo ingiusto </strong>Questo sistema:</p><ul> 	<li>non distingue tra chi abusa e chi è realmente malato</li> 	<li>non considera la qualità del lavoro</li> 	<li>trasforma la salute in una penalizzazione economica.</li> </ul><p>&nbsp;<strong>Non è un incentivo. È una sanzione sulla malattia.</strong></p>
<p><strong>Una disuguaglianza che si ripete</strong></p>
<p>La penalizzazione si ripete ogni anno, colpisce sempre le stesse persone, crea una <strong>disuguaglianza strutturale, c</strong>hi è fragile parte già svantaggiato e <strong>continua a perdere reddito nel tempo</strong>.</p>
<p><strong>Il caso emblematico del COVID: </strong>Durante la pandemia, l’assenza media è salita a <strong>15–20 giorni annui</strong> per cause sanitarie oggettive: malattia, quarantene, condizioni di fragilità.</p>
<p>In quel contesto il meccanismo ha prodotto: <strong>tagli salariali proprio verso chi era più esposto al rischio sanitario.</strong></p>
<p>Nel momento di massima emergenza sanitaria: la malattia è stata trasformata in uno svantaggio economico.</p>
<p><strong>Una questione di coerenza</strong></p>
<p>Il punto non è solo organizzativo, ma etico: Un’azienda che parla di inclusione può legare in modo spartano una parte del salario alla malattia?</p>
<p><strong>Metri e misure: </strong>La penalizzazione per i lavoratori può arrivare da <strong>200 a 1.500 € annui</strong></p>
<p>Nel frattempo:</p>
<p>i compensi dei <strong>quadri</strong> sono passati da <strong>9 a 11,2 milioni, </strong>quelli di <strong>CDA e AD</strong> da <strong>1,2 a 2 milioni (bonus esclusi)</strong></p>
<p>Alcuni dati 2024: AD Gianluca Bufo: €.405<strong>.</strong>000<strong> </strong>(stimati con bonus da 820.000 a 1.100.000)<strong>, </strong>Presidente Luca Dal Fabbro: <strong>841.000 € </strong>Vicepresidente Ferretti: <strong>557.000 € </strong>Compensi CDA: <strong>967.000 €</strong> complessivi</p>
<p>Dirigenti strategici: <strong>785.000 € </strong>Nel frattempo: utile netto: <strong>268,5 milioni (2024)</strong></p>
<p><strong>11 milioni in sponsorizzazioni</strong> e gli organici crescono:</p>
<p>dirigenti: 95 →125, quadri: 310 → 390, impiegati: 3400 → 4300, operai: 4100 → 5100.</p>
<p>Gli stipendi dei vertici IREN sono in linea con le grandi multiutility italiane (intorno al milione di euro annuo per l’AD), con livelli spesso elevati anche per presidente e vicepresidente. Tuttavia, a differenza di altre aziende comparabili come Hera, A2A o Italgas, IREN continua a legare il premio di risultato alle assenze per malattia, creando una discrepanza tra le politiche retributive del management e quelle applicate ai lavoratori.</p>
<p>I premi degli AD non sono legati alle assenze ma -ad esempio- al rispetto del codice etico… <strong>inclusione,&nbsp;&nbsp; tutela della persona, valorizzazione delle diversità.</strong></p>
<p>In questo quadro, i 200–1500 euro tolti a un lavoratore malato sembrano “poco”.<br /> Ma per chi li perde sono spesso <strong>la differenza tra arrivare o no a fine mese</strong>… <strong>mangiare o curarsi.</strong></p>
<p><strong>Una falsa soluzione</strong></p>
<p>Esiste una soglia di franchigia (10 giorni), ma: non risolve il problema<br /> lo evidenzia ancora di più, perché continua a colpire: i più fragili, chi ha avuto percorsi sanitari complessi.</p>
<p><strong>Quale soluzione?</strong></p>
<p>Si potrebbe: aumentare la franchigia, escludere alcune patologie, Ma queste sarebbero solo correzioni parziali.</p>
<p><strong>L’unica soluzione coerente con i valori dichiarati è una sola:</strong></p>
<p><strong>ELIMINARE IL LEGAME TRA MALATTIA E PREMIO DI RISULTATO.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato Liguria</strong></p>
<p>&nbsp;</p><ul> 	<li>Fonti: Relazione Remunerazione 2025 – Iren -Borsa Italiana – Relazione Remunerazione 2017 -Reggio Report – Stipendi vertici Iren 2025 Diario Reggio – Maxi-compensi Iren MarketScreener – Relazione 2025 -Reggiosera – Aumenti CDA Iren 2022 -<strong> Fonte ufficiale</strong>: Report di sostenibilità Iren 2021.</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 24 May 2026 10:19:46 +0200</pubDate>
                        <title>C.E.P Genova. Picchetto antisfratto. La casa è un diritto, difendiamolo. SFRATTO ANNULLATO</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/cep-di-pra-picchetto-antisfratto-1022.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>SFRATTO ANNULLATO&nbsp;</p>
<p>Grazie alla mobilitazione e alla pressione sindacale, siamo riusciti a ottenere un tavolo di confronto con il Direttore Amministrativo di ARTE e il Dirigente delle Politiche della Casa del Comune di Genova.</p>
<p>L'incontro ha portato a un accordo positivo che:</p>
<p>· annulla lo sfratto della signora,<br /> · le consente di rientrare nella morosità maturata con un piano sostenibile, come già previsto dalla legge regionale 10/2004.</p>
