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            <title>Rss Feed liguria.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di liguria.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 21:45:19 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 21:45:19 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Wed, 21 Oct 2026 12:32:34 +0200</pubDate>
                        <title>SCIOPERO GENERALE 30 OTTOBRE 2026  La Spezia Presidio davanti alla Prefettura ore 9,30</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/sciopero-generale-30-ottobre-2026-la-spezia-presidio-davanti-alla-prefettura-ore-930-1233.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>SCIOPERO GENERALE 30 OTTOBRE 2026</p>
<p><strong>La Spezia Presidio davanti alla Prefettura ore 9,30</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni mese lavorare costa di più e il salario vale di meno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aumentano la spesa, le bollette, gli affitti e i carburanti. Gli stipendi, invece, non tengono il passo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre milioni di lavoratori e pensionati fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese, miliardi di euro vengono destinati al riarmo e alle spese militari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non possiamo continuare a pagare noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SCIOPERIAMO PER:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SALARI PIÙ ALTI: Aumenti veri in busta paga e rinnovi dei contratti che recuperino tutto il potere d’acquisto perso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RIPRISTINARE LA SCALA MOBILE: Se aumentano i prezzi, devono aumentare automaticamente anche salari e pensioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BLOCCARE I PREZZI DEI BENI ESSENZIALI: Intervenire subito su alimentari, energia, bollette, carburanti e affitti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RIDURRE L’IVA SUI BENI DI PRIMA NECESSITÀ: La spesa quotidiana non può diventare un lusso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FERMARE LA SPECULAZIONE: Tassare extraprofitti e grandi rendite. Il costo della crisi non può essere scaricato sui lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>DIRE NO AL RIARMO E ALL’ECONOMIA DI GUERRA: Le risorse pubbliche devono andare a salari, pensioni, sanità, scuola, casa e servizi pubblici, non alle armi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>DIFENDERE LAVORO E INDUSTRIA: Basta chiusure, licenziamenti e delocalizzazioni pagate con soldi pubblici. Difendiamo occupazione, produzioni e futuro industriale del Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FERMATI ANCHE TU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché il salario deve bastare per vivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché non possiamo lavorare per diventare più poveri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché i soldi servono per vivere, non per sostenere guerre e riarmo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB La Spezia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 17 Oct 2026 17:35:02 +0200</pubDate>
                        <title>UN INSULTO A GENOVA, UN TRADIMENTO AI LAVORATORI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/un-insulto-a-genova-un-tradimento-ai-lavoratori-1736.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>UN INSULTO A GENOVA, UN TRADIMENTO AI LAVORATORI</p>
<p>Dopo giorni di mobilitazione, presidi, incontri istituzionali e una straordinaria dimostrazione di unità tra lavoratori, sindacati, città e istituzioni, nella notte arriva l'ennesima provocazione.</p>
<p>I commissari di Acciaierie d'Italia in Amministrazione Straordinaria, gli stessi che appena pochi giorni fa avevano garantito continuità produttiva e lavorativa per il sito di Genova, hanno inviato una procedura per l'aumento della cassa integrazione che coinvolgerebbe quasi la totalità dei lavoratori.</p>
<p>Un atto vergognoso.</p>
<p>Non è soltanto una decisione industriale sbagliata: è un tradimento nei confronti di chi in queste settimane ha lottato, resistito e difeso il proprio lavoro. È uno schiaffo ai lavoratori che hanno presidiato i cancelli, alle famiglie che vivono nell'incertezza, ad una città intera che si è schierata in difesa della sua storia industriale.</p>
<p>È un insulto a Genova.</p>
<p>Un insulto alle istituzioni, al Comune, alla Regione, alla Curia, alle forze politiche e sociali che, al di là delle appartenenze, hanno compreso che difendere l'acciaio significa difendere occupazione, dignità e futuro.</p>
<p>Ma c'è una responsabilità che non può più essere nascosta.</p>
<p>Questa situazione è il risultato di anni di rinvii, promesse mancate e scelte politiche fallimentari. Il Governo non può continuare a limitarsi al ruolo di spettatore. Chi governa il Paese ha il dovere di assumersi fino in fondo la responsabilità di garantire il futuro della siderurgia italiana, degli stabilimenti e dei lavoratori.</p>
<p>Il tempo delle parole è finito.</p>
<p>Se qualcuno pensa di scaricare sui lavoratori il prezzo delle proprie incapacità e delle proprie contraddizioni, troverà una risposta ferma e determinata.</p>
<p>La lotta di questi giorni non è stata un episodio. È l'inizio di una mobilitazione che non si fermerà davanti a decisioni prese nelle stanze del potere e comunicate nel cuore della notte come se i lavoratori fossero numeri e non persone.</p>
<p>Genova non si piega.</p>
<p>Genova ha costruito navi, acciaio, lavoro e sviluppo per questo Paese. Nessuno pensi di poter cancellare questa storia con una PEC inviata di notte.</p>
<p>Lunedì mattina i lavoratori siderurgici si ritroveranno davanti ai cancelli della fabbrica per decidere insieme le iniziative di lotta necessarie a difendere occupazione, salario e futuro.</p>
<p>Perché senza lavoro non c'è dignità.</p>
<p>Perché senza industria non c'è futuro.</p>
<p>Perché chi colpisce gli operai colpisce Genova.</p>
<p>Ora basta</p>
<p>Coordinamento USB Adiinas GENOVA</p>
<p>Federazione USB Genova</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 15:00:46 +0200</pubDate>
                        <title>Martedì 20 ottobre prossimo dalle ore 11.00 alle ore 13.00 è indetta un assemblea di tutti i lavoratori dell&#039;Ente</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Martedì&nbsp;20&nbsp;ottobre&nbsp;prossimo&nbsp;dalle&nbsp;ore&nbsp;11.00&nbsp;alle&nbsp;ore&nbsp;13.00&nbsp;è&nbsp;indetta&nbsp;un&nbsp;assemblea&nbsp;di&nbsp;tutti&nbsp;i&nbsp;lavoratori&nbsp;dell'Ente&nbsp;presso&nbsp;la&nbsp;sala&nbsp;multimediale&nbsp;Ilaria&nbsp;Alpi&nbsp;e&nbsp;Miran&nbsp;Hrovatin.<br /> Ordine&nbsp;del&nbsp;giorno:&nbsp;Contrattazione&nbsp;decentrata&nbsp;2026&nbsp;e&nbsp;&nbsp;Sciopero&nbsp;Generale&nbsp;del&nbsp;30&nbsp;ottobre.<br /> Importante&nbsp;partecipare&nbsp;e&nbsp;fare&nbsp;sentire&nbsp;la&nbsp;propria&nbsp;voce;&nbsp;la&nbsp;piattaforma&nbsp;dello&nbsp;sciopero&nbsp;è&nbsp;incentrata&nbsp;sul&nbsp;caro&nbsp;vita:&nbsp;ogni&nbsp;mese&nbsp;lavorare&nbsp;ci&nbsp;osta&nbsp;di&nbsp;più&nbsp;e&nbsp;il&nbsp;salario&nbsp;vale&nbsp;di&nbsp;meno!&nbsp;<br /> Permangono&nbsp;comunque,&nbsp;e&nbsp;sono&nbsp;anche&nbsp;collegate&nbsp;fra&nbsp;loro,&nbsp;le&nbsp;questioni&nbsp;legate&nbsp;al&nbsp;riarmo, alle&nbsp;guerre&nbsp;e&nbsp;al&nbsp;genocidio&nbsp;del&nbsp;popolo&nbsp;palestinese.&nbsp;<br /> Sciopera&nbsp;e&nbsp;aderisci&nbsp;all'USB!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 13:23:15 +0200</pubDate>
                        <title>Modello Salis: profitti ai privati e lavoro povero per il futuro della cultura dei musei civici di Genova</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Modello Salis: profitti ai privati e lavoro povero per il futuro della cultura dei musei civici di Genova</p>
<p>Da mesi i lavoratori e le lavoratrici della cultura di Genova portano avanti un confronto serrato con l’amministrazione in merito al nuovo partenariato pubblico - privato (anche nominato PPP) che prevede di cristallizzare le esternalizzazioni dei musei civici per un tempo medio- lungo.</p>
<p>Cosa significa veramente ? il comune di Genova vuole mettere in capo al privato gli oneri di manutenzione e investimento sui poli museali, mantenendo la direzione culturale e artistica dei musei e il controllo sul costo della bigliettazione, costo che si è premurata di aumentare dal 01/01/26 prima dell’eventuale attuazione del PPP. In questo modello le entrate andranno direttamente nelle casse del privato (aumentate ad hoc), mentre il comune manterrà la gestione politica.</p>
<p>Da mesi l’USB lavoro privato insieme alla RSU del Comune di Genova è ai tavoli con l’Assessore Montanari per discutere di come si intenda vigilare sulle condizioni di lavoro del futuro PPP e quali vincoli intenda porre in essere il comune come stazione appaltante, con particolare riferimento al CCNL Federculture, riconosciuto come l’unico vero contratto di riferimento del settore.</p>
<p>Dopo sei mesi di promesse e impegni da parte dell’amministrazione si è rivelato l’intoppo che USB denunciava da mesi: il ppp prevede che sia direttamente il progetto del proponente privato ad essere messo a gara, il cui piano economico finanziario è calcolato sul CCNL coop. sociali: un contratto povero, senza adeguate tutele e soprattutto che non è quello di settore.</p>
<p>Al tavolo tecnico che si è tenuto ieri in comune l’ufficio tecnico ha inizialmente finto che la questione non fosse nota, successivamente riletto insieme il verbale del tavolo precedente ha dovuto ammettere l’errore. Il PEF del proponente privato inoltre è stato dichiarato di pubblico interesse, ma quali controlli sono stati fatti sul CCNL? Il pubblico interesse del comune di Genova è quindi quello di cristallizzare l’esternalizzazione dei musei civici per nove anni proponendo come base di gara il CCNL cooperative sociali, tra i più poveri d’Italia, scaricando i costi sui lavoratori?</p>
<p>Questa situazione è semplicemente inaccettabile, devono esserne informati i lavoratori e la cittadinanza.</p>
<p>Il comune ha ribadito, solo dopo una lunga discussione, che valuterà l’inserimento del federculture e di punteggi premiali a chi si presenterà alla gara con quel contratto e garantendo nove euro l’ora di salario minimo.</p>
<p>Come lavoratori e lavoratrici siamo indignati e indignate della mancata assunzione di responsabilità da parte del Comune, che al netto di tante belle parole, sta facendo uscire una proposta, assunta dal proponente privato, calcolata sul ccnl cooperative sociali, con un disciplinare che attribuisce punteggi premiali non vincolanti.</p>
<p>A questo punto le conseguenze di questo progetto divengono chiarissime: il comune ha già aumentato il costo della bigliettazione che nel breve periodo sarà tutta in tasca al privato e ha scelto un progetto, appunto quello del ppp, che per una serie di ragioni legali e burocratiche (che facevamo presenti da mesi come o.s.) avrà una gara con un PEF fondato su uno dei contratti più poveri del paese.</p>
<p>La cultura non è solo direzione culturale ma dovrebbe ridare dignità alla parola lavoro, ad oggi assente al netto dell’assenza di tutele e meccanismi di monitoraggio concreti.</p>
<p>Il 30 ottobre anche come cultura saremo in sciopero generale, contro un modello liberale che ci vuole sempre più poveri e privatizzati, senza differenze da destra a sinistra.</p>
<p>Unione Sindacale di Base</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 16:40:18 +0200</pubDate>
                        <title>Nasce a Genova il coordinamento delle cooperative sociali USB.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/nasce-a-genova-il-coordinamento-delle-cooperative-sociali-usb-1641.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nasce a Genova il coordinamento delle cooperative sociali USB.<br /> <br /> Chi siamo – Lavoratori e lavoratrici delle cooperative sociali che operano nei servizi all’interno di appalti territoriali e nazionali. Siamo la spina dorsale del welfare, ma restiamo invisibili e sottopagati.<br /> <br /> Cosa vogliamo – Conoscere i nostri diritti sul posto di lavoro, ottenere migliori condizioni salariali e di sicurezza e avviare percorsi concreti per il rinnovo del contratto nazionale e l’internalizzazione dei servizi.<br /> <br /> Come lo vogliamo – organizzandoci nel sindacato tramite una rete di delegati e delegate, nella consapevolezza che gli interessi dei lavoratori e dell’utenza sono gli stessi e insieme possiamo invertire la rotta.<br /> <br /> Cosa combattiamo – Siamo contrari alla privatizzazione e allo smantellamento del welfare che scarica i costi su chi lavora. Combattiamo l’economia di guerra, che sottrae risorse allo stato sociale e ai nostri salari.<br /> <br /> Ti&nbsp;&nbsp;serve supporto sindacale? Hai dubbi sul contratto? Ti senti poco sicura sul posto di lavoro?<br /> <br /> <br /> Contatti - genova.coopsociali@usb.it<br /> Canale whatsapp info: <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwhatsapp.com%2Fchannel%2F0029Vb8o1vm1XquTxwEqad0Y%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAcGRvZgVicmlkETFURXRTTGk2TzZtMTZGdHU2c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHtxEtgx8irWj0KXSmdq6A2FEwT12vURSsM9Z5uMq1LvenRCWWVpqgbNniglr_aem__PYhY3LrIKAj3b9hy3Xjtw&amp;h=AUDWrrtRa7nOZmu70BFehbx2y00F7iVt9vk4BLeplquaYDa0WDDqal-x1g5zu3SQ-IMWO1tXAfygv3eHi5_5ih1RS780rvgzvqdA09kn64NjGLsSz6gijZRJt-Y_KfnaJVdKNoXiaPtYWDK8xKmX6Q&amp;__tn__=-UK*F&amp;c[0]=AUAHKs7ATgoLjKVPbEe633CQD421ev7f4-ZdoIbHEPPwCz6wQqSL8xBooDe_kIyqTWXYXAA1Tcjc0XWoJS5xw7s8qBXy-w1UiQC3eFfPlwjUSq-f6-VO5PA72FnKjogvBe9SKhUW65VqZKJQwDvTNtAa" target="_blank" rel="noreferrer nofollow" role="link" tabindex="0">https://whatsapp.com/channel/0029Vb8o1vm1XquTxwEqad0Y</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:43:03 +0200</pubDate>
                        <title>COMUNE DI GENOVA: CHE FINE HA FATTO LO STATO D’AGITAZIONE?  QUALI RISULTATI? QUALI CADUTE? QUALI PROSPETTIVE?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/comune-di-genova-che-fine-ha-fatto-lo-stato-dagitazione-quali-risultati-quali-cadute-quali-prospettive-1245.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>COMUNE DI GENOVA: CHE FINE HA FATTO LO STATO D’AGITAZIONE?</p>
<p>QUALI RISULTATI? QUALI CADUTE? QUALI PROSPETTIVE?</p>