<p>La signora, inquilina dal 1994, potrà restare nella sua casa.</p>
<p>Il picchetto previsto per giovedì 28 maggio in via 2 Dicembre è quindi ANNULLATO.</p>
<p>Ringraziamo tutte e tutti per la solidarietà dimostrata. La mobilitazione ha funzionato: la casa è un diritto, e quando ci si unisce lo si difende davvero.</p>
<p>ASIA-USB – Associazione Inquilini e Abitanti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PICCHETTO ANTISFRATTO&nbsp;</p>
<p>Giovedì 28 maggio, ore 6:00 – via 2 Dicembre, 46 (C.E.P., Genova)</p>
<p>Da 31 anni quella è la sua casa. Una pensione di invalidità di poche centinaia di euro, un accordo con ARTE per un piano di rientro. Nonostante questo il Comune rimane fermo sulle intenzioni di sfratto chiedendo cifre esorbitanti per annullare il procedimento.</p>
<p>Non lasciamola sola. La casa è un diritto, difendiamolo. Presidio davanti all'abitazione al mattino presto, prima dell'arrivo dell'ufficiale giudiziario.</p>
<p>(Contattaci per gli spostamenti)</p>
<p>LA SOLIDARIETÀ È UN ARMA.<br /> LA CASA UN DIRITTO.</p>
<p>Asia-USB<br /> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;https://www.instagram.com/p/DYrqW7Jq6Vl/?igsh=Nm93enh3d3M1MzNp</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 18 May 2026 13:42:09 +0200</pubDate>
                        <title>CON LA FLOTILLA, NEMMENO UN CHIODO PER GUERRA E GENOCIDIO    GENOVA 18.30 al Varco Albertazzi</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/con-la-flotilla-nemmeno-un-chiodo-per-guerra-e-genocidio-genova-1830-al-varco-albertazzi-1344.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>CON LA FLOTTILLA, NEMMENO UN CHIODO PER GUERRA E GENOCIDIO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GENOVA 18.30 al Varco Albertazzi</p>
<p>Lo sciopero generale continua questa sera per ribadire un no categorico e collettivo alla complicità del governo italiano con la guerra.</p>
<p>Lavoratori e lavoratrici incrociano le braccia e scendono in piazza perché si rifiutano di piegare la propria opera e i propri porti alle logiche dell'economia di guerra, respingendo l'idea che la logistica diventi ingranaggio di distruzione. Al centro della mobilitazione c'è il sostegno alla Flotilla, attaccata questa mattina, e la libertà del popolo palestinese.</p>
<p>Vogliamo un embargo totale su tutte le merci dirette o provenienti da Israele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al fianco dei ragazzi e delle ragazze della Flottilla e di chi spezza l'assedio con la solidarietà concreta, invitiamo tutta la cittadinanza alla massima partecipazione per trasformare il Varco Albertazzi in un atto di solidarietà internazionale e internazionalista. Non un chiodo, non una nave per la guerra: oggi contiamo sulla presenza di tutti e tutte.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 10 May 2026 13:44:31 +0200</pubDate>
                        <title>18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE  GENOVA -10.00 Prefettura </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/default-9d065dcd42-1348.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE&nbsp;<br /> GENOVA -10.00 Prefettura&nbsp;</p>
<p>Il 18 maggio torniamo a riempire le strade e scioperare contro l'economia di guerra che stanno pagando lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, studenti e quartieri popolari.&nbsp;</p>
<p>Mentre miliardi vengono destinati al riarmo, i nostri salari sono sempre più bassi, la sanità pubblica è inaccessibile, la benzina è un bene di lusso, gli affitti sono insostenibili.&nbsp;&nbsp;In Italia il&nbsp;&nbsp;lavoro diventa sempre più povero e i giovani di questo paese non hanno più alternative: andarsene o rassegnarsi a miseria e precarietà.&nbsp;</p>
<p>La guerra non può essere il sistema per uscire dalla crisi, produce solo profitti per industrie belliche, ai lavoratori lascia repressione e impoverimento. Per questo la lotta contro il carovita, contro i bassi salari e contro lo smantellamento del welfare è inseparabile dalla lotta contro guerra e militarizzazione.</p>
<p>Il 18 maggio saremo in piazza anche al fianco del popolo palestinese e delle flotille, contro il genocidio e l’occupazione, contro la complicità dei governi occidentali e contro la repressione di chi solidarizza e lotta.</p>
<p>Rilasciati Sayf e Thiago, dobbiamo continuare a lottare per tutti i prigionieri palestinesi; la resistenza internazionalista appartiene alla nostra terra e al nostro porto, siamo con voi, pronti a bloccare tutto ancora una volta.&nbsp;</p>
<p>Verso la manifestazione operaia del 23 maggio a Roma!&nbsp;<br /> Contro guerra, sfruttamento e repressione.<br /> Vogliamo salario, pace e stato sociale.<br /> 18 maggio sciopero generale!</p>