<p>Come noto, lo scorso 19 settembre è stato revocato, con decisione condivisa, lo stato d'agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Genova, proclamato lo scorso 22 luglio, unitariamente, dalla RSU e dalle OO.SS. territoriali di categoria, USB inclusa, sulla base della volontà espressa dall'Assemblea generale di Ente tenutasi in data 15 giugno.</p>
<p>Ricordiamo, inoltre, come, a fronte dell’azione intrapresa, a partire dal presidio davanti alla Prefettura, alla successiva suddetta proclamazione, al relativo immediato blocco del lavoro straordinario nonché all’implicita minaccia di ricorso allo sciopero, la Civica Amministrazione abbia accettato di attivare un confronto su tutte le problematiche incluse nella piattaforma rivendicativa elaborata dal fronte sindacale, rispetto alle quali si esigevano risposte ed impegni concreti e ravvicinati nel tempo. A tal fine erano stati calendarizzati specifici tavoli tematici, ai quali erano chiamati a partecipare Assessori e Direttori di riferimento..</p>
<p>Terminato il suddetto percorso, sulla base di quanto ottenuto (e di quanto non ottenuto …), sarebbe stato consequenziale procedere con lo svolgimento di una nuova assemblea generale di Ente, nel corso della quale esporre i risultati dei singoli incontri e alla quale sottoporre il fondamentale quesito: revocare lo stato d'agitazione oppure andare verso le azioni di lotta che un mancato accordo avrebbe necessariamente comportato?</p>
<p>La posizione di USB è stata chiara fin da subito: la parola all’<strong>Assemblea!</strong></p>
<p>Eravamo consapevoli del fatto che le tempistiche avrebbero reso complicato riuscire a convocarla per tempo: i 90 giorni previsti dalla normativa per la conclusione del percorso sarebbero scaduti a breve (per l’esattezza, il 20 settembre).Ma l’assemblea si sarebbe potuta e dovuta fare comunque, eventualmente anche dopo la decadenza o la revoca dello stato d’agitazione, nella prospettiva eventuale di indirne uno ulteriore.</p>
<p>Purtroppo, non tutte le OO.SS., come neppure l’intera RSU, erano di quest’avviso. Quest’ultima, infatti, ha deciso a maggioranza per un’assemblea di Ente di carattere informativo. Noi crediamo, invece, che quell’assemblea, quando si farà (al più presto, secondo noi),dovrà esprimersi sulla prospettiva d’un nuovo stato d’agitazione, da indire:</p>
<p>- qualora l’Amministrazione non rispetti TUTTI gli impegni fin qui assunti;</p>
<p>- qualora l’Amministrazione non assuma ulteriori impegni riferiti al piano assunzionale: quanto meno, garanzia del 100% del turn-over anche per il 2027 e per il 2028, oltre che per l’anno in corso, come già definito (turn-over al 102%);</p>
<p>- qualora l’Amministrazione non si impegni a rinunciare ad ulteriori esternalizzazioni dei servizi, subordinando, inoltre, l’attivazione di nuovi servizi (auspicabile) ad ulteriori incrementi degli organici (ineludibili).</p>
<p>SINTESI DEI PRINCIPALI IMPEGNI ASSUNTI DALLA CIVICA AMMINISTRAZIONE</p>
<p><strong>Organici – Piano assunzionale. </strong></p>
<p>Impegni: 4,5 milioni di euro aggiuntivi destinati alle assunzioni, così distribuiti:</p>
<p>- 2026: 500 mila euro = 57 assunzioni in più = totale 255assunzioni(turn-over al 102%)</p>
<p>- 2027: 4 milioni di euro = 62 assunzioni in più = totale 187 assunzioni(turn-over al 75% rispetto al previsto 50%)</p>
<p><strong>Servizi educativi 0-6</strong>. Per quanto concerne il 2026 si è garantito il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027. Per gli anni a seguire, vale quanto scritto rispetto alle prospettive assunzionali.</p>
<p><strong>Sostegno alla disabilità nello 0-6</strong>. Impegno: stanziamento di 250.000 euro, finalizzati a garantire il sostegno alla disabilità anche negli Asili Nido, con revoca della Determinazione Dirigenziale che ne decretava la sospensione.</p>
<p><strong>Microclima e Sicurezza. Impegni</strong>:1. Avvio della mappatura completa degli edifici critici dal punto di vista microclimatico, con definizione dei criteri e delle priorità di intervento. Incremento delle risorse destinate agli interventi strutturali relativi a sicurezza degli edifici e microclima, fino ad un totale di 1 milione e 800 mila euro in 3 anni.</p>
<p><strong>Servizi Sociali</strong>. Impegni:Garanzia del mantenimento dell’attuale consistenza degli organici per tutti i profili, con verifica della sostenibilità degli interventi sul territorio rispetto alla suddetta dotazione di personale.</p>
<p><strong>Sistema Cultura (Musei e Biblioteche)</strong>. Impegni: 1. assicurare e mantenere il 100% degli organici come fotografato al 01/01/2026.</p>
<p>2. Indizione nel 2027 di un concorso per il profilo di Istruttore di Biblioteca</p>
<p>3. Impegno a non esternalizzare il Museo del Risorgimento e il Museo Chiossone, mantenendone, pertanto, la gestione diretta.</p>
<p><strong>Servizi operai.</strong> Impegni: 1. 2026: garantito il turn over al 100%; 2027/2028: assunzione di 17 operatori.</p>
<p>2. Ricognizione delle attrezzature in uso (adeguatezza e sicurezza) e dei fabbisogni di acquisto (risorse in conto capitale residue);</p>
<p>3. Verifica dei vincoli di mansionario del personale operaio e degli aspetti di sicurezza correlati.</p>
<p><strong>Servizi tecnici. </strong>Impegni:1. Implementazione del personale amministrativo nelle aree tecniche; 2.In caso di utilizzo del proprio veicolo per esigenze di servizio, garanzie delle stesse prerogative di circolazione dei veicoli di servizio (strisce gialle e parcheggi); 3. implementazione del parco autoveicoli e degli interventi di manutenzione.</p>
<p><strong>Turismo (IAT)</strong>. Impegni: 1. revisione degli orari di lavoro;</p>
<p>2. revisione delle indennità collegate alle condizioni di lavoro in sede di contrattazione integrativa;</p>
<p>3. Risoluzione delle problematiche relative alla sicurezza e alle condizioni di disagio.</p>
<p><strong>Servizi civici e cimiteriali.</strong> Municipi. Impegni: 1. monitoraggio delle problematiche organizzative e verifica delle soluzioni che saranno adottate;</p>
<p>2. assegnazione di 1 Funzionario Tecnico al Cimitero di Staglieno e 1 Istruttore Tecnico presso la Direzione Servizi Cimiteriali;</p>
<p>3. valutare l’attivazione di nuove progressioni verticali ordinarie nel PIAO 2027-2029;</p>
<p><strong>Straordinario </strong>– Banca Ore. Istituzione, in via sperimentale, della Banca Ore per la gestione dello straordinario. Il conferimento alla Banca Ore delle ore di straordinario effettuate garantisce il pagamento immediato della maggiorazione prevista. Non soddisfa, però, quanto prospettato in merito al budget annuale dedicato(€ 180.000 su 900.000 complessivi), che manterrà l’attuale gestione di gran parte del lavoro straordinario al di fuori del quadro contrattuale.</p>
<p><strong>Lavoro Agile (Smartworking).</strong> Trasmissione di una circolare che garantisce, per le attività “smartabili”, un minimo di 2 giorni a settimana di fruizione dello smartworking, su richiesta del dipendente. Eventuali dinieghi dovranno essere motivati tramite nota scritta e comunicati alla Direzione del Personale.</p>
<p>Quanto sopra riassume le principali considerazioni che hanno spinto USB a sottoscrivere la sospensione dello stato d’agitazione, lo scorso 7 luglio, unitamente alla disponibilità dell’Amministrazione,già ricordata, di affrontare tutte le problematiche presenti nella piattaforma rivendicativa Lo abbiamo fatto in risposta ad un’apertura apprezzabile, da parte dell’ Amministrazione stessa, pur non giudicando comunque soddisfacente il suddetto impegno. Su questo aspetto, ribadiamo, la partita continua.</p>
<p>USB considera quanto sopra come un punto di partenza, purtroppo insufficiente rispetto alla gravità della situazione. Attende, pertanto, alla prova dei fatti l’Amministrazione, richiedendole ulteriore disponibilità per il proseguimento del percorso fin qui intrapreso, al fine di concordare soluzioni più avanzate che salvaguardino pienamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, rispondendo,allo stesso tempo, ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Funzioni Locali Liguria &lt;liguria.pubblicoimpiego@usb.it&gt; 5-10-2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:13:33 +0200</pubDate>
                        <title>Proseguire il confronto con l’Amministrazione. La parola ai lavoratori.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/proseguire-il-confronto-con-lamministrazione-la-parola-ai-lavoratori-0715.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Proseguire il confronto con l’Amministrazione. La parola ai lavoratori.</p>
<p>I prossimi mesi saranno molto importanti per i lavoratori del Comune di Genova e per i cittadini della nostra città.</p>
<p>Il Governo si appresta ad approvare l’ennesima legge finanziaria lacrime e sangue, Il Comune di Genova dovrà approvare l’ennesimo bilancio che dovrà fare i conti con nuovi tagli.</p>
<p>Ma non solo. Il Bilancio sarà condizionato dall’aumento enorme dei costi energetici. Pensiamo solo al costo del riscaldamento.</p>
<p>Il nostro paese è entrato in un’economia di guerra sostenendo spese esorbitanti per gli armamenti. Il che dimostra che i soldi ci sarebbero per migliorare le condizioni di vita delle persone. Peccato che la Destra e parte della “Sinistra” abbiano scelto che sia più importante riarmare il paese, anche con il sostegno di alcuni sindacati concertativi che sostengono apertamente il governo Meloni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lavoratori e cittadini sono allo stremo.</p>
<p>Salari i più bassi di tutto il Pubblico Impiego, prezzi dei beni di prima necessità alle stelle, sanità pubblica in smantellamento e aumento dei ticket sanitari, affitti insostenibili e case carissime.</p>
<p>Dopo i blocchi delle assunzioni e delle retribuzioni dei decenni scorsi, i dipendenti del Comune di Genova si trovano ad affrontare carichi di lavoro enormi ed ingestibili con situazioni personali che non aiutano.</p>
<p>Talmente grave la situazione organizzativa e lavorativa che, come ha dichiarato il Segretario Generale, sempre più dipendenti, compresi Dirigenti ed EQ, cercano di emigrare in altri settori del P.I. dove ci sono salari più alti, creando buchi operativi e gestionali.</p>
<p>È evidente che la situazione si aggraverà piuttosto che risolversi.</p>
<p>Il confronto di questi mesi con l’Amministrazione (che è già in campagna elettorale in vista delle politiche del 2027) ha portato qualche buon risultato, ma anche tante parole al vento.</p>
<p>La parte politica ha dimostrato tutta la propria debolezza perché responsabile delle scelte nefaste dei decenni scorsi, principalmente rivendicando le poche manovre fatte da quando si sono insediati.</p>
<p>Più sul pezzo la “delegazione trattante” con la maggior parte dei funzionari e dei dirigenti che hanno dimostrato di aver bene presente la situazione e le cause del malessere dei lavoratori e dei cittadini.</p>
<p>Da questo occorre ripartire.</p>
<p>USB P.I. ha deciso di mettere la propria firma sul verbale conclusivo del lungo confronto estivo con l’Amministrazione, un ringraziamento particolare ai nostri delegati/e che hanno partecipato attivamente e a tutti i lavoratori del Comune che hanno supportato tecnicamente questo faticoso percorso.</p>
<p>Firmiamo, non pienamente soddisfatti del risultato finale, per poter partecipare all’assemblea dei lavoratori del Comune di Genova, nonostante qualche titubanza di altre sigle sindacali e la clausola che solo le sigle firmatarie della revoca dello stato di agitazione avranno diritto di partecipare come moderatori. Lo ha deciso l’assemblea plenaria della RSU di giovedì 16/09.</p>
<p>Firmiamo per garantire, come moderatori, la parola a tutti i lavoratori.</p>
<p>Firmiamo perché in questo momento è meglio avere le informazioni un attimo prima piuttosto che un attimo dopo, per informare i lavoratori in tempo reale.</p>
<p>Firmiamo per riportare il confronto nei giusti termini. Che vuol dire anche meno spese militari e più benessere sociale. Se davvero il prossimo decreto P.A. toglierà tutti i vincoli sulle assunzioni, il Comune non avrà giustificazioni e dovrà coprire il turn over anche nei prossimi anni.</p>
<p>Firmiamo per poter riaprire con più decisione la vertenza nel momento esatto in cui verranno disattesi gli impegni presi.</p>
<p>Invitiamo tutti i lavoratori a comunicarci cosa ne pensano e, soprattutto, a partecipare all’assemblea che verrà convocata, a prescindere dall’adesione ad una sigla sindacale o ad un’altra o dal non essere iscritti a nessuna.</p>
<p>È il momento di alzare il livello di attenzione e partecipazione di tutti i lavoratori del Comune di Genova.</p>
<p>L’autunno sarà caldo, molto caldo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Funzioni Locali Liguria</p>
<p>Verbali tavoli tematici</p>
<p><a href="https://drive.google.com/drive/folders/1LwydyKTzdWsXfqSll6cRYQh_UbiJV7fk?usp=sharing" target="_blank" rel="noreferrer">https://drive.google.com/drive/folders/1LwydyKTzdWsXfqSll6cRYQh_UbiJV7fk?usp=sharing</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB FEDERAZIONE REGIONALE - LIGURIA</p>
<p>Via A. Cantore 16149 Genova - tel. 010416934 – 3452273436</p>
<p>www.genova.usb.it e-mail: <u><a href="mailto:liguria@usb.it">liguria@usb.it</a></u></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:38:22 +0200</pubDate>
                        <title>Liguria. ARRETRATI INDENNITA’ PRONTO SOCCORSO E TASSAZIONE SEPARATA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/liguria-arretrati-indennita-pronto-soccorso-e-tassazione-separata-0645.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>ARRETRATI INDENNITA’ PRONTO SOCCORSO E TASSAZIONE SEPARATA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’art.17 del TUIR recita:</p>