<p>USB Confederazione Genova</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155469</guid>
                        <pubDate>Wed, 06 May 2026 18:16:25 +0200</pubDate>
                        <title>SICUREZZA SUL LAVORO IN REGIONE LIGURIA:LE RESPONSABILITÀ POLITICHE E ISTITUZIONALI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-sul-lavoro-in-regione-liguriale-responsabilita-politiche-e-istituzionali-1818.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Genova, 5/5/2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SICUREZZA SUL LAVORO IN REGIONE LIGURIA:LE RESPONSABILITÀ POLITICHE E ISTITUZIONALI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 28 Aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza nei luoghi di lavoro e come ogni anno assistiamo alle (purtroppo) solite dichiarazioni sulla necessità di maggiori controlli, maggiore sicurezza, basta morti sul lavoro, etc. ma non vediamo un concreto impegno da parte delle Istituzioni nel fornire gli strumenti necessari per migliorare le condizioni lavorative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dati sulle irregolarità riscontrate nei controlli, distribuiti da INL e Psal sono sconcertanti anche se non ci meravigliano. Chi, come il nostro sindacato opera con la base dei lavoratori, conosce bene il sistema della sicurezza dove molte volte si è privi delle più basilari tutele se pur dettate dalla Legge 81/08.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo motivo, tramite accesso agli atti, abbiamo richiesto i dati degli organici alle 5 Asl liguri. Abbiamo successivamente confrontato questi dati con gli organici stabiliti dalla “Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030” del Ministero della Salute (ex art. 5 D.Lgs.81/08) dove si descrive la necessità di 34 operatori ogni 100 mila occupati. Da un ulteriore approfondimento tramite dati ufficiali Istat è emersa la situazione riassunta nella tabella seguente, dalla quale emerge una carenza di organico negli Psal di quasi il 50% del personale che sarebbe necessario.</p>
<p>&nbsp;</p><table cellspacing="0" style="border-collapse:collapse; width:666px" class="contenttable"> 	<tbody> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:123px"><p><strong>ASL</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:144px"><p><strong>Organico unità</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:179px"><p><strong>Occupati</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:178px"><p><strong>Carenze</strong></p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:123px"><p>Asl1</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:144px"><p>14</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:179px"><p>65000</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:178px"><p>-8</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:123px"><p>Asl2</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:144px"><p>19</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:179px"><p>95000</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:178px"><p>-13</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:123px"><p>Asl3</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:144px"><p>53</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:179px"><p>300000</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:178px"><p>-45</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:123px"><p>Asl4</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:144px"><p>14</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:179px"><p>90000</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:178px"><p>-18</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:123px"><p>Asl5</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:144px"><p>13</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:179px"><p>85000</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:178px"><p>-16</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:123px"><p>TOTALI</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:144px"><p>113</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:179px"><p>635000</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid #000000; border-left:1px solid #000000; border-right:1px solid #000000; border-top:1px solid #000000; width:178px"><p>100</p></td> 		</tr> 	</tbody> </table><p>&nbsp;</p>
<p>Vorremmo essere smentiti su questi dati nelle apposite sedi come, per fornire un esempio, quella del “Coordinamento della Sicurezza sul Lavoro della Regione Liguria” dove richiediamo da tempo di poter essere ammessi ma da cui, ad oggi, nessuna risposta ci è pervenuta. Inoltre sembra che, a differenza di quanto enunciato sempre dalla “Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” in quelle sedi non vi sia alcun tipo di confronto con le parti sociali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornando alla quotidianità dei lavoratori e dei loro rappresentanti (Rls) denunciamo la mancanza di Linee guida degli ispettori Psal nei confronti di chi effettua un esposto. Le ultime risalgono ad Alisa e abbiamo avuto molti riscontri sul fatto che non fossero rispettate. Un esempio su tutti è che gli ispettori dovrebbero convocare durante i sopralluoghi, gli Rls e/o le OO.SS. denuncianti ma questo fondamentale rapporto tra le parti raramente viene attuato causando, il più delle volte, una mancata presa in carico della situazione denunciata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre la carenza di organico degli Psal, denunciamo anche la carenza di mezzi e strumenti. Ad esempio la Regione Liguria non ha in dotazione una centralina per il controllo del microclima nei luoghi di lavoro e ben conosciamo la situazione estiva negli ospedali liguri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rimanendo in tema ospedaliero, tantissime e inaccettabili sono le aggressioni al personale sanitario ma siamo dell’idea che il personale sanitario oggi subisca una doppia aggressione, molte volte anche da parte dei propri superiori e dalla politica poiché quando non vengono rispettati i dettami del D,Lgs.81/08 come ad esempio la normativa sullo stress lavoro correlato dove sono previsti, in condizioni di rischio alto, assunzioni di personale, si può parlare, a nostro avviso, di aggressione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spesso accade che, nonostante l’evidenza, venga assegnato un rischio basso e il lavoratore non ha alcuna possibilità di confutare questo dato. Per noi anche questa è un’aggressione alla salute e sicurezza del dipendente e la politica dovrebbe iniziare a valutare l’estromissione dalla Pubblica Amministrazione dei dirigenti condannati per il mancato rispetto del D.Lgs.81/08. Inoltre, a nostro avviso, i DVR della Pubblica Amministrazione e delle ditte in appalto dovrebbero essere pubblici affinché ogni cittadino abbia modo di verificare come vengano tutelati i dipendenti che proteggono la sua salute fisica e sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sulla pagina del sito della Regione Liguria dedicata ai verbali delle Commissioni, alla data del 9 Ottobre 2025 è scaricabile il verbale della seduta della Commissione lavoro dove, come USB, abbiamo portato alcune delle nostre proposte in merito alla materia citata. Nella prima parte, è riscontrabile una dichiarazione del “responsabile Sicurezza Confindustria Liguria” che denuncia l’eccessiva aggressività degli ispettori del lavoro durante i controlli. A fronte di un sistema lavorativo ligure che produce anche morti, malattie professionali, infortuni ed evasione fiscale, crediamo che ad essere aggressivi non siano gli ispettori e che la situazione va cambiata con la massima risolutezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>USB LIGURIA</h1>
<p><strong>COORDINAMENTO SICUREZZA SUL LAVORO</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155450</guid>
                        <pubDate>Wed, 06 May 2026 07:59:59 +0200</pubDate>
                        <title>RISTORAZIONE e TURISMO: UNA GUIDA CONTRO LE MOLESTIE IN VISTA DELL’ADUNATA DEGLI ALPINI</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/ristorazione-e-turismo-una-guida-contro-le-molestie-in-vista-delladunata-degli-alpini-0801.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>RISTORAZIONE e TURISMO: UNA GUIDA CONTRO LE MOLESTIE IN VISTA DELL’ADUNATA DEGLI ALPINI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sportello sindacale contro le molestie di genere sui luoghi di lavoro - USB Genova tel. 3518064281</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In vista dell’adunata degli alpini, che comporterà un prevedibile aumento dei flussi e dei carichi di lavoro nel settore della ristorazione, l’Unione Sindacale di Base richiama con forza l’attenzione su un tema troppo spesso sottovalutato: la sicurezza e la tutela delle lavoratrici rispetto a molestie, comportamenti inappropriati e violenze nei luoghi di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le molestie NON sono “parte del lavoro”</p>
<p>Qualsiasi comportamento indesiderato a sfondo sessuale, verbale o fisico, che leda la dignità della lavoratrice, costituisce una violazione della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) e delle norme antidiscriminatorie. Non esiste alcuna giustificazione legata al contesto, all’afflusso di clientela o al “clima festivo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È responsabilità del datore di lavoro prevenire e intervenire</p>
<p>Ricordiamo che il datore di lavoro ha l’obbligo giuridico di garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso. Ciò significa:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* valutare tutti i rischi, compresi quelli legati a molestie e violenze;</p>