<p>“1. L’imposta si applica separatamente sui seguenti redditi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>b) emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volonta’ delle parti, compresi i compensi e le indennita’ di cui al comma 1 dell’articolo 50&nbsp;e al comma 2 dell’articolo 49;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A nostro avviso pertanto gli arretrati delle indennità di pronto soccorso andavano erogati non sommando le cifre con l’imponibile del reddito del mese in cui sono stati erogati ma in tassazione separata e non ci risulta che in tutte le aziende sanitarie e IRCCS l’accredito sia stato erogato con questa modalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo allora effettuato un accesso agli atti presso l’Agenzia delle Entrate lombarda la quale, in risposta ad un interpello inerente la corretta tassazione degli arretrati delle indennità di pronto soccorso, ha confermato la nostra ipotesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo inviato una richiesta di intervento all’Assessore alla Sanità ligure Dr.Massimo Nicolo’ affinchè ai lavoratori e alle lavoratrici operanti venga restituito quanto indebitamente erogato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resta il rammarico che, ancora una volta, un qualunque dirigente della sanità ligure non si sia posto il dubbio a tutela dei propri lavoratori e lavoratrici impegnati a salvare le nostre vite,ogni giorno, nei nostri pronto soccorsi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usb Sanita’ Liguria Genova,04/09/2026</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 15 Sep 2026 14:38:42 +0200</pubDate>
                        <title>Solidarietà ai Lavoratori di Ericsson.  Per una nuova politica industriale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/solidarieta-ai-lavoratori-di-ericsson-per-una-nuova-politica-industriale-1440.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Solidarietà ai Lavoratori di Ericsson</p>
<p>Per una nuova politica industriale</p>
<p>Nella mattinata di oggi, lunedì 14 settembre, Lavoratrici e Lavoratori di Ericsson sono in mobilitazione</p>
<p>contro l’ennesima procedura di licenziamento collettivo imposto dall’azienda.</p>
<p>La multinazionale svedese intende lasciare a casa 131 persone su poco più di 300 addetti</p>
<p>complessivi del sito genovese. A loro va la nostra solidarietà e il supporto nei confronti di tutte le</p>
<p>iniziative che intenderanno attuare per tutelare il proprio posto di lavoro.</p>
<p>La situazione che coinvolge i colleghi è particolarmente grave perché costituisce l’ultimo tassello di</p>
<p>un dissanguamento decennale. Ericsson, infatti, ha tagliato ben 527 posti di lavoro in 12 anni, la</p>
<p>stragrande maggioranza dei quali di alta specializzazione e competenza.</p>
<p>Ciò dimostra la totale inconsistenza di tanta retorica sparsa negli anni circa le “competenze”:</p>
<p>qualifiche, formazione ecc. NON sono sinonimo di maggior tutela e sicurezza del lavoro.</p>
<p>Il padrone, quando vuole fare cassa taglia e poco importa che si tratti di operai, fattorini, impiegati o</p>
<p>ingegneri – e grazie all’introduzione dell’IA nei processi produttivi andrà sempre peggio!</p>
<p>La situazione odierna impone anche di chiamare tutto il ceto politico alle proprie responsabilità: il</p>
<p>trentennale processo di deindustrializzazione con annessi licenziamenti di massa e impoverimento</p>
<p>del Paese è il risultato dell’inesistente politica industriale che ha consegnato lo sviluppo sociale –</p>
<p>italiano ed europeo – agli umori del mercato.</p>
<p>Umori per i quali la politica – dalla Commissione UE a ogni governo nazionale – getta miliardi nella fornace di armi e guerre mentre i posti di lavoro “civili” e i servizi muoiono.</p>
<p>È sulla base di questa consapevolezza che, come USB, continuiamo a rivendicare una politica</p>
<p>industriale che smetta di essere la stampella del profitto, ma divenga strumento di sviluppo e</p>
<p>miglioramento delle condizioni lavorative e di vita di Lavoratrici e Lavoratori di ogni genere e settore.</p>
<p>Genova 14/09/2026</p>
<p>USB Istituto Italiano di Tecnologia</p>
<p>USB Lavoro Privato – Coordinamento Provinciale di Genova – Via Cantore 29/2, Scala A – 16149 Genova</p>
<p>Tel: 010416934 – Fax: 010466106 – www.usb.it – liguria@usb.it</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
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                        <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 20:36:34 +0200</pubDate>
                        <title>LA PRIMA COPIA DELLA CARTELLA CLINICA DEVE ESSERE RILASCIATA IN FORMA GRATUITA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/la-prima-copia-della-cartella-clinica-deve-essere-rilasciata-in-forma-gratuita-2037.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Genova, 04/09/2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA PRIMA COPIA DELLA CARTELLA CLINICA DEVE ESSERE RILASCIATA IN FORMA GRATUITA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’art.15 par.3 del Regolamento Europeo sulla Privacy e la Sentenza C-307/22 della Corte di Giustizia della Corte Europe stabiliscono che la prima copia della cartella clinica(sia in formato cartaceo che digitale) debba essere rilasciata in forma gratuita.</p>
<p>Abbiamo allora eseguito un accesso agli atti agli ospedali e Irccs della Regione Liguria. Sono arrivate diverse risposte interessanti come Asl1, Asl5 e Asl3che hanno recepito i succitati Regolamenti e Sentenze. Nel caso dell’Evangelico è giunta risposta positiva ma sul sito appaiono le tariffe per il rilascio. Al Galliera, Irccs Gaslini Asl1 e San Martino il rilascio appare a pagamento</p>
<p>Sembra esservi un po' di confusione e mancati controlli.</p>
<p>Invitiamo l’attuale assessore alla sanità ad obbligare ospedali e Irccs al rilascio della prima copia in maniera gratuita. e/o nel caso sia obbligatorio non trattare la richiesta di prima copia della cartella clinica come semplice richiesta di atto amministrativo rendendo obbligatoria sui siti della PA la differenziazione ed invitare l’utenza a scrivere nella richiesta:</p>
<p>“Istanza di accesso ai dati personali ex art.15 Regolamento UE2016/679-richiesta di prima copia della cartella clinica.</p>
<p>DUE QUESTIONI IMPORTANTI:</p>
<p>-L’art.2 comma 2 della L.241/90 dispone che le PA devono rispondere ad istanze dei cittadini entro 30 gg (tranne in casi particolari previsti dai commi 3-4-5 ma non è questo il caso)</p>
<p>-Nessun sito degli ospedali liguri riporta l’esatta dicitura con cui il cittadino possa richiedere la prima copia della cartella gratuitamente sia cartacea che Pec ovvero:</p>
<p>“Richiesta prima copia cartella clinica ai sensi dell’Art.15 del Regolamento UE 2016/679 (GPDR) e alla luce della Sentenza della Corte di Giustizia UE del 26 Ottobre 2023”</p>
<p>-Asl1: non ha fornito risposta; prima copia cartacea a pagamento</p>
<p>-Asl2: ha fornito risposta; prima copia anche cartacea gratuita citando Sentenza della Corte di Giustizia Europea</p>
<p>-Asl3: non ha fornito risposta; sul sito indica la consegna allo sportello di prima copia della cartella gratuita</p>
<p>-Asl4:non ha fornito risposta; prima copia cartella gratuita riportato sul sito</p>
<p>-Asl5: ha fornito risposta;prima copia cartella clinica gratuita riportata correttamente sul sito citando la Sentenza della Corte di Giustizia Europea</p>
<p>-Ospedale San Martino:non ha fornito risposta; sul sito non sono direttamente inserite le cifre; sul PIAO è citata la fase “consegna a pagamento”. Non ha risposto e non si dispone di cifre</p>
<p>-IRCCS Gaslini: non ha risposto; prima copia cartella clinica a pagamento con tariffario sul sito</p>
<p>-Ospedale Galliera: ha fornito risposta indicando i tariffari presenti sul sito. Pec gratuita, cartacea a pagamento</p>
<p>-Ospedale Evangelico: ha fornito risposta indicando come prima copia cartella gratuita ma sul link inviatoci sono ancora presenti i tariffari forse per un mancato aggiornamento del sito</p>
<p>Come O.S. Usb invieremo tutta la documentazione al Garante della Privacy. Non ci interessano eventuali sanzioni ma che venga rispettato il diritto della cittadinanza da parte delle dirigenze ospedaliere liguri sia per la questione posta sia per la risposta agli accessi entro 30 giorni.</p>
<p>Cittadinanza e lavoratori richiedono trasparenza e rispetto delle leggi da parte delle Istituzioni</p>
<p><br /> Usb Sanità Liguria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 07:27:43 +0200</pubDate>
                        <title>STATO D&#039;AGITAZIONE: LA PAROLA  ALL&#039;ASSEMBLEA</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/stato-dagitazione-la-parola-allassemblea-0731.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>STATO D'AGITAZIONE: LA PAROLA&nbsp; ALL'ASSEMBLEA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come noto, lo stato d'agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Genova, attualmente sospeso, è stato proclamato unitariamente dalla RSU e dalle OO.SS. sulla base della volontà espressa dall'Assemblea generale del 15 giugno scorso.</p>
<p>La decisione assunta nasceva dalle crescenti difficoltà e dal profondo disagio vissuti all'interno dell'Ente, con particolare riferimento alle carenze d'organico, presenti in tutte le situazioni.</p>
<p>La nota con cui si comunicava al Prefetto l'indizione dello stato d'agitazione, nella relativa piattaforma rivendicativa individuava tutte le gravi criticità con cui chi responsabilmente eroga i servizi alla Città deve quotidianamente fare i conti.</p>
<p>E chiedeva alla Civica Amministrazione risposte concrete e ravvicinate nel tempo.</p>
<p>Ed è così che, oggi, avvicinandosi il termine di quel percorso, USB ritiene fondamentale che si convochi un'Assemblea generale nel corso della quale OO.SS. ed RSU dovranno restituire, senza ambiguità, le risposte dell’Amministrazione, pervenute nell'ambito dei tavoli tematici attivati in questi ultimi 60 giorni.</p>
<p>Siamo consapevoli del fatto che i giudizi delle diverse OO.SS. e della RSU circa quanto sopra potrebbero non coincidere.</p>
<p>A maggior ragione, riteniamo fondamentale che sia l'Assemblea ad esprimersi nel merito: chiudere lo stato d'agitazione oppure andare verso le azioni di lotta che un mancato accordo non potrà che comportare?</p>
<p>Per quanto ci concerne, le risposte fin qui ricevute non ci convincono affatto, soprattutto in merito a quella che si prospetta essere la situazione degli organici negli anni a venire: per l'anno 2027 il turn over è fissato al 75%, mentre per il 2028 è fissato addirittura al 50%. Un bagno di sangue, data la già drammatica situazione attuale.</p>
<p>La posizione di USB è netta: ogni decisione dovrà comunque emergere dal confronto in seno all'Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Genova !!!Per garantire la massima trasparenza, USB proporrà a tutte le OO.SS. e alla RSU di rendere pubblici i verbali delle riunioni finora svolte in bacheca sindacale e sulla intranet, affinché ogni lavoratore e ogni lavoratrice possa verificare personalmente quanto emerso.</p>
<p>Genova, 04/09/2026&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; USB P.I. FF.LL. Liguria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 19:17:49 +0200</pubDate>
                        <title>HANNO QUALCOSA IN COMUNE IL FANTOMATICO PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E IL NUOVO OSPEDALE GALLIERA?</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/hanno-qualcosa-in-comune-il-fantomatico-ponte-sullo-stretto-di-messina-e-il-nuovo-ospedale-galliera-1919.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>HANNO QUALCOSA IN COMUNE IL FANTOMATICO PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E IL NUOVO OSPEDALE GALLIERA?</p>
<p>Chi segue le dinamiche governative saprà già l'infinita e ultratrentennale storia del fantomatico ponte sullo stretto di Messina. Dopo circa 40 anni, e miliardi di euro spesi, la “stupefacente opera sospesa” nello stretto non è stata ancora realizzata ma continua a produrre prebende agli addetti ai lavori. Quelli nominati dai vari governi di turno. Ovviamente parliamo di miliardi di fondi pubblici spesi e derivanti dal sistema della tassazione generale a carico dei cittadini contribuenti!</p>
<p>Ora da circa venticinque anni si parla di un nuovo ospedale Galliera. Il primo “spot” risale all'anno 2001. Allora, come risulta dalla documentazione dell'epoca, l'ospedale della Duchessa aveva attivi circa 600 posti letto. Ed erano gli anni in cui il Galliera era stato oggetto di un significativo piano di ristrutturazioni dei padiglioni ottocenteschi (veniva definito il progetto Galliera 2000). Un lavoro eccellente che ancora oggi è visibile e soprattutto è servito per mantere attivi e funzionali diversi reparti e ambulatori nei vari padiglioni storici. Peccato che, appena è partita la campagna (soprattutto mediatica) sul nuovo ospedale, i lavori di ristrutturazione e di mantenimento della struttura ottocentesca sono rimasti fermi al palo! Nel 2008 viene pubblicato un primo “plastico” inerente il nuovo Galliera. Ma dopo qualche anno, essendo il primo disegno molto impattante sull'area dove verrebbe realizzato, viene pubblicato un nuovo progetto che rimane valido sino a qualche giorno fa. Ma ora si cambia! Dopo anni di legittimi ricorsi giudiziari e dopo numerosi contenziosi legali, tutt'ora non conclusi, i vertici aziendali in pieno periodo ferragostano hanno deciso che il nuovo ospedale, così come ci era stato propinato, non si farà più! Ma allo stesso tempo iniziano nuovamente a “pianificare” un nuovo padiglione! Incredibile ma vero! La notizia diffusa dagli organi d'informazione lascia basiti e increduli tantissimi lavoratori e tutta la cittadinanza che segue questo tema scottante. Ma noi dell'USB Liguria eravamo convinti, fin dal primo minuto, che l'operazione nuovo Galliera non aveva le fondamenta per poter essere realizzata. L'avevamo denunciato pubblicamente e a più riprese con comunicati stampa. I motivi erano/sono diversi e tutt'ora rimangono validi! Però ora molto sommessamente ci chiediamo. Chi restituirà i milioni di euro di fondi pubblici spesi per gli incarichi di consulenza, per la progettazione e per tutto l'iter avviato oltre 17 anni fa con diversi professionisti e con aziende specializzate??? E i soldi spesi per i contenziosi legali che sono ancora attivi? Ma soprattutto ci chiediamo. Ma veramente pensano di ripartire con un nuovo iter procedurale per realizzare un nuovo padiglione dopo aver già speso milioni di euro per il progetto precedente? Ma è concepibile continuare a mantere in disuso il famoso padiglione C, soprattutto dopo aver speso milioni di euro di fondi pubblici per mantenerlo adeguato e ristrutturato nel corso degli anni? Ma in un paese civile può essere tollerato il fatto che ancora decine di pazienti vengono ricoverati in reparti ottocenteschi dove mancano i servizi minimi essenziali come la privacy, come il microclima, come la carenza di un numero adeguato e selezionato di servizi igienici per uomini e donne, come la sicurezza antincendio (mancano le vie di fuga secondarie e la compartimentazione in diversi reparti) e come il gravissimo rischio di contaminazione crociata e di diffusione di infezioni correlate all'assistenza (ICA) a causa dell'eccessivo affollamento in un unico ambiente? Perchè nei padiglioni con i soffitti alti, privi di separazione ambientale (che può esporre i pazienti alla contaminazione biologica dell'aria e alla reciproca trasmissione di eventuali agenti patogeni) e con un impianto microclimatico senza un adeguato ricambio d'aria i rischi sopra citati sono una tristissima realtà!</p>