<p>* adottare misure di prevenzione e protezione adeguate;</p>
<p>* intervenire tempestivamente in caso di segnalazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’inerzia o la sottovalutazione di episodi segnalati può configurare responsabilità diretta del datore di lavoro, con possibili sanzioni civili e penali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esiste una tutela internazionale: Convenzione ILO n. 190</p>
<p>L’Italia ha ratificato la Convenzione n. 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che riconosce il diritto di ogni persona a un mondo del lavoro libero da violenze e molestie. Questa convenzione rafforza il quadro di tutela e obbliga anche i datori di lavoro ad adottare politiche attive di prevenzione e contrasto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa possono fare le lavoratrici</p>
<p>USB invita tutte le lavoratrici a non restare sole e a tutelarsi attivamente:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Segnalare immediatamente ogni episodio al datore di lavoro o al responsabile della sicurezza (RLS/RLST);</p>
<p>* Documentare quanto accade (annotazioni, messaggi, eventuali testimoni);</p>
<p>* Rivolgersi al sindacato per supporto e assistenza;</p>
<p>* In caso di mancato intervento aziendale, attivare gli organi ispettivi (Ispettorato del Lavoro, ASL);</p>
<p>* Nei casi più gravi rivolgersi ai Centri Anti Violenza e/o sporgere denuncia alle autorità competenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB è al vostro fianco</p>
<p>Non accetteremo che, dietro la retorica dell’evento e del turismo, si nascondano condizioni di lavoro degradanti e rischiose. La sicurezza e la dignità non sono negoziabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invitiamo tutte le lavoratrici della ristorazione a contattare USB per segnalazioni, supporto e tutela collettiva. Solo attraverso l’organizzazione e la lotta possiamo contrastare abusi e silenzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155442</guid>
                        <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:25:39 +0200</pubDate>
                        <title>ADUNATA DEGLI ALPINI: LA &quot;SCHENGEN MILITARE&quot; INVADE GENOVA. SERVIZI AL COLLASSO, LAVORATORI PRECETTATI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/adunata-degli-alpini-la-schengen-militare-invade-genova-servizi-al-collasso-lavoratori-reclutati-0727.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ADUNATA DEGLI ALPINI: LA &quot;SCHENGEN MILITARE&quot; INVADE GENOVA. SERVIZI AL COLLASSO, LAVORATORI PRECETTATI.</strong></p>
<p><strong>Mancano pochi giorni alla 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, che dall'8 al 10&nbsp;</strong><strong>maggio&nbsp;</strong><strong>trasformerà Genova in una città blindata. Mentre il Comune parla di &quot;festa&quot; e di &quot;indotto&quot;, la realtà è servizi pubblici al collasso, lavoratori reclutati a forza per servire la macchina dell'evento, pronto soccorso a rischio e una città consegnata ai militari.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma questa operazione non si spiega da sola. È il tassello locale di un disegno europeo che ha un nome preciso: <strong>Military Mobility</strong>. Un programma concreto dell'Unione Europea il cui scopo dichiarato è <strong>facilitare lo spostamento rapido di truppe e mezzi attraverso il continente</strong>. Genova ne è un nodo cruciale: il Corridoio ferroviario Reno-Alpino, che collega il nostro porto direttamente a Rotterdam, è stato finanziato con milioni di euro proprio per essere adeguato al trasporto di merci, armi e truppe. Bloccare la città per tre giorni, gerarchizzare la circolazione, testare la tenuta dei servizi essenziali sotto pressione: è esattamente ciò che serve per verificare, in condizioni reali, la capacità di gestire la mobilità in uno snodo logistico così delicato.</p>
<p>E mentre la città è paralizzata dalla sfilata, la riconversione industriale prosegue a ritmi serrati. La presenza di Leonardo a Genova e gli investimenti negli &quot;hub logistici multimodali&quot; stanno facendo del nostro territorio un centro nevralgico per il trasporto militare. L'Adunata non è che la facciata folkloristica di questa trasformazione strutturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Città blindata e gerarchia militare della circolazione.