<p>Ai posteri l'ardua sentenza.</p>
<p>USB P.I. Liguria Genova, 18 agosto 2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 07:26:40 +0200</pubDate>
                        <title>IL LAVORO AGILE NELLA CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: LE ASSURDITÀ DEL CONCETTO DI “PREVALENZA “</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/il-lavoro-agile-nella-citta-metropolitana-di-genova-le-assurdita-del-concetto-di-prevalenza-0727.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL LAVORO AGILE NELLA CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: LE ASSURDITÀ DEL CONCETTO DI “PREVALENZA “</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono questioni irrisolte che rimangono seppellite sotto la sabbia per molto, troppo tempo.</p>
<p>Si creano quindi zone grigie che sono lasciate alla completa discrezionalità. È in queste zone che vige l’arbitrio più sfrenato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il problema è che poi queste questioni scoppiano, proprio quando meno ci si aspetta, creando cortocircuiti assurdi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una di queste riguarda il lavoro agile, in particolare in merito le giornate concesse compatibilmente con l’annosa questione della “prevalenza”. Il famigerato art. 5 del Regolamento sul Lavoro Agile della Città Metropolitana, infatti, recita: “<em>In caso di assenze </em><em><strong>a qualsiasi titolo</strong></em><em>, deve essere garantito normalmente il rispetto della prevalenza effettiva del servizio in presenza.</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa frase discende direttamente dalla normativa nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma cosa significa “prevalenza”? E ha davvero senso quel “a qualsiasi titolo”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono arrivate segnalazioni di lavoratrici e lavoratori che, con tutta la buona volontà, proprio non riescono a rispettarla questa regola: visite mediche, congedo parentale, ferie arretrate (c’è da chiedersi perché, visto che smaltire le ferie è un obbligo), L.104 … sono tutti diritti.</p>
<p>Senza contare la malattia, che quando arriva arriva; non è che si può prevedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di tutto, <strong>secondo il regolamento la prevalenza va considerata su </strong><u><strong>base mensile</strong></u>, ma sulla base di disposizioni successive, il calcolo è diventato magicamente su base settimanale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordiamo sempre che il lavoro agile è frutto di un accordo individuale tra lavoratrice/lavoratore e dirigente e formalmente ogni giorno di lavoro agile deve essere autorizzato<strong>. Ma tutto ha un limite: il lavoro agile non può diventare puro esercizio di potere.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con due giorni alla settimana autorizzate scoppiano le più grandi contraddizioni: il dipendente deve rinunciare ad una giornata di lavoro agile se ha necessità di usufruire di un giorno di 104 o di una visita medica importante, ad un giorno di congedo parentale o, addirittura, a giorni di malattia? Chiunque con po’ di sale in zucca capisce che questa sarebbe una <strong>discriminazione</strong> in base a condizioni già per sé stesse fragili o particolari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tutto ciò si aggiunge una regola non scritta, ma applicata in modo ferreo (e anche un po’ miope) da dirigenti e direttori, che riguarda l’obbligatorietà della presenza in ufficio del 50% del personale, colpendo in particolare i dipendenti di uffici piccoli (es. in un ufficio di quattro dipendenti, se uno è in ferie e l’altro si ammala, gli altri due non possono mai prendere giornate di lavoro agile).</p>
<p>Ed ecco un’altra discriminazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo problema si manifesta in particolare in questo periodo estivo, in cui ferie e congedi parentali (giustamente fruiti proprio quando i bambini non hanno altra copertura) “scopre” un po’ di più gli uffici per forza di cose, anche laddove sono stati costruiti piani ferie coerenti con la necessità di presenza fisica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giova ricordare che il lavoro agile è da considerare lavoro a tutti gli effetti, che viene svolto per conciliare condizioni di vita e di lavoro. Chiedere ad una lavoratrice o ad un lavoratore di rinunciarvi deve avere delle ragioni organizzative precise e circostanziate.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mero <strong>esercizio del potere</strong> non solo non funziona, ma produce un cortocircuito che deve essere superato considerando la presenza in ufficio <u>al netto</u> dei dipendenti non presenti (riprendendo l’esempio del piccolo ufficio, è più giusto che i due dipendenti rimasti che si alternino nel lavoro agile, ma non che vengano richiamati quando gli spetterebbe in base all’accordo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è mai stato chiarito dall’amm.ne come ci si comporta in tutti i casi precedentemente descritti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’USB chiede risposte concrete su come deve essere considerata la prevalenza, perché è evidente che non può portare ad una rinuncia ai diritti, né tanto meno, discriminazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’USB chiede all’amm.ne che questi aspetti vengano discussi con l’RSU al più presto al fine di non creare disuguaglianze e discriminazioni nell’applicazione del Regolamento. </strong></p>
<p><strong>Il presente comunicato viene inviato via pec all’amm.ne e l’USB-PI Città Metropolitana di Genova resta in attesa di risposta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB – PI Città Metropolitana di Genova </strong><strong>10-8-2026</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-156364</guid>
                        <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:57:17 +0200</pubDate>
                        <title>E.O. OSPEDALI GALLIERA .  CESSIONE RAMO D&#039;AZIENDA CENTRO TRASFUSIONALE  UN DISASTRO ANNUNCIATO!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/eo-ospedali-galliera-cessione-ramo-dazienda-centro-trasfusionale-un-disastro-annunciato-0659.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E.O. OSPEDALI GALLIERA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CESSIONE RAMO D'AZIENDA CENTRO TRASFUSIONALE</p>
<p>UN DISASTRO ANNUNCIATO!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fin dalle prime avvisaglie, era il mese di dicembre 2024, periodo in cui era emersa la volontà della giunta regionale di acconsentire al trasferimento di ramo d'azienda del Centro Trasfusionale del Galliera al policlinico San Martino, l'Unione Sindacale di Base (USB) della Liguria ha iniziato a contrastare e denunciare pubblicamente un'operazione di smantellamento di un eccellente servizio di Medicina Trasfusionale. Oggi i fatti ci danno ragione. Non poteva andare diversamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con un VERBALE/CONFRONTO tra i vertici dell'AOM, dell'E.O. Ospedali Galliera e con le ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLE DUE AZIENDE, alla fine del confronto i soggetti sopra menzionati hanno CONCORDATO al punto 1 “sulla cessione della S.S.D, Immunoematologia e Trasfusionale e del relativo personale dall'E.O.Ospedali Galliera a IRCCS AOM a far data 01/05/2026”. L'accordo sindacale era stato richiesto e sottoscritto esplicitamente dalle sigle sindacali della CISL e dai delegati UIL/RSU.</p>
<p>Al Galliera, i delegati RSU della UIL per dare più “valore” al verbale sottoscritto, hanno messo una nota a verbale a nome della RSU senza aver mai convocato una riunione della stessa RSU. Pertanto l'intero organismo rappresentato dagli eletti di tutte le sigle sindacali non ha potuto esprimersi nel merito! L'arroganza dei delegati eletti UIL in RSU li spinge a disconoscere il regolamento funzionale della RSU approvato alla prima riunione. Decidono loro per tutti, senza convocare e senza chiedere il parere dell'assemblea degli eletti in RSU!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma cosa è accaduto immediatamente dopo la cessione del personale del Centro Trasfusionale del Galliera all'AOM?</p>
<p>Premesso che fino al 30 aprile il Centro Trasfusionale della Duchessa, oltre a mantenere in maniera eccellente una propria autonomia organizzativa/gestionale, attraverso una formale convenzione supportava quotidianamente anche l'Ospedale Evangelico Internazionale di Voltri. Ed in passato supportava anche il centro trasfusionale dell'ospedale Villa Scassi attraverso una convenzione stipulata con la ex ASL 3 Genovese.</p>
<p>Con il trasferimento del personale all'AOM, dal 1° maggio 2026 la dotazione organica del centro Trasfusionale del Galliera è stata tagliata drasticamente. Quattro tecnici sanitari di laboratorio biomedico, in base a quanto concordato nel verbale/confronto, sono rimasti alle dipendenze del Galliera e quindi sono stati trasferiti ad altro laboratorio. Stesso criterio applicato a tre infemieri rimasti alle dipendenze del Galliera. Pertanto, dal 1° maggio 2026, il Centro Trasfusionale del Galliera ha proseguito l'attività con 4 Tecnici e 3 infermieri in meno.</p>
<p>Con i tagli sopra descritti l'organizzazione del lavoro è stata destrutturata e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. L'aumento dei carichi di lavoro e lo stress lavoro correlato a carico dei lavoratori era più che scontato! Ed era talmente evidente che, nel giro di qualche mese, sono diminuite le mole di attività che venivano evase fino al 30 aprile 2026. Ma queste decisioni assurde e scellerate hanno causato un problema ancora più grave e preoccupante. Da oltre 15 giorni il Centro Trasfusionale è chiuso nel servizio notturno per carenza di personale Tecnico. Un disastro annunciato perchè era tutto facilmente prevedibile!</p>
<p>Ed ora cosa comporta la chiusura del Centro Trasfusionale di notte? Innanzitutto i rischi per i pazienti che necessitano di trasfusioni urgenti, Perchè i tempi di attesa ora dipenderanno dal Centro Trasfusionale del Policlinico San Martino che ha già avviato un protocollo operativo a cui dovranno attenersi tutti i sanitari di tutti i reparti all'interno del Galliera. E i ritardi o gli errori umani potranno fare la differenza tra la vita e la morte di un paziente bisognoso di trasfusione.</p>
<p>A questo punto ci chiediamo come intende agire la giunta regionale davanti a questo disastro organizzativo/gestionale. Perchè siamo consapevoli che la risposta non potra mai arrivare da chi ha causato/ideato tutto ciò.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Ospedale Galliera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genova, 8 agosto 2026</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 18:22:26 +0200</pubDate>
                        <title>La Spezia. Problematiche relative alla segnalata presenza del virus legionella negli impianti idrici della Prefettura </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/oggetto-problematiche-relative-alla-segnalata-presenza-del-virus-legionella-negli-impianti-idrici-della-prefettura-1824.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>All’Amministrazione Provinciale</p>
<p>Al Segretario / Dirigente Dott.ss MicheliniPaola</p>
<p>Al Capo Servizio Personale Dott. Romano Riccardo</p>
<p>p.c. Ai Componenti RSU Cgil - Cisl - Uil</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: problematiche relative alla segnalata presenza del virus legionella negli impianti idrici della Prefettura – richiesta documentazione relativa a verifiche degli impianti provinciali (idrico e di climatizzazione e ricircolo dell’aria) in base alle normative vigenti – disorganizzazione nell’allertamento del personale ed impreparazione all’attivazione del Lavoro Agile, quantomeno per il personale fragile (mancanza della regolamentazione) – mancata informazione alla RSU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Preso atto che, in base alle informazioni in nostro possesso, in data di venerdì 31 luglio scorso emergeva la problematica del riscontro del virus della legionella negli impianti della Prefettura;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerato che in data di sabato 1° agosto circolavano su diverse chat comunicazioni riguardo la chiusura d’ufficio per “disagi ed interruzione dell’acqua sanitaria” (senza specificare ancora nulla relativamente a quanto emerso in Prefettura in relazione alla Legionella) con ferie obbligatorie o a recupero per il giorno di ieri lunedì 3 agosto;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerato altresì che in data di ieri 3 agosto perveniva al personale, sempre via chat, Circolare con le indicazioni prudenziali da tenersi per il rientro del personale in data odierna 4 agosto 2026, con istruzioni per l’utilizzo dei bagni, la disifenzione delle mani con gel in sostituzione dell’acqua dei rubinetti, e l’indicazione di evitare di bere l’acqua dei rubinetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto quanto sopra visto e considerato, preso anche atto del fatto che in un recente passato siamo già stati interessati da un caso “analogo” che ha portato alla eliminazione di tutti i boiler/scaldabagno dai bagni dell’Ente;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scrivente componente RSU – USB chiede:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• copia della documentazione sui controlli periodici in base alle normative vigenti sulla sicurezza dei posti di lavoro D. Lgs. 81/2008 ed in particolare al D. Lgs. 102/2025 sulla sicurezza delle acque;</p>