</strong> Due maxi &quot;Aree Pedonali Alpine&quot; chiuderanno centro storico, Foce, Caricamento, corso Buenos Aires e Borgo Pila. Dentro questi perimetri, divieto totale di circolazione e sosta con rimozione forzata. Le uniche deroghe: mezzi di soccorso, corpi militari dello Stato, logistica notturna e veicoli con contrassegno &quot;ANA 2026&quot;. Mentre i bus vengono deviati e i capolinea spostati, i cittadini restano ostaggio di una viabilità che cancella il diritto alla mobilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sanità al collasso: l'intera macchina ospedaliera viene forzata per reggere l'urto.</strong> L'arrivo di 400 mila persone in più impone un piano emergenziale senza precedenti: pronto soccorso con turni raddoppiati, tre postazioni mediche avanzate attive 24 ore al Porto Antico, in piazza De Ferrari e in piazza della Vittoria, decine di ambulanze aggiuntive distribuite su tutto il territorio. Ma questo è solo lo strato più visibile. Perché un ospedale non è soltanto il pronto soccorso. Per reggere tre giorni di pressione straordinaria in una città paralizzata, è stata mobilitata l'intera organizzazione sanitaria, in ogni sua articolazione.</p>
<p><strong>Sono stati chiamati a rapporto tutti i servizi minimi essenziali, ben oltre i reparti di emergenza.</strong> Il personale delle portinerie, che normalmente garantisce i presìdi secondo turni consolidati, è stato forzato a modificare la propria presenza: lavoratori e lavoratrici a cui è stato chiesto di venire in servizio la&nbsp;domenica, spezzando il proprio riposo settimanale, con la prospettiva di dover comunque tornare in ospedale il lunedì. Non solo. È stato mobilitato anche il personale tecnico, quello degli uffici tecnici che si occupa di manutenzione, impianti, continuità dei servizi: perché durante l'Adunata non dovrà esserci guasto che tenga, non dovrà mancare l'acqua, non dovranno fermarsi gli ascensori, non dovranno saltare i sistemi informatici. L'intera struttura ospedaliera – dal pronto soccorso alla portineria, dal reparto di rianimazione all'ufficio tecnico – è stata messa in tensione, come se la città si preparasse non a una festa ma a un'emergenza di protezione civile.</p>
<p>Tutto questo avviene mentre il presidio Galliera, uno dei tre ospedali di riferimento cittadini, si trova letteralmente dentro la &quot;zona rossa&quot; dell'Area Pedonale Alpina. Come potranno i mezzi di soccorso farsi largo tra le strade sbarrate e la folla? Come potranno i lavoratori raggiungere il proprio turno? E l'unica &quot;sanità&quot; sbandierata dalla macchina propagandistica è l'Ospedale da Campo dell'ANA: propaganda bellica, non cure per i cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scuole chiuse, parchi off limits, mercati cancellati.</strong> Scuole di ogni ordine e grado serrate l'8 e il 9 maggio &quot;per garantire mobilità e sicurezza&quot;. USB Scuola Liguria ha già denunciato: &quot;Una resa totale della città a quella che è una componente delle forze armate. Un Comune che sacrifica l'istruzione per favorire i festeggiamenti di un reparto dell'esercito dichiara con i fatti quali siano le proprie priorità&quot;. Parchi storici chiusi dal 7 all'11&nbsp;maggio&nbsp;per &quot;prevenire danni al patrimonio paesaggistico&quot;. Mercati di via Tortosa e Terralba cancellati il 9 maggio: operatori senza lavoro e senza reddito, decisione presa &quot;senza alcuna preventiva forma di confronto&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Palazzo Reale: ferie negate, lavoratori sacrificati.</strong> Nei Musei Nazionali, già al 45% del personale, il direttore ha vietato di fatto le ferie nei giorni clou dell'Adunata: lavoratori obbligati a turni estenuanti per garantire aperture straordinarie imposte dalla macchina propagandistica. USB ha proclamato lo stato di agitazione: il Ministero non assume, il direttore nega i diritti, e la retorica militare occupa anche la cultura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tutto questo non è una festa. È un'operazione politica. L'assessore Ferrante ha dichiarato che l'Adunata sarà gestita con &quot;il Coc, il Centro operativo comunale che si convoca per le emergenze&quot; e che &quot;l'arrivo di 400.000 persone equivale praticamente al raddoppio della popolazione residente&quot;. Se lo dice il Comune, sappiamo cosa aspettarci. Intanto il governo vara 32,4 miliardi per le spese militari e l'UE costruisce la &quot;Schengen militare&quot;. L'Adunata è il volto sorridente di questa macchina da guerra?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB PUBBLICO IMPIEGO LIGURIA </strong><strong>Genova 5-5-2026</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155429</guid>
                        <pubDate>Mon, 04 May 2026 07:33:02 +0200</pubDate>
                        <title>E.O. GALLIERA. CESSIONE RAMO D&#039;AZIENDA. SI NAVIGA A VISTA?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/eo-galliera-cessione-ramo-dazienda-si-naviga-a-vista-0734.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>E.O. GALLIERA. CESSIONE RAMO D'AZIENDA. SI NAVIGA A VISTA?</p>