<p>• copia dei controlli effettuati a seguito di quest’ultima problematica emersa e certificazione dell’eseguita sanificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si fa inoltre presente che, a nostro giudizio, sarebbe stato opportuno programmare il rientro del personale a sanificazione avvenuta onde evitare di esporre il personale anche solo ad ipotetici rischi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si coglie l’occasione per ricordare che nei recenti tavoli di trattativa ed anche con specifica richiesta si è chiesto l’installazione di distributori automatici per la fornitura di acqua refrigerata in bottiglia ed altre bevande o snacks e che ad oggi, ad oltre un anno dalla prima richiesta formulata, detti distributori non sono ancora stati installati dicendoci che “nei bagni era presente l’acqua potabile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto attiene al sistema di allertamento del personale e alle eventuali procedure di attivazione del Lavoro Agile, si fa presente che la problematica emersa ha evidenziato l’impreparazione dell’Ente ad agire nell’organizzazione del lavoro e del personale, diversamente da quanto avvenuto, come riportato sulla stampa, per il personale della Prefettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A nostro parere il Lavoro Agile doveva essere attivato nell’immediato, quantomeno per il personale fragile e/o con patologie a rischio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si fa presente inoltre che la RSU non è stata informata di quanto stava avvenendo, soprattutto in relazione alla chiusura d’ufficio e alle ferie obbligatorie per il personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Spezia, 04/08/2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>____________________________</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Provincia della Spezia – Fabio Carassale</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:11:04 +0200</pubDate>
                        <title>BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICE</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/borse-agli-studenti-palestinesi-cio-che-unige-non-dice-0918.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo letto su alcuni quotidiani l’annuncio, in particolare attraverso le parole della Prorettrice all’internalizzazione (Prof.ssa Dameri) del pagamento da parte dell’Università di Genova del viaggio agli studenti Palestinesi che beneficeranno di quattro Borse di Studio finanziate dalla Fondazione Carige.</p>
<p>La governance dell’Ateneo non ha tuttavia risposto ad alcuni quesiti posti dal nostro sindacato e, in Senato Accademico, da una rappresentante degli studenti: in particolare, in merito alla scelta di non aderire, diversamente da quanto fatto da molte altre Università italiane, alla prima edizione del Progetto IUPALS (che avrebbe garantito già a diversi studenti palestinesi di beneficiare di Borse) e di non finanziare con fondi propri altre Borse, come fatto da altri Atenei.</p>
<p>Considerando il fatto che l’Ateneo genovese ha sempre respinto l’adozione di provvedimenti significativi volti a interrompere (o riconsiderare) le collaborazioni scientifiche con Israele e con industrieil cui coinvolgimento in attività direttamente riconducibili al genocidio in corso è ritenuto ampiamente documentato, sostenendo (almeno nelle dichiarazioni di alcuni Senatori) che l’operato dell’Ateneo non debba essere guidato da motivazioni ideologiche, abbiamo anche chiesto, senza ricevere risposta, se questo sostentamento minimale agli studenti palestinesi non sia, in realtà, una scelta ideologica opposta.</p>
<p>Ci uniamo a chi ha chiesto che vengano fornite indicazioni operative e adottato soluzioni efficienti perché gli studenti possano effettivamente usufruire delle Borse; auspichiamo infine che vi sia un’azione politica forte affinché gli auspicati finanziamenti da parte di privati arrivino il più rapidamente possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. UNIGE 20-7-2026</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:03:56 +0200</pubDate>
                        <title>LA SALUTE NON VA IN FERIE: SERVONO REGOLE CHIARE E NON DISCREZIONALI PER TUTELARE LAVORATRICI E LAVORATORI</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/la-salute-non-va-in-ferie-servono-regole-chiare-e-non-discrezionali-per-tutelare-lavoratrici-e-lavoratori-0805.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA SALUTE NON VA IN FERIE: SERVONO REGOLE CHIARE E NON DISCREZIONALI PER TUTELARE LAVORATRICI E LAVORATORI </strong></p>
<p>Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense. Non si tratta più di eventi eccezionali, ma di una nuova realtà con cui lavoratori, amministrazioni e datori di lavoro devono confrontarsi.</p>
<p>Il <strong>D.Lgs. 81/2008</strong> stabilisce che il datore di lavoro ha il dovere di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza e di adottare le misure necessarie per prevenirli.</p>
<p><strong>La salute</strong>, secondo la legge, non è soltanto assenza di malattia, ma <strong>uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.</strong></p>
<p>Per questo motivo, <u>il rischio da caldo non può essere affrontato esclusivamente con consigli comportamentali o con la climatizzazione degli ambienti</u>. Occorre anche ripensare l'organizzazione del lavoro.</p>
<p><strong>Oggi esiste una lacuna organizzativa e una confusione nel sistema delle allerte.</strong></p>
<p>Il <strong>Ministero della Salute</strong> emette ogni estate i bollini di allerta per le ondate di calore.</p>
<p>La <strong>Regione Liguria</strong> ha adottato importanti misure di tutela per i lavoratori esposti all'aperto.</p>
<p>Tuttavia, per il personale che svolge attività d'ufficio pienamente remotizzabili, <u>non esistono oggi indirizzi organizzativi chiari</u> che colleghino le allerte caldo alle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.</p>
<p>Di fatto, ogni struttura decide autonomamente, con differenze anche all’interno dello stesso ente, se ricorrere o no al lavoro agile, con inopportune discrezionalità di trattamento nei confronti dei lavoratori, anche quelli fragili, che svolgono attività analoghe.</p>
<p>Chiediamo quindi di collegare tre sistemi che oggi operano separatamente: il sistema di <u>allerta sanitaria</u> del Ministero della Salute, gli <u>obblighi di tutela</u> del datore di lavoro e gli strumenti del <u>lavoro agile</u> già presenti nei regolamenti delle amministrazioni.</p>
<p><strong>Lo smart working non è un privilegio: è uno strumento di prevenzione</strong></p>
<p>Quando le mansioni possono essere svolte efficacemente da remoto, il lavoro agile può contribuire a:</p><ul> 	<li> 	<p>ridurre gli spostamenti nelle ore più calde;</p> 	</li> 	<li> 	<p>limitare l'esposizione a condizioni climatiche estreme;</p> 	</li> 	<li> 	<p>diminuire l'affollamento degli uffici;</p> 	</li> 	<li> 	<p>favorire il benessere psicofisico dei lavoratori;</p> 	</li> 	<li> 	<p>garantire continuità ed efficienza dei servizi.</p> 	</li> </ul><p>Non chiediamo che il lavoro agile diventi automatico. Chiediamo che venga <strong>valutato seriamente come misura di prevenzione</strong>, al pari di altre misure organizzative già previste dal Testo Unico sulla salute e sicurezza.</p>
<p><strong>Una proposta concreta per il Comune e la Città Metropolitana di Genova:</strong></p>
<p>chiediamo l'apertura di un confronto con le Amm.ni per definire, attraverso regolamenti, circolari o accordi integrativi, <u>criteri trasparenti e condivisi</u> che prevedano:</p><ul> 	<li> 	<p>la valutazione del ricorso prevalente e non discrezionale al lavoro agile nelle giornate caratterizzate da <strong>bollino rosso</strong> del Ministero della Salute, per le attività compatibili;</p> 	</li> 	<li> 	<p>la possibilità di adottare misure organizzative flessibili già in presenza di <strong>bollino arancione</strong>, con particolare attenzione ai lavoratori più esposti o in condizioni di maggiore vulnerabilità (donne incinte, lavoratori disabili o con problemi di salute, over 60, che abitano lontano dalla sede di lavoro);</p> 	</li> 	<li> 	<p>la <strong>rimodulazione degli orari di lavoro </strong>quando il lavoro agile non sia praticabile;</p> 	</li> 	<li> 	<p><strong>indicazioni uniformi per tutti i dirigenti,</strong> evitando disparità di trattamento tra uffici diversi, all’interno dello stesso ente e direzione;</p> 	</li> 	<li> 	<p>il coinvolgimento del <strong>Servizio di Prevenzione e Protezione</strong>, del <strong>Medico Competente</strong> e del <strong>Comitato Unico di Garanzia</strong> nella valutazione delle misure più appropriate.</p> 	</li> </ul><p><strong>Una proposta sostenibile</strong></p>
<p>Si tratta semplicemente di utilizzare uno strumento già previsto dai regolamenti sul lavoro agile per <u>rafforzare la tutela della salute</u> quando le condizioni climatiche lo rendano opportuno.</p>
<p><strong>La salute si tutela anche organizzando meglio il lavoro</strong></p>
<p>Il cambiamento climatico impone <u>un'evoluzione dell'organizzazione del lavoro</u>.</p>
<p>Così come in passato sono stati introdotti strumenti per affrontare altri rischi emergenti, che hanno garantito il buon andamento dell’azione amministrativa, oggi è il momento di costruire <u>regole chiare, uniformi e condivise</u> anche per le ondate di calore.</p>
<p><u><strong>La tutela della salute non è un costo.</strong></u></p>
<p>È un investimento sulle persone, sulla qualità del lavoro e sull'efficienza della pubblica amministrazione.</p>
<p><strong>Per questo chiediamo alla Sindaca del Comune di Genova e della Città Metropolitana di Genova, Silvia Salis, di aprire un confronto con le rappresentanze dei lavoratori per definire un protocollo condiviso sulle misure organizzative da adottare durante le ondate di calore, valorizzando il lavoro agile per le attività remotizzabili come strumento di prevenzione e tutela della salute.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Funzioni Locali Liguria Genova 20-7-2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 18:18:17 +0200</pubDate>
                        <title>COMUNICATO USB P.I. FUNZIONI LOCALI LIGURIA CIRCA L’ADESIONE AL PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL COMUNE DI GENOVA, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E LA RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/comunicato-usb-pi-liguria-circa-ladesione-al-protocollo-di-intesa-tra-il-comune-di-genova-le-organizzazioni-sindacali-e-la-rappresentanza-sindacale-unitaria-1820.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO USB P.I. Funzioni Locali LIGURIA CIRCA L’ADESIONE AL PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL COMUNE DI GENOVA, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E LA RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA</strong></p>
<p>Ieri pomeriggio si è svolta un’ampia discussione tra i lavoratori del Comune di Genova iscritti e simpatizzanti del nostro Sindacato. Nel corso del confronto si sono analizzate approfonditamente le implicazioni derivanti dal percorso che verrà avviato dal Protocollo di intesa tra il Comune di Genova, le Organizzazioni sindacali e la RSU del Comune di Genova e rispetto al contenuto del quale sono emerse sia valutazioni positive che criticità (soprattutto derivanti dalla insufficienza degli impegni presi da parte dell’Amministrazione in merito alla modifica del PIAO, con particolare riferimento al turn over, e all’assenza di prese di posizione volte ad interrompere il progressivo processo di deterioramento ed esternalizzazione dei servizi). Al termine della discussione, USB – l’Unione Sindacale di Base – ha deciso di sottoscrivere il Protocollo suddetto e partecipare ai vari tavoli tematici che si susseguiranno nei prossimi 90 giorni.</p>
<p>Parteciperemo, quindi, con lo spirito che ci ha animato e contraddistinto in ogni nostra iniziativa sindacale, ossia per dare al conflitto sindacale forza propulsiva, interpretando le istanze dei lavoratori del Comune di Genova, chiaramente emerse nell’Assemblea sindacale del 15 giugno e rispetto alle quali gli impegni propugnati dall’Amministrazione paiono un mero palliativo e non una cura ai vari mali che attanagliano, ormai da tempo, gli stessi lavoratori e, di conseguenza, i cittadini che da essi debbono poter ricevere servizi adeguati.</p>
<p>Ci proponiamo di riportare ai lavoratori, periodicamente, quanto realmente si riuscirà ad ottenere, valutandolo con equilibrio e senza enfatizzazioni e, qualora necessario, criticandolo aspramente, ravvivando il confronto e, se del caso, il conflitto. Non possiamo non essere scettici rispetto agli impegni prefigurati dall’Amministrazione che, tra l’altro, ha, fin da sùbito, tentato di rivendicarli quali soluzioni sufficienti e capaci di annullare definitivamente il conflitto emerso con la proclamazione dello stato di agitazione.</p>
<p>Ebbene, insieme alle altre OO.SS., ci proponiamo di verificare che tali impegni, intanto, siano effettivamente implementati e soprattutto di denunciare la loro insufficienza, auspicando che siano solo un primo passo verso la soluzione delle molteplici problematiche portate all’attenzione dell’Amministrazione e dell’opinione pubblica dall’Assemblea plenaria delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente. Non accetteremo accordi al ribasso!</p>
<p>Infine, ci preme comunicare ai suddetti lavoratrici e lavoratori che non potremo prescindere da una loro partecipazione attiva a tale percorso, nonché da una loro valutazione finale sull’esito dello stesso, espressa con metodo democratico in una Assemblea unitaria che deciderà sull’eventuale prosecuzione del conflitto.</p>
<p>Sicuri del fatto che la nostra postura conflittuale non possa che beneficiare alla lotta sindacale, contemperando atteggiamenti che, a volte, abbiamo giudicato un po’ troppo remissivi, restiamo a disposizione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del Comune di Genova per qualsiasi chiarimento e per recepire le istanze che vorranno comunicarci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Funzioni Locali Liguria</p>
<p>liguria.pubblicoimpiego@usb.it&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Genova 10-7-2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:56:06 +0200</pubDate>
                        <title>Aziende sempre più lontane e servizi pubblici a rischio: serve un cambio di rotta in IREN</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i Blackout a Torino&nbsp; anche nelle sedi IREN di Genova sta emergendo una situazione sempre più critica che riguarda direttamente non solo le condizioni di lavoro, ma anche la&nbsp;qualità e l’affidabilità dei servizi pubblici erogati ai cittadini. Non si tratta di episodi isolati, ma di segnali che fanno pensare a&nbsp;criticità strutturali&nbsp;che richiedono attenzione immediata da parte dell’azienda e degli enti azionisti.</p>
<p>Condizioni operative e qualità del servizio</p>
<p>Negli uffici si registrano da anni problemi rilevanti legati al microclima: temperature non controllate, qualità dell’aria inadeguata e ambienti di lavoro difficili da gestire. Particolarmente preoccupante è il fatto che tali problematiche riguardino anche una sede di recente costruzione, realizzata con investimenti molto significativi e che avrebbe dovuto rappresentare un modello di efficienza.</p>
<p>Sul piano operativo, alcune scelte organizzative stanno incidendo direttamente sulla qualità del servizio. L’introduzione del&nbsp;mono-operatore sugli impianti&nbsp;dove andrebbe garantito il controllo a vista degli addetti comporta:</p>
<p>maggiori rischi per la sicurezza, minore efficacia negli interventi, tempi di risposta potenzialmente più lunghi</p>
<p>Elementi che possono tradursi in un peggioramento concreto dei servizi per cittadini e territori.</p>
<p>Situazione degli impianti e del sistema di depurazione</p>
<p>Emergono criticità anche nel settore della depurazione. In particolare, il depuratore DAC di Genova e l’intero sistema necessitano di maggiore trasparenza e verifica. È fondamentale chiarire:</p>
<p>quanti impianti siano pienamente operativi, in quali condizioni vengano gestiti, se siano rispettati adeguati standard ambientali e sanitari in particolare in ambienti a rischio biologico.</p>
<p>Questi aspetti hanno un impatto diretto su ambiente, salute pubblica e qualità del servizio idrico.</p>
<p>Anche gli strumenti tecnologici&nbsp;non sempre risultano all’altezza: i sistemi di geolocalizzazione, pensati per migliorare l’efficienza, mostrano frequenti malfunzionamenti, rallentando le attività invece di supportarle. Parallelamente, si osserva una crescente pressione organizzativa che incide sui tempi e sulle modalità di lavoro, con effetti indiretti sulla qualità delle prestazioni erogate.</p>
<p>Nemmeno l’area commerciale e dei servizi al cliente&nbsp;è esente da problemi.<br /> Negli ultimi periodi si sta assistendo a un processo di&nbsp;internalizzazione di attività precedentemente affidate in appalto, che però non è accompagnato da adeguate assunzioni. Il risultato è un&nbsp;ulteriore aumento dei carichi di lavoro sul personale già presente, con possibili ricadute sulla qualità del servizio; a questo si aggiunge un modello organizzativo frammentato, caratterizzato da:</p>
<p>procedure suddivise a comparti stagni che rallentano la gestione delle pratiche, un sistema di lavoro eccessivamente parcellizzato, che riduce l’efficienza complessiva; difficoltà nel fornire risposte rapide e complete agli utenti.</p>
<p>Parallelamente, il sistema degli&nbsp;“store” sul territorio, pur garantendo una presenza diffusa e accessibile ai cittadini, appare sempre più orientato a logiche commerciali e di vendita. Questo approccio rischia di allontanarsi progressivamente dalla funzione originaria di una multiutility pubblica: la gestione di servizi essenziali con criteri di qualità ed equità, piuttosto che con finalità prevalentemente commerciali.</p>
<p>Carenza di personale e perdita di competenze:&nbsp;Sul territorio si registrano segnali preoccupanti:</p>
<p>carenza di organico, progressiva perdita di competenze, riduzione delle figure specializzate. La gestione delle reti (acqua, gas ed energia) con personale ridotto e meno specializzato comporta il rischio di un&nbsp;progressivo indebolimento del servizio pubblico, proprio in settori strategici per la vita quotidiana dei cittadini. In pochi anni spariscono meccanici, elettricisti, manutentori, conduttori, saldatori, cordisti… ridotti ad un ruolo unico di “operaio”</p>
<p>A fronte di queste criticità operative, emerge una contraddizione evidente: l’azienda continua a garantire&nbsp;elevati livelli di remunerazione al management, mentre sul territorio si riducono risorse, competenze e investimenti operativi.</p>
<p>Per una multiutility a controllo pubblico, questo pone una questione chiara: quali sono&nbsp;oggi&nbsp;le reali priorità?</p>
<p>la qualità e l’affidabilità dei servizi essenziali, la sicurezza delle attività operative, oppure un equilibrio economico-finanziario orientato principalmente alla distribuzione degli utili? Vincere le gare gas o monetizzare i ristori (VIR e RAB)?</p>
<p>La situazione descritta richiede una riflessione urgente ed è necessario: garantire maggiore trasparenza sulla gestione degli impianti, rafforzare gli investimenti nelle strutture e nel personale operativo, migliorare l’organizzazione dei servizi al cliente, riportare al centro la qualità del servizio pubblico, assicurare condizioni operative adeguate per chi ogni giorno gestisce servizi essenziali</p>
<p>I servizi gestiti da IREN — acqua, gas, energia e ambiente — sono&nbsp;beni fondamentali per la collettività.</p>
<p>Per questo è indispensabile che cittadini e Comuni azionisti esercitino pienamente il proprio ruolo di controllo e indirizzo, affinché tali servizi siano gestiti con criteri di qualità, sicurezza e reale interesse pubblico.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:34:06 +0200</pubDate>
                        <title>SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 13 Giugno come USB, alle ore 10.30 in Piazza Santa Fede a Genova e in molte città d'Italia, saremo in presidio per denunciare il nuovo regolamento europeo sull'immigrazione, l'ennesimo tassello nell'attacco sistematico ai diritti delle persone migranti.<br /> <br /> Dietro la retorica della &quot;gestione dei flussi&quot; e della &quot;sicurezza&quot; si nasconde un progetto chiaro: più detenzione amministrativa, più espulsioni, più respingimenti, più sfruttamento della forza lavoro migrante. Un modello che trasforma esseri umani in numeri da selezionare, trattenere o scartare in base alle esigenze del mercato e agli interessi delle classi dominanti. Un presidio che vuole alzare la voce anche per ricordare la strage avvenuta solo pocchi giorni fa ad Amendolara.<br /> <br /> Su questi temi cade ogni finta contrapposizione tra destra e sinistra istituzionale. Le differenze di facciata lasciano il posto a una sostanziale convergenza sulle politiche securitarie e repressive. Lo dimostra il dibattito sui CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, veri e propri luoghi di detenzione amministrativa dove migliaia di persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato.<br /> <br /> Da una parte Vannacci e la destra alimentano quotidianamente paura, razzismo e repressione; dall'altra, anche figure che vengono presentate come l'alternativa, come Silvia Salis, finiscono per accettare il terreno imposto dalle politiche emergenziali e securitarie, intervenendo sul tema dei CPR senza mettere realmente in discussione l'impianto complessivo di controllo, detenzione e selezione che caratterizza le politiche migratorie europee.<br /> <br /> La verità è che il nuovo Patto europeo sull'immigrazione non rappresenta una rottura con le politiche del passato, ma la loro piena istituzionalizzazione. Un sistema che esternalizza le frontiere, finanzia governi autoritari affinché blocchino le partenze, militarizza il Mediterraneo e criminalizza chi fugge da guerre, fame, devastazione ambientale e sfruttamento.<br /> <br /> Rivendichiamo diritto all'accoglienza, chiusura immediata dei CPR, permesso di soggiorno svincolato dal contratto di lavoro e piena uguaglianza di diritti per tutte e tutti.<br /> <br /> Invitiamo lavoratrici, lavoratori, studenti, realtà sociali e cittadinanza a partecipare al presidio di&nbsp;domani.<br /> <br /> Unione Sindacale di Base - Federazione del Sociale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 12:24:01 +0200</pubDate>
                        <title>Provincia della Spezia. Ieri si è tenuto il tavolo di trattativa.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Provincia della Spezia. Ieri si è tenuto il tavolo di trattativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri ( 12-6-2026) si è tenuto il tavolo di trattativa, è stata una riunione veramente stancante, anche fisicamente, non esiste una RSU indipendente ed unitaria ma ognuno tira l'acqua al suo mulino. Si prende coscienza che le decisioni vengono prese su altri tavoli, non esiste confronto preventivo, non c'è la volontà di informare/far decidere preventivamente i lavoratori attraverso l'istituto deputato a questo ovvero l'assemblea generale dei lavoratori.</p>
<p>La discussione si è aperta sull'articolo delle Peo dove l'Amministrazione ha portato al tavolo una nuova versione obbligata dalla recente vittoria dei dipendenti ricorrenti contro la Provincia per l'annualità Peo 2024. La proposta è irricevibile, mantiene ancora in piedi il vecchio regolamento in attesa delle motivazioni sulla sentenza e della possibilità di fare appello a Genova.</p>
<p>Oltre a ciò non hanno voluto inserire né il requisito dei 4 anni, ne la premialità per chi non ottiene l'assegnazione da oltre sei anni, tutto rimandato al... vecchio regolamento &quot;eventualmente modificabile&quot; non è stata accettata nemmeno la maggiorazione per l'abilitazione professionale, &quot;questione di equilibri&quot; dice la Segretaria. Roba da far ribollire il sangue... come in effetti è successo. Sulla questione economica, nel breve tempo passato dalla precedente riunione, siamo stati &quot;scippati&quot; di circa 25.000 euro a favore delle E.Q. ex P.O. e delle P.R. (3.000).</p>
<p>Sulla questione Reperibilità, insostenibile in base alle attuali risorse umane in applicazione del contratto nazionale, solo qualche balbettio da parte dell'Amministrazione ( devono capire meglio come è organizzata...). Poi si è discusso anche di altri temi, ma il problema di fondo è l'atteggiamento succube dei sindacati confederali soprattutto dei rappresentanti provinciali che sovrastano anche i loro stessi delegati; CISL sempre in posizione genuflessa di plauso e adorazione UIL a traino senza una sua identità, CGIL fintamente soccombente.</p>
<p>Come in passato, anche in questo caso, fra chi deve trattare ci sono P.O. e P.R., come possono mettersi contro al verbo dell'Amministrazione se sono palesemente in torta e in conflitto di interessi? Con la proposta di riorganizzazione si passerà a questa configurazione: 5 dirigenti, 12 P.O. , 24 P.R. oltre all'ufficio di staff del Presidente... Tutto ciò per un Ente di poco più di 100 dipendenti. Una follia! Centinaia di migliaia di euro per sostenere questa organizzazione, poi la miseria contrattuale di 150 euro annui per quei pochi lavoratori che hanno l'abilitazione professionale &quot;è una questione di equilibri&quot;. Roba da matti...</p>
<p>Ne ridiscuteremo in una nostra assemblea aperta a tutti, purtroppo, molto probabilmente, a giochi fatti perché lunedì immagino sigleranno già la preintesa e ancora una volta le altre sigle sindacali hanno negato la convocazione di una assemblea unitaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa la cruda realtà altroché &quot;rose e fiori&quot; come cercheranno di farvi credere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai lavoratori liberi che non hanno condizionamenti economici dico informatevi, partecipate e prendete posizione perché i soldi del salario accessorio che vengono spartiti sono anche i vostri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fabio Carassale RSU – USB</p>
<p>USB P.I. Liguria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 08:20:42 +0200</pubDate>
                        <title>USB P.I. Provincia della Spezia. Prime valutazioni sulla bozza di Contratto Decentrato 2026/208 – Parte Giuridica</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Provincia della Spezia</p>
<p>All’Amministrazione Provinciale</p>
<p>Alle componenti RSU CGIL – CISL-UIL</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prime valutazioni sulla bozza di Contratto Decentrato 2026/208 – Parte Giuridica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come da bozza presentataci all’ultimo Tavolo di Trattativa, e in seguito allo svolgimento di una assemblea dedicata alla tematica, siamo con questo documento, a rappresentare i punti della bozza sui quali occorrerà affrontare una discussione approfondita, anticipando anche qualche indicazione relativamente alla parte economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel dettaglio:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• ART. 8:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come già chiesto in sede di contrattazione 2025, siamo a ribadire la necessità di uno spazio fisico dimensionato al nostro Ente dove possano trovare collocazione le bacheche della RSU e delle sigle Sindacali rimarcando la disponibilità già presente prima della recente ristrutturazione del quarto piano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In detto spazio fisico rimarchiamo anche la necessità dell’istallazione di distributori automatici per snacks e bevande, in particolar modo per la distribuzione di acqua potabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Detta necessità si sposa anche con il rispetto del benessere lavorativo e con la tutela della salute e sicurezza sul lavoro in relazione alla necessità di effettuare una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di attività continuativa per i videoterminalisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In alternativa chiediamo di causalizzare la pausa di 15 minuti (una per la sessione antimeridiana ed una per la sessione pomeridiana) tramite timbratore in modo da autorizzare l’uscita da palazzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rammentiamo che la pausa essendo esigenza psico fisica del lavoratore rappresenta tempo effettivamente lavorato e retribuito.</p>
<p>• ART. 13:</p>