<p>Incredibile ma vero!!!</p>
<p>In data 30 aprile 2026, con una semplicissima e impassibile nota trasmessa via e-mail, la S.C. Risorse Umane dell'E.O. Ospedali Galliera comunica al personale afferente alla S.S.D. Immunoematologia e Trasfusionale del nosocomio che, a far data dal 1 maggio 2026, il rapporto di lavoro verrà trasferito presso l'IRCCS AOM. Comunica inoltre che i lavoratori coinvolti verranno abilitati a timbrare sull'apposito applicativo IRISWEB, che gli stessi lavoratori dovranno scaricare sui propri dispositivi mobili, con timbratura geolocalizzata!!!</p>
<p>In sostanza, con la cessione del ramo d'azienda concordato dal Galliera e dalla AOM, e avallato da un accordo sindacale richiesto e sottoscritto esplicitamente dalle sigle sindacali della CISL e dai delegati UIL/RSU, i lavoratori del centro trasfusionale del Galliera vengono trasferiti giuridicamente dall'oggi al domani senza aver applicato dei passaggi tecnico/giuridico necessari nel caso specifico!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. I lavoratori non hanno ancora firmato un nuovo contratto di lavoro con la nuova azienda e, tantomeno, non sono stati convocati a visita medica per valutare l'idoneità lavorativa legata ai rischi, alle mansioni specifiche e ai turni.</p>
<p>2. Ai lavoratori non sono stati comunicati formalmente i nominativi dei dirigenti, dei coordinatori e dei preposti a cui dovranno fare riferimento a partire dal 1 maggio 2026.</p>
<p>3. La timbratura geolocalizzata, descritta dall'Ente Galliera (che non avrebbe più titolarità giuridica nel fornire disposizioni ai lavortori a partire dal 1 maggio 2026) viola la Privacy dei dipendenti e, in ogni caso, non sono tenuti a scaricare sul proprio dispositivo mobile alcuna applicazione che il datore di lavoro vorrebbe imporre!</p>
<p>Per i motivi sopra esposti ci riserviamo di far valutare dai nostri legali ogni azione utile a difesa dei lavoratori e dei loro diritti.</p>
<p>Genova, 2 maggio 2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155412</guid>
                        <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 11:27:40 +0200</pubDate>
                        <title>Presidio con la Palestina - Genova ore 18.00 Varco Albertazzi </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/presidio-con-la-palestina-genova-ore-1800-varco-albertazzi-1128.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Presidio con la Palestina - Genova ore 18.00 Varco Albertazzi&nbsp;</p>
<p>Questa notte la flottiglia solidale diretta a Gaza è stata intercettata. Un atto grave che conferma, ancora una volta, la volontà di soffocare ogni tentativo di solidarietà internazionale verso il popolo palestinese.</p>
<p>Come unione sindacale di base, non possiamo restare in silenzio. Nei porti italiani continuano a transitare armi e materiali destinati ai conflitti, mentre chi prova a portare aiuto viene fermato.</p>
<p>Per questo rilanciamo con forza la partecipazione al presidio indetto dal CALP: una risposta collettiva, immediata e determinata contro la complicità nei traffici di guerra e in solidarietà con il popolo palestinese.</p>
<p>Scendiamo in piazza per dire basta alla militarizzazione dei porti, basta al commercio di armi, basta all'economia di guerra. La solidarietà non si ferma.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 16:30:19 +0200</pubDate>
                        <title>Genova. AMIU: RAVE , FIERE, CICLISMO E ALPINI.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/genova-amiu-rave-fiere-ciclismo-e-alpini-1631.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>AMIU: RAVE , FIERE, CICLISMO E ALPINI.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In meno di un mese Genova ha ospitato e ospiterà eventi che richiamano e richiameranno decine di migliaia di persone in centro città e non solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se per l’Adunata Nazionale degli Alpini si prevedono oltre 400.000 presenze, a oggi non si conoscono i dettagli del piano di intervento messo a punto dalla dirigenza aziendale e, anche a voler essere ottimisti, l'assunzione di 35 operatori a tempo determinato a fronte del raddoppio della popolazione in 72 ore, non sembra essere una soluzione adeguata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli Alpini verranno ospitati in strutture e campi dislocati sull’intero territorio cittadino. Migliaia e migliaia di persone che, inevitabilmente, produrranno una grande quantità di rifiuti che dovranno essere gestiti.</p>
<p>È indubbio che l'esecuzione ordinaria dei servizi di pulitoria e raccolta non sia sufficiente, per cui si dovranno necessariamente aumentare i passaggi.</p>
<p>Ad oggi non si conoscono i turni e gli orari di lavoro che, molto probabilmente subiranno modifiche rispetto agli attuali, non si sa se i lavoratori avranno accesso al posto di lavoro coi propri mezzi e, con il blocco parziale dello straordinario, si corre il rischio che per coprire l’emergenza si lascino scoperti servizi in zone non toccate dall’evento.</p>
<p>Ancora più che per gli eventi trascorsi, gli operatori di AMIU saranno sottoposti ad un surplus di carico di lavoro non indifferente.</p>
<p>Il tutto, pare, senza nemmeno il riconoscimento degli eventi speciali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è poi l’incognita dello smaltimento. Da molto tempo purtroppo questo non dipende più da Amiu. Con grandi costi, i rifiuti vengono trasportati presso vari siti da privati che spesso nei fine settimana e durante le feste non garantiscono un servizio all’ altezza. Siamo sicuri che il problema non si presenti anche stavolta con le pesanti ripercussioni che troppo spesso abbiamo visto?</p>
<p>Cosa ha previsto AMIU per tutto questo? Chi si farà carico degli extra costi della manifestazione?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’organizzazione con tanti imprevisti per un evento di tale portata rispecchia la situazione in cui Amiu versa da anni. Molte incognite pesano sul futuro della nostra azienda ma fino ad ora non ci è stata data una risposta né ci è stato indicato quale percorso seguire per mantenerla in vita.</p>
<p>Proprio come per l’avvenire di Amiu, per affrontare una manifestazione così grandiosa è indispensabile una programmazione efficiente perché il solo impegno e sacrificio dei Lavoratori non può garantire l’assenza di ricadute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usb è fortemente preoccupata per queste lacune decisionali e denuncia fin da subito questa incertezza perché non vorremmo che il giorno dopo, come già accaduto in passato, si incolpassero i Lavoratori di negligenze altrui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genova, 29/04/26 Usb Lp - AMIU</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:18:32 +0200</pubDate>
                        <title>IIT – Riprende la trattativa economica del Personale</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/iit-riprende-la-trattativa-economica-del-personale-1621.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>IIT – Riprende la trattativa economica del Personale</p>
<p>La mobilitazione del Personale Dipendente per il rinnovo economico del contratto riprenderà il prossimo 5 maggio alle 14, presso la sede di Erzelli. L’appuntamento giunge a seguito del partecipatissimo sciopero del 24 marzo scorso, che ha raggiunto anche le Istituzioni Locali.</p>
<p>RSU , USB lavoro privato ed FLC-CGIL, infatti, hanno unitariamente tenuto incontri sia con l’amministrazione comunale di Genova, sia con la Giunta Regionale ligure.</p>
<p>Dalla prima è stata ottenuta la convocazione presso il tavolo su “ricerca: precarietà e condizioni salariali” che si terrà nella mattinata del 5 maggio prossimo.</p>
<p>Dall’Amministrazione Regionale, invece, la determinazione di lavoratrici e lavoratori ha ottenuto un ancor più significativo ordine del giorno approvato all’unanimità dall’intero Consiglio che, formalmente, si impegna come segue:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• a farsi promotore di un’azione nei confronti dell’IIT affinché venga superata la situazione di stallo della trattativa contrattuale e il confronto tra le parti riprenda al fine di giungere al rinnovo del biennio economico del contratto, con l’obbiettivo di un reale e concreto recupero salariale a fronte di una persistente perdita del potere di acquisto delle retribuzioni dei dipendenti;</p>
<p>• a sostenere le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Istituto, promuovendo, in tutte le sedi istituzionali, percorsi di stabilizzazione che potrebbero trovare una idonea cornice contrattuale in un CCNL capace di dare valorizzazione al ruolo dell’IIT e stabilità occupazionale e salariale ai dipendenti;</p>
<p>• ad attivarsi, nella Conferenza Stato Regioni con il Governo e i Ministeri competenti affinché siano rafforzate e non diminuite le risorse destinate alla Fondazione IIT;</p>
<p>• ad attivare strumenti regionali di sostegno alla ricerca e all’innovazione che possano contribuire anche alla valorizzazione del personale.</p>
<p>La rivendicazione dei Lavoratori e dell’RSU ha ottenuto la risonanza e il sostegno territoriale più ampi possibile.</p>
<p>Come USB auspichiamo che questo fatto induca la Fondazione IIT a ripresentarsi al prossimo tavolo con l’intento di confrontarsi in modo realmente costruttivo nei confronti delle rivendicazioni del Personale.</p>
<p>Genova, 27/04/2026</p>
<p>Unione Sindacale di Base Lavoro Privato Genova</p>
<p>USB IIT</p>]]></content:encoded>
			
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