<p>a fronte dei ricorsi sulla tematica dei differenziali stipendiali (ex PEO) relativi alle annualità 2023 e 2024, da noi sostenuti, e, preso atto anche della recente vittoria dei ricorrenti sull’annualità 2024, considerato inoltre anche ulteriori situazioni potenzialmente pendenti, si propone di eliminare il riferimento alla attuale e contestata regolamentazione, dando atto della necessità attuativa di redigere una nuova regolamentazione per l’annualità 2026 e seguenti.;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>inoltre chiediamo di inserire in normativa giuridica l’estensione a 4 anni di mancata assegnazione del differenziale/peo quale requisito per partecipare al bando in modo da garantire l’accesso alla più ampia platea possibile. Per quanto attiene alla parte economica chiediamo l’impegno a verificare una proiezione di assegnazione dei differenziali/peo su 4 annualità consecutive, per avere un quadro completo delle risorse necessarie;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>applicazione della maggiorazione di punteggio per il personale che da oltre 6 anni non ottiene l’assegnazione del differenziale /peo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>applicazione della maggiorazione economica prevista per gli iscritti agli albi professionali e/o detentori di abilitazione professionale.</p>
<p>• ART.15:</p>
<p>a fronte della prima applicazione dell’Istituto delle Particolari Responsabilità era stato concertato un importo economico massimo pari a € 33.500 che negli anni è stato ampiamente superato arrivando ad un impegno per il 2026 di € 51.000. In diverse riunioni/assemblee di carattere sindacale avvenute in passato si era già preso atto della necessità di rivedere il quadro complessivo per evitare che si ripeta quanto già “sofferto” in passato quando le P.O. pescavano dallo stesso fondo del salario accessorio riducendone le disponibilità;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>per questa ragione chiediamo sia inserita una norma, possibilmente anche retroattiva, che vada in automatico a far cessare la particolare responsabilità per chi ha fruito del passaggio verticale dalla precedente categoria C alla D. Ciò peraltro sarebbe dovuto avvenire di default essendo cessata la precedente posizione lavorativa. Riteniamo infatti che la “particolare responsabilità” esercitata da un istruttore, in linea di massima, dovrebbe essere già ricompresa fra le nuove responsabilità del profilo da funzionario. Ricordiamo infine che la particolare responsabilità deve essere assegnata al ruolo e non al singolo dipendente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nuova quantificazione dell’impegno per questo Istituto dovrà comunque essere rivalutata, soprattutto alla luce della precedenza al piano quadriennale di differenziali stipendiali/peo.</p>
<p>• ART. 17:</p>
<p>per quanto attiene alla Reperibilità, ribadiamo quanto da tempo sosteniamo, non abbiamo personale sufficiente per garantire un servizio secondo i dettami del contratto nazionale e di sicurezza dei lavoratori; le deroghe attuali che prevedono maggiori giorni di turnazione e maggiore orario di copertura del servizio giornaliero sono in evidente conflitto con quanto riportato nella bozza e si scontrano inequivocabilmente anche con il limite massimo giornaliero della prestazione lavorativa stabilito in 10 ore;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Amministrazione dovrebbe quindi riorganizzare il servizio secondo le risorse disponibili, con particolare riferimento a quelle umane; considerato anche l’attuale sistema di allertamento di “protezione civile”, adottato a seguito del Libro Blu della Regione Liguria, con il quale vanno a computarsi ulteriori giornate extra di reperibilità per il personale, sistema del quale occorrerebbe rivalutarne l’applicazione soprattutto in funzione della dubbia obbligatorietà applicativa e competenza da parte del nostro Ente in seguito alla riforma Del Rio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• ART. 29:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto attiene alla novità relativa al “Welfare Aziendale”, prendiamo atto dell’inserimento anche in relazione alla nostra proposta sul Decentrato 2025, proponiamo però che, nel caso di attivazione dell’Istituto, lo stesso venga applicato esclusivamente in base al dato della sola presenza in servizio, senza ulteriori valutazioni e/o graduatorie, ovvero sia effettivamente disponibile per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ipotesi attuativa potrebbe essere quella di un voucher da poter spendere su alcuni filoni relativi ad esempio a spese di trasporto, benessere/fitness, vacanze, attività culturali, ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in questo caso, la nuova quantificazione dell’impegno per questo Istituto dovrà comunque essere rivalutata, soprattutto alla luce della precedenza al piano quadriennale di differenziali stipendiali/peo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• PEV – Progressioni Verticali ordinarie ed in deroga:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La bozza di decentrato non tiene conto di questo Istituto, occorre inserire la normativa riprendendo quella attuale, già utilizzata nell’annualità 2025, per quanto attiene alle progressioni in deroga e rimandare alla predisposizione di una nuova regolamentazione per le progressioni ordinarie per l’annualità 2026 e seguenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si chiede altresì di ricertificare il limite dato dallo 0,55% del monte salari relativa all’anno 2018 per verificare l’eventuale ulteriore spazio relativo alle progressioni verticali in deroga in vista della futura scadenza della deroga stessa al 31/12/2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cordiali saluti.</p>
<p>La Spezia, 11/06/2026</p>
<p>Fabio Carassale – Componente RSU USB</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:54:12 +0200</pubDate>
                        <title>*SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO*</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>*SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO*<br /> <br /> Domani come USB, alle ore 10.30 in Piazza Santa Fede a Genova e in molte città d'Italia, saremo in presidio per denunciare il nuovo regolamento europeo sull'immigrazione, l'ennesimo tassello nell'attacco sistematico ai diritti delle persone migranti.<br /> <br /> Dietro la retorica della &quot;gestione dei flussi&quot; e della &quot;sicurezza&quot; si nasconde un progetto chiaro: più detenzione amministrativa, più espulsioni, più respingimenti, più sfruttamento della forza lavoro migrante. Un modello che trasforma esseri umani in numeri da selezionare, trattenere o scartare in base alle esigenze del mercato e agli interessi delle classi dominanti. Un presidio che vuole alzare la voce anche per ricordare la strage avvenuta solo pocchi giorni fa ad Amendolara.<br /> <br /> Su questi temi cade ogni finta contrapposizione tra destra e sinistra istituzionale. Le differenze di facciata lasciano il posto a una sostanziale convergenza sulle politiche securitarie e repressive. Lo dimostra il dibattito sui CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, veri e propri luoghi di detenzione amministrativa dove migliaia di persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato.<br /> <br /> Da una parte Vannacci e la destra alimentano quotidianamente paura, razzismo e repressione; dall'altra, anche figure che vengono presentate come l'alternativa, come Silvia Salis, finiscono per accettare il terreno imposto dalle politiche emergenziali e securitarie, intervenendo sul tema dei CPR senza mettere realmente in discussione l'impianto complessivo di controllo, detenzione e selezione che caratterizza le politiche migratorie europee.<br /> <br /> La verità è che il nuovo Patto europeo sull'immigrazione non rappresenta una rottura con le politiche del passato, ma la loro piena istituzionalizzazione. Un sistema che esternalizza le frontiere, finanzia governi autoritari affinché blocchino le partenze, militarizza il Mediterraneo e criminalizza chi fugge da guerre, fame, devastazione ambientale e sfruttamento.<br /> <br /> Rivendichiamo diritto all'accoglienza, chiusura immediata dei CPR, permesso di soggiorno svincolato dal contratto di lavoro e piena uguaglianza di diritti per tutte e tutti.<br /> <br /> Invitiamo lavoratrici, lavoratori, studenti, realtà sociali e cittadinanza a partecipare al presidio di domani.<br /> <br /> Unione sindacale di base - federazione del sociale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:19:23 +0200</pubDate>
                        <title>Genova. AMIU: RESOCONTO INCONTRO CON SALIS ED AZIENDA</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>AMIU: RESOCONTO INCONTRO CON SALIS ED AZIENDA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avviato il confronto sul futuro dell’azienda, ma per i lavoratori nessun miglioramento a breve</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo le insistenti richieste di aprire il confronto sul futuro di AMIU, si e’ tenuto oggi l’incontro con la Sindaca , presenti il vice Terrile , l’assessora Pericu ed i vertici aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salis ha espresso la volontà dell’amministrazione di avviare un progetto industriale complessivo che dia risposte ai cronici problemi di AMIU ed ha fornito alcune indicazioni importanti sulle intenzioni dell’amministrazione, annunciando al contempo l’avvio di un confronto costante con le oo.ss. sulle scelte che verranno messe in campo, con un nuovo incontro gia’ fissato per meta’ luglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I punti piu’ rilevanti riguardano:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• la decisione di far concorrere AMIU alla costruzione di un termovalorizzatore, se il bando della Regione andra’ in porto, insieme a un partner industriale. Una decisione che apre scenari delicati per le ricadute che potrebbe avere sul mantenimento dell’azienda pubblica e sul peso reale che avra’ AMIU in questa operazione;</p>
<p>• l’incremento delle risorse per AMIU , cui verra’ destinato l’ammontare della tassa di soggiorno e, se possibile, della futura tassa sugli imbarchi;</p>
<p>• l’incremento delle azioni per il recupero della TARI non pagata e per rafforzare controlli e sanzioni sull’abbandono dei rifiuti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Sindaca ha inoltre confermato il regolare pagamento della produttivita’ a luglio a fronte di voci che indicavano difficoltà dovute ai conti aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo infine sentito definire l’operazione dei bilaterali “un fallimento completo”: una amara soddisfazione per noi, unica organizzazione sindacale che critico’ apertamente tale scelta costata decine di milioni di euro ed i cui effetti peseranno molto a lungo su AMIU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono invece mancate risposte alle nostre domande su quali saranno i primi interventi concreti per migliorare da subito la difficile situazione dei lavoratori alle prese con un servizio ed una organizzazione del lavoro mai cosi’ inadeguati come oggi. Questa assenza di indicazioni ci preoccupa molto perche’ significa che al momento non ci saranno miglioramenti visibili per i lavoratori ed il servizio, visto anche la conferma della riduzione dello straordinario e soprattutto del blocco delle assunzioni che penalizza decine di precari in attesa di conferma e causa un aumento della mole di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancor di piu’ ci preoccupa il silenzio dell’azienda all’incontro: alla Sindaca e all’amministrazione abbiamo fatto presente che non permetteremo che il rilancio dell’azienda avvenga sulla pelle dei lavoratori, come sembrano indicare alcuni progetti aziendali quali la riduzione degli equipaggi da 3 a 2 operatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, possiamo dire che a un anno di distanza dall’insediamento della giunta Salis, ci aspettavamo di piu’ e ci sembra si sia perso tempo. Apprezziamo comunque la disponibilità al confronto con il sindacato così come abbiamo apprezzato le parole della Sindaca sulle inaccettabili ricadute negative sui dipendenti dei disservizi dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora pero’ servono segnali immediati per migliorare le condizioni di lavoro e dimostrare che non si tratta di parole o promesse come ne abbiamo sentite tante in questi anni. In caso contrario la nostra disponibilità al dialogo ed al confronto si esaurira’ rapidamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genova , 8/6/2026 Usb Lp Genova / Usb Lp AMIU</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 12:30:03 +0200</pubDate>
                        <title>Enzo Corrente ci ha lasciato. Un’altro pezzo della storia di classe in questa città se ne andato.</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/enzo-corrente-ci-ha-lasciato-unaltro-pezzo-della-storia-di-classe-in-questa-citta-se-ne-andato-1232.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>CIAO ENZO<br /> Enzo Corrente ci ha lasciato. Un’altro pezzo della storia di classe in questa città se n'è andato.<br /> Da sempre iscritto prima in RdB e poi in USB.&nbsp;<br /> Da sempre in prima fila.&nbsp;<br /> Da sempre presente a tutte le manifestazioni, &nbsp;fino all'ultimo momento, anche già malato.<br /> Ti salutiamo a pugni chiusi, Enzo, &nbsp;con le bandiere al vento, come piaceva a te.<br /> Non dimenticheremo i tuoi insegnamenti.&nbsp;<br /> Il dolore della tua famiglia è il nostro dolore.<br /> Ciao Enzino.</p>
<p>La cerimonia sarà sabato 6 alle 12 al Tempio Laico cimitero di Staglieno<br /> USB Liguria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 18:17:48 +0200</pubDate>
                        <title>Crisi ricambi AMT, corse saltate e sicurezza del personale.  USB Trasporti denuncia</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/crisi-ricambi-amt-corse-saltate-e-sicurezza-del-personale-usb-trasporti-denuncia-1819.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><br /> <br /> Crisi ricambi AMT, corse saltate e sicurezza del personale.</p>
<p>USB Trasporti denuncia: “Cittadini esasperati e autisti sotto tiro. La responsabilità è solo della politica e dell’ azienda.”<br /> Genova, 27/05/26 – La scrivente Organizzazione Sindacale USB Lavoro Privato – Comparto Trasporti esprime profonda e crescente preoccupazione per la grave situazione in cui versa il servizio di trasporto pubblico locale gestito da AMT, &nbsp;oltre alle decine di corse che saltano ogni giorno a Genova nel servizio urbano &nbsp;i disservizi si stanno allargando a macchia d’olio ai bacini della Valpolcevera (Genova Bolzaneto, Pontedecimo, Isoverde) e del Tigullio (Sestri Levante, Moneglia,Casarza e relative frazioni ) E la situazione peggiora giorno per giorno.<br /> Nelle ultime settimane si sta assistendo a un taglio drastico e incontrollato delle corse quotidiane. Come USB teniamo a chiarire che questa situazione non è figlia dell’assenteismo o della mancanza di volontà dei lavoratori, ma è la diretta conseguenza del blocco e del forte rallentamento nella fornitura dei pezzi di ricambio da parte dei fornitori dell’azienda. Le criticità finanziarie legate ai ritardi nei pagamenti e la prospettiva di veder saldato solo il 50% delle spettanze dovute hanno spinto i fornitori a ridurre al lumicino, se non ad azzerare, le consegne dei componenti necessari alla manutenzione dei bus.<br /> Il risultato è drammatico: decine di mezzi restano fermi nelle officine e un numero inaccettabile di corse salta quotidianamente, lasciando a piedi utenza scolastica, pendolari e fasce deboli, specialmente nelle zone collinari e nelle frazioni più isolate, dove il mezzo pubblico rappresenta l’unico collegamento con i centri urbani.<br /> TUTELA DEI LAVORATORI E SCARICO DI RESPONSABILITÀ<br /> Come USB Trasporti intendiamo scaricare fermamente e totalmente i lavoratori da qualsiasi responsabilità per i disservizi in atto. Il personale viaggiante &nbsp; è vittima di questa gestione fallimentare: ci troviamo quotidianamente in prima linea a dover gestire l’esasperazione e la rabbia sacrosanta di un’utenza stremata.<br /> “Come sindacato di base non possiamo tollerare che le tensioni sociali causate da inadempienze aziendali &nbsp;e istituzionali ricadano sulle spalle degli autisti. Il rischio che la frustrazione dei passeggeri sfoci in aggressioni verbali o fisiche è ormai altissimo. I lavoratori stanno svolgendo il proprio dovere con professionalità in condizioni di stress inaccettabili.”<br /> APPELLO ALL’UTENZA E RICHIESTA DI INTERVENTO<br /> Ci rivolgiamo ai cittadini e ai comitati degli utenti affinché comprendano che il conducente del bus è un alleato, non il colpevole. Chiediamo fermamente di canalizzare la protesta esclusivamente verso i vertici aziendali e le istituzioni competenti, Comuni e città metropolitana non possono fare finta di nulla.<br /> Al contempo, USB chiede a gran voce &nbsp;ad AMT e agli organi politici del territorio un intervento immediato e straordinario per sbloccare la crisi dei fornitori e garantire la sicurezza dei lavoratori sui mezzi.&nbsp;</p>
<p>Segreteria USB L.P.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 18:07:02 +0200</pubDate>
                        <title>Genova. Museo MEI: La lotta dei lavoratori e delle lavoratrici paga!</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/genova-museo-mei-la-lotta-dei-lavoratori-e-delle-lavoratrici-paga-1810.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Museo MEI: La lotta dei lavoratori e delle lavoratrici paga!<br /> Salvaguardati i salari e l’apertura del Museo MEI<br /> La mobilitazione e la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative sociali in appalto al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) hanno dato i loro frutti.&nbsp;</p>
<p>Grazie alla pressione esercitata da USB insieme ai lavoratori è stato raggiunto un importante risultato per il periodo estivo: con l’intervento &nbsp;economico della Fondazione Mei ,da giugno a settembre, il museo rimarrà aperto 5 giorni alla settimana.Questo garantirà &nbsp;la piena continuità occupazionale e, cosa fondamentale, permette ai lavoratori di non perdere il proprio stipendio.&nbsp;</p>
<p><br /> Esprimiamo un ringraziamento all’Assessorato per l’ascolto e l’impegno profuso nel trovare una mediazione che tutelasse il servizio &nbsp;e l'occupazione.</p>
<p>Tuttavia, questo traguardo non rappresenta la fine del nostro percorso. Se da un lato l'emergenza estiva è stata tamponata, dall'altro restano ancora diversi nodi strutturali da sciogliere. Per questo motivo, USB continuerà a farsi sentire con forza e a vigilare su tutte le questioni rimaste in sospeso durante l’ultimo incontro.</p>
<p>USB LP cooperative sociali</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 15:27:38 +0200</pubDate>
                        <title>USB P.I. Provincia della Spezia      ASSEMBLEA DEI LAVORATORI</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-provincia-della-spezia-assemblea-dei-lavoratori-1529.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB P.I. Provincia della Spezia</p>
<p>ASSEMBLEA DEI LAVORATORI</p>
<p>DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE</p>
<p>(aperta a tutti, iscritti e non iscritti)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>venerdì 5 giugno 2025</p>
<p>presso la sala multimediale “Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”</p>
<p>dalle ore 11.00 a fine turno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ordine del giorno:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• Contrattazione decentrata 2026;</p>
<p>• Piao e nuova organizzazione dell’Ente;</p>
<p>• Varie ed eventuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la partecipazione all’assemblea sarà attivata la libertà sindacale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FAI SENTIRE LA TUA VOCE,</p>
<p>ISCRIVITI AL SINDACATO USB – PUBBLICO IMPIEGO Funzioni Locali Liguria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155665</guid>
                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 19:11:42 +0200</pubDate>
                        <title>GENOVA. MUSEI CHIUSI E STIPENDI CHE SALTANO: LA GIUNTA SALIS DIA RISPOSTE</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/genova-musei-chiusi-e-stipendi-che-saltano-la-giunta-salis-dia-risposte-1917.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>GENOVA. MUSEI CHIUSI E STIPENDI CHE SALTANO: LA GIUNTA SALIS DIA RISPOSTE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Conferenza stampa con i lavoratori e le lavoratrici- martedì 26 maggio ore 14.00- Palazzo Tursi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apprendiamo che il Comune si appresta a votare domani una delibera che prevede una drastica riduzione dell’orario di apertura del Museo dell’Emigrazione Italiana nei mesi estivi, con il passaggio da 6 a 3 giorni di apertura settimanale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa scelta avviene senza che vi sia stato alcun confronto con i lavoratori e le lavoratrici, né con il sindacato. Venerdì abbiamo inviato come Unione Sindacale di Base una richiesta urgente all'assessore Montanari per avere garanzie su occupazione e salari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fino ad adesso abbiamo ricevuto solo silenzio. Siamo stanchi di essere soggetti alla l. 146/90 ed essere obbligati a rispettare le procedure di sciopero per i servizi essenziali, quando poi le amministrazioni aprono e chiudono a proprio piacimento i siti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domani saremo sotto il comune a rivendicare salario e dignità!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB - LIGURIA&nbsp; cooperative sociali</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 18:48:04 +0200</pubDate>
                        <title>CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: SINDACALISTI PIÙ REALISTI DEL RE E LAVORATORI SENZA DIRITTO DI PAROLA</title>
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		                        		https://liguria.usb.it/leggi-notizia/citta-metropolitana-di-genova-sindacalisti-piu-realisti-del-re-e-lavoratori-senza-diritto-di-parola-1849.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: SINDACALISTI PIÙ REALISTI DEL RE E LAVORATORI SENZA DIRITTO DI PAROLA</strong></p>
<p>Il 21 maggio si è svolto il primo di una serie di incontro tra RSU e amm.ne. In tale incontro l’amm.ne ha preso visione della proposta dell’RSU.</p>
<p>Giova ricordare che l’RSU contiene diverse “anime”, o “sensibilità” che dir si voglia. Queste posso avere visioni anche molto differenti.</p>
<p>Un punto sempre dolente sono le “valutazioni”, che servono incontrosia per la produttività, sia per le progressioni orizzontali.</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base ha idee ben precise in merito.</p>
<p>Ricordiamo un interessante seminario, “<strong>L’elefante nella cristalleria. Dibattito con Mauro Boarelli, autore del libro “contro l’ideologia del merito” del 10 febbraio 2024” </strong>ed un bellissimo convegno dal titolo “<strong>VALUTAZIONE: MERITO O ARBITRIO? Del 13 aprile 2025”.</strong></p>
<p>Di entrambi è possibile vedere le registrazioni (intranet -&gt; bacheca sindacale -&gt; usb -&gt; …) ed apprezzarne la elevata qualità.</p>
<p>Perché vi diciamo questo, come premessa? Semplice: per non perdere la bussola.</p>
<p>Infatti, tutto ciò porta l’USB ad assumere una posizione chiara rispetto alle valutazioni: fare in modo che il maggior numero possibile di lavoratrici e lavoratori abbia una progressione in un determinato numero di anni. Fare in modo, insomma, che la quota di <u>valutazione</u> legata al “merito”, cioè alla discrezionalità del dirigente sia ampiamente compensata da fattori oggettivi. L’<u>anzianità nella categoria</u> (chiamiamola così per semplicità, precisando che è diversa dall’età anagrafica) è uno di questi perché rappresenta il tempo che un/una dipendente rimane in una categoria prima di poter rientrare nuovamente negli “aventi diritto”, cioè tra coloro che posso concorrere ad una nuova progressione. L’<u>esperienza professionale</u> è legata invece all’anzianità di servizio, ma aumenta per tutti con il tempo e comunque contribuisce solo in quota parte al punteggio. Mai e poi ma deve essere un motivo di scontro generazionale.</p>
<p>Si può dire, sempre semplificando, che la combinazione dell’anzianità nella categoria (che si azzera al momento di una progressione economica), della media delle ultime tre valutazioni e dell’anzianità di servizio dà origine ad un parametro che indica approssimativamente la probabilità che ha un dipendente di beneficiare di una progressione (o differenziale stipendiale).</p>
<p>Per quanto riguarda l’anzianità nella categoria, va’ da sé che più tempo un dipendente resta in una categoria, più spazi di possibilità di avere una progressione si apre per tutti gli altri, <u>a parità di tutti gli altri fattori</u>.</p>
<p>Per quanto riguarda le valutazione, quanto più peso si dà alla valutazione, sottraendo peso al all’esperienza professionale, tanto più ci si sbilancia verso l’arbitrio (detto anche “merito”).</p>
<p>Non è possibile fare calcoli precisi perché l’amm.ne non ha mai fornito all’RSU le graduatorie, anche anonimizzate, nonostante le molteplici richieste. <u>Tentare di fare simulazioni senza dati si chiama </u><u><strong>stregoneria</strong></u>.</p>
<p>Il contratto prevede l’anzianità nella categoria sia di tre anni, che possono essere ridotti a due o aumentati a quattro. Fino ad oggi, l’amm.ne e l’RSU si erano accordati su tre. Un buon compromesso. Ricordiamo che, da un calcolo matematico, con due anni solo il 50 % dei lavoratori riesce a beneficiare delle progressioni e ad ogni ciclo sono quasi sempre gli stessi, con 3 anni riescono a beneficiarne il 70% , con 4 anni si arriva quasi al 90% .</p>
<p>Anche l’equilibrio tra quota da valutazione e quota di anzianità, variabile da area ad area (operatori esperti, istruttori e funzionari) era buon compromesso.</p>
<p>Improvvisamente però, l’<strong>RSU in quota cgilcisliuil</strong> ha scelto di ridurre a due e sbilanciare il suddetto equilibrio verso la valutazione, <strong>perché (UDITE UDITE!!!) “</strong><em><strong>così passano i più bravi</strong></em><strong>”! </strong> E questa posizione è stata portata come proposta di decentrato, davanti ad una <strong>attonita e sbigottita delegazione trattante</strong>. Dirigenti e direttori che si stanno chiedendo che ci stanno a fare, visto che a decidere chi sono i più “meritevoli” lo decidono i sindacati (complici).</p>
<p><strong>All’USB sono cadute le braccia e ha precisato che la posizione dell’RSU non era unanime.</strong></p>
<p>Da qui lo scambio di ruoli: l’amm.ne ha più e più volte chiesto: “Siete sicuri? Sicuri sicuri? <strong>Con due anni di permanenza nella categoria passeranno sempre gli stessi</strong>. Siatene consapevoli!”. E, ricordiamoci, l’amm.me i dati li ha, l’RSU no.</p>
<p>Il segretario generale ha anche asserito “la meritocrazia prima di tutto!”, con tono vagamente canzonatorio.</p>
<p>Infine, i direttori e dirigenti della delegazione trattante hanno chiesto, comprensibilmente, se l’RSU aveva per caso in mente di fare un’assemblea, evidentemente preoccupati che l’informazione, dovuta alle lavoratrici e ai lavoratori, fosse stata fornita. Paradossale!</p>
<p>Significativo anche il fatto che l’amm.ne abbia preso deltempo per decidere.</p>
<p>L’USB, non essendo rappresentativa nelle Funzioni Locali, non può convocare un’assemblea, ma ritiene che sia fondamentale ascoltare i dipendenti. Oltretutto non fare assemblee vuol dire regalare ore all’amm.ne, visto che ogni lavoratore ha diritto a 12 ore all’anno di assemblea.</p>
<p>Vi invitiamo quindi a partecipare ad un brevissimo sondaggio. Tieni in comunicato a portata di mano quando rispondi. Di seguito il link:</p>
<p><u><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeqDXUaw-03Z2bl2TSJvgdwy3hQ8IlXux203LM40v69ukaBFw/viewform?usp=header" target="_blank" rel="noreferrer">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeqDXUaw-03Z2bl2TSJvgdwy3hQ8IlXux203LM40v69ukaBFw/viewform?usp=header</a></u></p>
<p><strong>L’Unione Sindacale di Base è </strong><u><strong>sempre</strong></u><strong> dalla parte dei lavoratori!</strong></p>
<p>Iscriviti contattando i delegati oppure online sul nostro sito!</p>
<p>USB -PI Funzioni Locali - Città Metropolitana di Genova, 25/05/2026</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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